BARRIERE MODIFICATE È già passato un anno dal tremendo incidente che ha messo fine alla vita di Anthoine Hubert, giovane e valida promessa di Formula 2, facente parte di quella nidiata di piloti francofoni capitanata da Leclerc e Gasly (che in mattinata ha portato dei fiori sul punto dell'impatto), che tanto bene sta facendo nel mondo dei motori. Era il 31 agosto dello scorso anno quando, in uscita dall'Eau Rouge, ci fu il tragico schianto con l'auto di Juan Manuel Correa, e in quel punto oggi le barriere sono state modificate in vista del weekend di gare sulla iconica pista belga di Spa Francorchamps.
LA DINAMICA Il report della FIA che ha ricostruito l'incidente ha concluso che Hubert sia entrato in collisione con le barriere dopo un danno subito toccandosi con Ralph Boschung; i due stavano cercando di evitare l'auto di Giuliano Alesi. Hubert ha colpito la barriera a 216 kmh con un angolo di 40 gradi, in seguito all'impatto l'auto è rimbalzata in pista e presa in pieno dall'auto di Correa, che aveva perso il controllo della sua vettura passando sui detriti. Una serie di sfortunate coincidenze di cui è stata complice anche la decisione di ridurre da 4 a 2 le file dei pneumatici in quel punto, che ha reso più facile il rimbalzo dell'auto verso la pista. Per questo motivo le barriere sono state riportate alle originali 4 file.

19 PER SEMPRE Intanto la Formula 2 ha comunicato che a partire da questa gara, nessun pilota della serie potrà mai più utilizzare il numero 19 che portava Hubert sulla sua Dallara, lo stesso con il quale vinse a Monaco e al Paul Ricard, ritirato a titolo definitivo. Inoltre, prima della feature race di sabato, sarà osservato un minuto di silenzio in ricordo del pilota francese, ed è stato creato un nuovo logo con il numero 19 e il design utilizzato da Hubert sul suo casco che comparirà sulle auto di F1, F2 e F3 questo fine settimana. Un piccolo pensiero per ricordare sempre che fare il pilota è sì bello, ma non è mai solamente un gioco.
Nasce a Roma nell’82, cresce a Viterbo, poi torna nella città natale per laurearsi in Architettura e decidere che, fino a quel momento, è stato tutto un gioco. Le vere passioni sono i motori e il giornalismo sportivo, coltivate anche negli anni accademici attraverso collaborazioni. Nel 2013 entra a FormulaPassion.it, e in sei stagioni trascorse a seguire Formula 1 e MotoGP (anche sul campo) matura una esperienza straordinaria, un bagaglio che lo porterà a rivestire il ruolo di coordinatore della redazione. Dall’estate 2018 trova posto nella famiglia MotorBox, per continuare a seguire con passione e competenza le discipline regine del motorsport.




