Autore:
Lorenzo Centenari

UBER IS BACK Avviso ai naviganti, Uber sta tornando. Sulla base delle indiscrezioni, il programma di self-driving car interrotto i mesi scorsi in seguito alla tragedia di Tempe, Arizona, quando un prototipo investì una donna causandone il decesso, dovrebbe ripartire nel corso del mese di agosto. Più forte di prima, soprattutto, più sicuro di prima.

NIENTE PANICO Uber torna dunque a popolare le strade d'America coi propri controversi robotaxi, una flottiglia di Volvo XC90 individuate come cavie per gli esperimenti a guida autonoma. Ma i cittadini di Pittsburgh, la città ovvero scelta dalla multinazionale tecnologica come playground del suo progetto, possono insomma guidare (e attraversare la strada) tranquilli.

TWO IS MEGLIO CHE ONE Fino a prova contraria, le autonomous car firmate Uber che dal mese prossimo torneranno a macinare chilometri, e a trasmettere informazioni alla base circa le criticità da eliminare, saranno assai più "sveglie", che non le XC90 sguinzagliate durante la fase pre-incidente. Sempre stando ai rumors, su ogni vettura saliranno a bordo due persone anziché una sola.

GIOCO D'AZZARDO Quattro occhi scongiureranno il rischio di crash (o almeno dovrebbero) qualora qualcosa andasse storto: in realtà, anche agli albori del programma autonomous driving, ogni robotaxi era abitato da una coppia di tester. Salvo rivedere i piani, e assegnare a ogni veicolo un solo driver, così da muovere più auto in contemporanea, e accelerare lo sviluppo. Scelta imprudente, come si è visto.

SBAGLIANDO S'IMPARA Ciascuna vettura sarà inoltre equipaggiata di sistema supplementare di frenata automatica di emergenza e di altre 16 soluzioni di sicurezza implementate in seguito alle indagini dei tecnici Uber sul grave inconveniente di Tempe, quando l'auto non si arrestò di fronte a un pedone in traiettoria. L'intero set di sensori e telecamere sarà più sensibile e preciso. Tutti ci auguriamo sia davvero così.


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