Autore:
Daniele Zeri

UN ANNO FA Era il 18 novembre del 2018, quando il mondo del motorsport trattenne il fiato per lunghi, interminabili momenti. Una ragazza diciassettenne aveva appena avuto un grave incidente alla curva Lisboa di Macao, quando le immagini iniziarono a fare il giro del mondo. La vettura numero 25 della Van Amersfoort Racing, in seguito ad un contatto con Jehan Daruvala, rimbalzò contro il guard rail interno e, saltando sul cordolo, volò oltre la rete di contenimento, schiantandosi ad oltre 270 km/h orari contro una tribuna per fotografi. La debuttante Sophia Floersch se la cavò con una frattura spinale e, in seguito ad un lunghissimo intervento chirurgico, fece ritorno in Germania con la consapevolezza di aver scampato il rischio di paralisi. "Posso dire di avere due compleanni ora, uno il primo dicembre e uno il giorno in cui sono rinata a Macao" - dichiarò Sophia dopo essere sopravvissuta all'incidente.

RITORNO IN PISTA Ma chi pensa che un'esperienza simile possa creare dei ripensamenti sulle proprie scelte di vita non conosce Sophia Floersch: quattro mesi più tardi, la giovane bavarese faceva il suo ritorno in pista, a Monza, in un test privato in Formula 3. Con un unico obiettivo: tornare a Macao e chiudere il conto in sospeso con quel circuito. Il 2019 di Sophia Floersch è stato caratterizzato da alti e bassi: due quarti posti come miglior risultato in carriera in Formula 3 e un settimo posto finale in classifica nel nuovo FIA Formula 3 Regional European Championship. Un piano B, come ci rivelò Sophia ad inizio stagione, in seguito alla cancellazione della F3 European Masters a pochi giorni dall'inizio del campionato. Iniziata con le più alte aspettative, la seconda stagione in F3 di Sophia Floersch è stata anche influenzata dalla difficoltà di adattamento alla nuova vettura Tatuus del suo storico team, l'olandese Van Amersfoort Racing. Al termine degli otto round, la giovane tedesca, oggi diciottenne, è comunque stata una dei due piloti (insieme al dominatore Frederik Vesti) costantemente in zona punti e in top-10.

2019 IN FORMULA REGIONAL "La prima gara al Paul Ricard è stata molto difficile." - ha raccontato Sophia a MotorBox durante il campionato. "Abbiamo ricevuto la macchina cinque giorni prima del weekend e non avevamo alcuna idea di come funzionasse. Da Vallelunga è andata un po' meglio, ma verso la fine del campionato ci mancavano sempre quei 6-7 decimi dai primi. C'è un'enorme differenza tra la F3 di Dallara e quella Tatuus, si guidano in maniera completamente diversa. L'auto è circa 80 kg più pesante, quindi tutto lo stile di guida cambia. Anche le gomme Pirelli richiedono una finestra di utilizzo molto specifica e abbiamo avuto difficoltà nell'utilizzo e nel degrado. Comunque è una ‘buona scuola’ in vista della F3 Internazionale".

F3 Regional, Sophia Floersch a Imola

UN UNICO OBIETTIVO La FIA Formula 3, grazie alla partnership con il team HWA Racelab, è infatti sempre stato l'obiettivo primario. Quando sulla entry list provvisoria della prossima edizione del Gran Premio di Macao è comparsa una casella vuota tra le vetture del team tedesco, il primo pensiero non poteva non andare proprio a Sophia Floersch: "Voglio assolutamente tornare a Macao, come pilota, come testimonial o come semplice spettatore, ma ci tornerò. Vorrei potervi dire che sarò lì a correre quest'anno, ma purtroppo ci sono ancora dei dettagli da risolvere", ci aveva detto Sophia nei giorni successivi all'ultimo round di campionato a Monza. Il test post-stagionale a Valencia sembrava suggerire che l'accordo fosse siglato, poi le negoziazioni economiche che sembravano aver trovato un ostacolo.

UN ANNO DOPO A MACAO Adesso, finalmente, la conferma: "Sono felicissima di poter guidare nuovamente a Macao. Era la mia prima gara lì, l'anno scorso. Fino all'incidente, è stato l'evento più bello a cui avevo preso parte. Il tracciato è incredibile, bellissimo da guidare. È una sensazione stupenda in una vettura di Formula 3, avevo un enorme sorriso stampato in volto ad ogni giro. Dopo l'incidente sapevo che avrei voluto tornare. Ciò che ho fatto quest'anno dimostra come i sogni si realizzino con il duro lavoro." La 66ma edizione dello storico Gran Premio di Macao, che conta tra i suoi vincitori piloti del calibro di Ayrton Senna, Michael Schumacher, Riccardo Patrese e David Coulthard, sarà dunque indubbiamente caratterizzata da uno dei ritorni sportivi più degni di ammirazione degli ultimi anni. A dodici mesi esatti dalla frattura spinale, Sophia Floersch tornerà a competere sui 6.120 metri di uno dei circuiti cittadini più famosi al mondo.

F3 Regional, Sophia Floersch a Imola

GRANDE FORZA MENTALE "Semplicemente è andato tutto per il verso giusto: sia l'operazione che la riabilitazione. I medici, i miei famigliari e tutti i miei amici mi hanno aiutato e mi hanno supportato. Mentalmente, ho superato l'incidente molto in fretta, quindi non ci vedevo nulla di strano nel voler tornare in pista. Mi sono sempre tenuta impegnata con i programmi di riabilitazione ai muscoli nella fase post-operatoria, quindi non ci ho più pensato”. Se tornare su un'auto da corsa a quattro mesi da una frattura spinale non sembrasse una conquista sufficientemente impressionante, la Floersch ha deciso di spingere i propri limiti ancora oltre, correndo una maratona dieci mesi dopo l'intervento chirurgico: "Avevo già fatto una mezza maratona e uno sponsor mi ha chiesto di partecipare alla maratona di Berlino che si sarebbe tenuta due mesi dopo, a pochi giorni da un weekend di gara. Alla fine ho scelto di provarci. Ed è incredibile pensare che a 18 anni, dopo un'operazione chirurgica come la mia, qualche mese dopo ho finito una maratona".

SEMPRE OLTRE I LIMITI "42 chilometri non sono una passeggiata. La maggior parte degli atleti si prepara per un anno per un'impresa simile, ma io dovevo viaggiare molto e ovviamente pensare anche alle gare. L'allenamento per una maratona è molto diverso dal training per il motorsport, una maratona si fa sentire sulle gambe. Le ossa mi facevano male da morire. Anche mentalmente, ci sono degli aspetti da cui imparare: verso metà percorso il dolore alle ossa e ai muscoli ti fa impazzire e inizi a pensare a chi diavolo te l'abbia fatto fare. Ma vai avanti e finisci comunque. È una questione di andare oltre i propri limiti, qualcosa che ti irrobustisce mentalmente. Non solo nel motorsport, ma in tutti gli aspetti della vita". In seguito all'incidente, non è solo aumentata la determinazione della giovane Sophia Floersch, ma anche la sua popolarità: "La mia vita non è cambiata poi molto. Sto ancora vivendo il sogno di poter correre un giorno in Formula 1. Sicuramente, dopo l'incidente, l'attenzione dei media è molto maggiore. Avevo pressione prima e ho pressione ora. Ma ho un obiettivo che voglio raggiungere, e gli obiettivi portano sempre pressione".


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