Pubblicato il 08/04/20

RIPARTENZA PIU' VICINA Il motorsport potrebbe essere tra le prime discipline sportive a ripartire dopo l'emergenza coronavirus, grazie alle sue caratteristiche che portano i protagonisti a non avere contatti fisici. Questo, però, sarebbe realizzabile solamente disputando le gare a porte chiuse, dato che per riavere la possibilità di organizzare eventi con grandi assembramenti di pubblico i tempi sono ancora molto incerti. La possibile di correre con gli spalti vuoti divide però le opinioni.

PORTE CHIUSE SI' A favore di quelle che in inglese vengono definite ''ghost races'' c'è il presidente della Grand Prix Driver Association, Alex Wurz: ''Il motorsport potrebbe essere uno dei primi sport a ripartire, perché possiamo fare le gare senza spettatori. Tutti nel paddock indossano guanti e caschi, compresi i meccanici. Non si è molto vicini fisicamente''. L'ex pilota della Benetton ha aggiunto che i protagonisti potrebbero riferire dei loro spostamenti, come avviene nei controlli antidoping ad esempio del ciclismo, e dimostrare di essere risultati negativi ai test sul Covid-19.

F1: il presidente della GPDA, Alexander Wurz insieme a Robert Kubica

PORTE CHIUSE NO La prospettiva di correre a porte chiuse non trova invece il favore di un altro austriaco, Gerhard Berger. L'ex pilota della Ferrari è ora il numero 1 del campionato DTM, categoria che nelle scorse settimane ha stilato un nuovo calendario, rivisto in base all'attuale situazione di pandemia di coronavirus e con inizio nel mese di luglio. Ai microfoni di Servus Tv, Berger ha dichiarato: ''I nostri clienti si chiamano fan. Se i fan non ci sono, non ci saranno gare''. L'ex compagno di squadra di Jean Alesi ha poi sottolineato come sia importante che il mondo dello sport riparta al più presto: ''Dobbiamo dare il nostro contributo econoimco e mantenere tutti i nostri posti di lavoro. Dobbiamo assicurarci di scivolare nella prossima crisi, dopo la fine della crisi legata al coronavirus''.


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