Autore:
Marco Borgo

VETERANO DELL'INDYCAR Dopo diciassette stagioni complete in Indycar, Tony Kanaan ha deciso di fermarsi. O meglio, il brasiliano alla soglia dei 45 anni sarà al via nel 2020 di soli cinque round della popolare serie nord-americana, 500 miglia di Indianapolis inclusa, in cui tenterà di bissare la vittoria del 2013.

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LA CARRIERA Stella dell'Indycar, il brasiliano correrà le sue ultime gare - tutte su circuiti ovali - per il team di AJ Foyt per il quale ha corso negli ultimi due anni. Dopo quattro stagioni nella Formula Cart seguite a due nell'Indy Light, il pilota cresciuto anche nella Formula 3 italiana ha militato dal 2002 per i team di Mo Nunn, Michael Andretti (sette stagioni, campione nel 2004), Kevin Kalkhoven (tre stagioni con vittoria ad Indianapolis nel 2013), Chip Ganassi (quattro stagioni) e AJ Foyt. Pilota poliedrico, 'TK' è salito spesso al volante di vetture a ruote coperte guidando nell'American Le Mans Series la LMP2 del team Andretti o alla 24 ore di Le Mans e Daytona la Ford GT del programma gestito da Ganassi.

LE PAROLE DI TONY ''Se guardo a tutte queste stagioni in Indycar - ha spiegato Kanaan nella conferenza in cui ha annunciato il suo programma ridotto per il 2020 - penso a quanto sia stato fortunato a poter gasreggiare a livelli così alti del motorsport per tutti questi anni. Quando sono arrivato qui avevao 23 anni e molte speranze. Ora penso di aver raggiunto tutti gli obiettiviHo 45 anni. Ho vinto molto, segnato molti record (secondo maggior numero di gare in Indycar dopo Mario Andretti), ho vinto una 500 miglia e un campionato. Potrei andare avanti ancora per molto, ma come spesso accade nella vita c'è un ciclo che si sta ciudendo. La mia migliore opzione per il 2020 sono queste cinque gare con il team Foyt. Ma di certo non saranno la mia ultima esperienza nel motorsport''.

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500 MIGLIA NEL FUTURO Il brasiliano vorrebbe rimanere legato al mondo dell'Indycar in qualche modo, anche se ha dichiarato di aver ricevuto offerte per competere in altri campionati. Tuttavia, non esclude di poter ritornare in futuro a gareggiare alla sola 500 miglia di Indianapolis come fatto da altri piloti non più attivi a tempo pieno in Indycar.


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