Autore:
Lorenzo Centenari

QUANDO I CONTI (NON) TORNANO Quando i giorni scorsi Elon Musk ha comunicato a petto gonfio il risultato, negli Stati Uniti è partita spasmodica la corsa a individuare eventuali punti deboli. Presto intercettati: Tesla, a giugno, avrebbe sì raggiunto il target produttivo di 5.000 Model 3 a settimana, tuttavia non prima di aver modificato il protocollo originale. La filiera produttiva della elettrica entry level della gamma sarebbe in particolare stata mozzata di un fondamentale test di sicurezza. Tesla prontamente si difende, ma di quale test si tratta?

SENZA FRENI Per pareggiare il simbolico traguardo di 5.000 pezzi, ogni esemplare di Model 3 salterebbe ora un determinato tipo di collaudo ai freni, definito "brake and roll", fondamentale per sigillare la sicurezza di marcia. Il test servirebbe ad assicurare che le ruote siano perfettamente allineate e a controllare il funzionamento dell'impianto frenante, tramite strumenti diagnostici, quando il motore lavora a uno specifico regime di rotazione. Risposta ufficiale Tesla: vero, il test è stato cancellato. Ma perché considerato ridondante.

NIENTE TRUCCO, NIENTE INGANNO Dall'azienda respingono le accuse spiegando come ogni Model 3 passi attraverso rigorosi controlli qualità, e come il test in esame sia superfluo dal momento che le auto vengono comunque collaudate su un circuito di prova. Che inoltre, sarebbe stato messo a punto un sistema alternativo per l'allineamento e l'equilibratura dei pneumatici. L'impulso alla produzione della propria rivoluzionaria berlina a zero emissioni sarebbe insomma solo frutto dell'impegno dei suoi dipendenti. Anche se - ridondante o meno - un test in più male non farebbe.


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