Altro che droni senza pilota o chissà quale altra diavoleria tecnologica: le guerre del futuro si combatteranno... in bicicletta. Questo almeno è quanto pensa l’Esercito Australiano, che sta sperimentando l’utilizzo di e-bike per le missioni di ricognizione leggera sotto copertura, quelle in cui ci si deve muovere in silenzio e rapidamente.
STEALTH Usate in abbinamento ai corazzati Boxer, le e-bike in dotazione alla fanteria del 2° e 14° Reggimento possono aiutare i soldati a spingersi ancor più in profondità lungo le linee nemiche per raccogliere preziose informazioni, impiegando meno tempo che a piedi, facendo meno rumore e sollevando molta meno polvere rispetto a una moto tradizionale.

PER ORA SOLO ESERCITAZIONI Le esercitazioni di questo video si sono svolte nell’area di addestramento di Townsville, nel Queensland, dove i soldati della fanteria si sono mossi a bordo delle biciclette Stealth B-52, un nome che deriva da quello del celebre bombardiere stealth dell’esercito americano. “Questa tecnologia ci aiuta a svolgere gran parte del lavoro di ricognizione, per esempio alla ricerca di passaggi per il corazzato Boxer”, ha spiegato il caporal maggiore Thomas Ovey del 12° Reggimento. Al momento l’esercito si sta concentrando sulle esercitazioni e presenterà un rapporto completo ai piani alti entro la fine dell’anno, per valutare il possibile impiego delle e-bike sul campo.

E-BIKE... PER MODO DI DIRE Più che e-bike, in realtà, le Stealth B-52 sono vere e proprie moto elettriche a pedali: montano sospensioni da 200 mm all’anteriore e 250 mm al posteriore, e hanno freni a disco a quattro pistoncini. Il motore genera una potenza di 6,2 kW (quasi 9 CV) ed è accoppiato a un cambio automatico a nove rapporti e una batteria agli ioni di litio da 2 kW. La velocità massima è di ben 80 km/h, con un’autonomia di 100 km. Il peso? 50 kg. Altro che e-bike! “Andiamo più lontano e più rapidamente rispetto alle moto tradizionali”, ha aggiunto il caporale Thomas. Ai comuni mortali la e-bike Stealth B-52 costa 8.000 euro.
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.








