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Capirossi presenta il GP d'Australia


Avatar Redazionale , il 11/10/01

20 anni fa -

E' un tracciato veloce, di quelli che piacciono a me, dove conta avere una buona dose di "pelo": ci sono curvoni velocissimi, in cui è importante far correre la moto per essere veloci nei tratti rettilinei successivi, e staccate incredibili.

"Phillip Island è senz’altro una delle piste più belle del mondiale, sotto tutti i punti di vista. Sia per il contesto naturale in cui si snoda il tracciato, con il mare che ti si para davanti in diversi punti offrendoti un colpo d’occhio eccezionale, tanto da sembrare che ti stai tuffando nell’oceano (colpo d’occhio di cui possono godere anche i telespettatori grazie ad inquadrature televisive da cartolina) sia per le caratteristiche tecniche della pista. Anche la moto ha il suo peso, soprattutto nel lungo rettilineo che passa davanti ai box, ma qui il pilota può metterci del suo e se riesci ad essere veloce nei curvoni sul dritto puoi mantenere il contatto anche con chi dispone di qualche cavallo in più. Insomma, l’avrete capito: è una pista che mi piace molto e dove sono spesso andato bene, quindi punto al colpo grosso.

Negli ultimi anni si sono accentuate le buche sull’asfalto e quindi ci sono parecchi problemi di saltellamento. Perciò, è fondamentale trovare una buona regolazione delle sospensioni, lavorando in modo certosino per raggiungere il miglior accoppiamento possibile tra pneumatici e asperità dell’asfalto.

Percorriamo il lungo rettifilo in sesta marcia

e dopo i box la pista inizia a scendere dando l’impressione che ci si vada a tuffare nell’oceano sullo sfondo. E’ un panorama che non possiamo goderci a fondo perché dobbiamo scalare in quarta per affrontare il primo dei veloci curvoni australiani: una piega a destra che ci porta ad un tornantone da seconda, a sinistra. Via in accelerazione scaricando fino alla quinta marcia, prima di scendere in quarta per affrontare la curva N°3, uno dei curvoni più impegnativi di Phillip Island. Arriviamo quindi all’Honda Corner, uno stretto rampino, a destra, che ci obbliga ad una violenta staccata scalando fino alla prima marcia.

Seconda e terza in uscita prima di inserire nuovamente la seconda per una curva di ritorno a sinistra (la N°5). Nuova accelerazione e saliamo fino alla quarta affrontando un tratto di pista che piega prima a sinistra e poi a destra; inseriamo anche la quinta con la pista che sale e ci porta ad una curva da terza marcia (la N°9): una piega a sinistra piuttosto impegnativa che ci porta ad una specie di cavatappi in discesa che culmina, dopo una violenta staccata, con un rampino da prima a destra. Nuovo tratto di accelerazione, inserendo la terza per una curva a sinistra e quindi la quarta per affrontare il veloce curvone che ci riporta sul rettifilo d’arrivo: una piega dove è molto importante far correre la moto per uscire veloci sul lungo rettifilo e scaricare tutta la cavalleria".


Pubblicato da Eugenio Mosca, 11/10/2001
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