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Auto vere pilotate a distanza: le corse in Realtà Remota
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Auto vere guidate in Realtà Remota: le gare del futuro? Il video


Avatar di Emanuele Colombo , il 13/03/23

11 mesi fa - Avicar Gen0: le auto da corsa in Realtà Remota per le gare del futuro

Avicar Gen0: alla scoperta dei bolidi per le corse con auto vere comandate a distanza in Realtà Remota. Il video

Strana epoca, la nostra, in cui tutto ciò che normalmente veniva fatto in prima persona deve diventare per forza qualcosa di mediato, automatizzato o che passa attraverso un monitor e una connessione Internet. E se alcune cose hanno un significato abbastanza chiaro, come la startup tedesca che in Germania recapita a domicilio le auto del car-sharing guidandole a distanza, altre idee possono apparire un po' balzane. Negli USA, per esempio, una società chiamata Avicar sta organizzando un circuito di gare automobilistiche corse con auto vere, ma telecomandate. Guardate il video qui sotto dalla pagina Instagram di Avicar.

COME FUNZIONA Fin qui verrebbe da pensare a una versione in scala reale delle solite automobiline radiocomandate, non fosse per la tecnologia battezzata Remote Reality (Realtà Remota). Che non è né la Realtà Virtuale né quella Aumentata, dalle quali differisce perché i partecipanti controlleranno effettivamente auto reali in tempo reale, su una pista vera e propria: con ''una reattività nell'ordine dei microsecondi e una risposta tattile che si avvicina il più possibile all'essere al posto di guida senza dover uscire di casa'', dice Avicar.

Avicar Gen0: l'auto telecomandata in Remote Reality Avicar Gen0: l'auto telecomandata in Remote Reality

COMANDI A DISTANZA Le Avicar Gen0 si potranno telecomandare da 6.400 km di distanza, tramite il Wi-Fi ad alta velocità, la connettività 5G o via satellite. Tutte le auto sono dotate di telecamere a 360 gradi integrate, che trasmettono video in diretta al visore del conducente, mentre il Gravity Drive Steering (che a vederlo nel video ricorda i controller della Nintendo Wii) traccia il movimento delle mani del pilota e lo sincronizza con il veicolo reale. Resta da capire come possa un dispositivo come quello mostrato trasmettere sensazioni tattili realistiche come e più del force feedback di una Playstation, ma magari quello che è stato fin qui mostrato non è rappresentativo di ciò che sarà il controller definitivo. Chissà.

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SEDILI ZERO Le auto Gen0 sono prive di posti a sedere: elettriche e sviluppate con Siemens Advanta in Nord America. Saranno in grado di superare i 160 km/h, ma poiché sono controllate a distanza, non avranno bisogno di porte o finestrini e potrebbero quindi essere molto più compatte, leggere e aerodinamiche delle normali auto da corsa. Sembra di capire che, con esse, ti sembrerà di giocare un videogame in una sorta di realtà virtuale fotorealistica: senza correre rischi, ma nemmeno provare le accelerazioni sul corpo che avresti al volante dell'auto (Nuvolari e Villeneuve si staranno rivoltando nella tomba al solo pensiero). In compenso i danni saranno costosi come quelli veri. Anzi, in molti casi anche di più, visto che i bolidi Avicar Gen0 valgono circa un milione di euro ciascuno.

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AL VIA NEL 2023 La Stagione 1 del Cloud Prix Championship dovrebbe iniziare a Miami a dicembre. A quel punto, Avicar prevede di aver identificato 11 top driver con l'aiuto della sua struttura di ricerca e sviluppo. I conducenti selezionati avranno accesso a una cosiddetta Angel Key per utilizzare le rispettive Avicar Gen0 e riceveranno un numero univoco per partecipare alle gare: autenticato con tecnologia blockchain, quindi inalterabile e non copiabile, così da poterlo eventualmente vendere come si fa con le opere d'arte digitali. Il tutto suona interessante come metodo per sperimentare nuove tecnologie, ma ai fini della competizione e dello spettacolo l'introduzione di auto vere lascia perplessi: potrebbero essere un'attrazione per un eventuale pubblico pagante in presenza (che andrebbe protetto da eventuali auto impazzite), ma dal punto di vista di piloti e telespettatori tanto vale puntare sulla simulazione degli e-sport. O no?


Pubblicato da Emanuele Colombo, 13/03/2023
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