VIA LIBERA Sembra finalmente sbloccarsi la disputa sui seggiolini antiabbandono. Dopo rinvii, bocciature e lungaggini burocratiche, il Consiglio di Stato ha finalmente dato parere positivo sul decreto legge che disciplina l’uso dei dispositivi anti abbandono. Il responso di Palazzo Spada non è tuttavia privo di dubbi, l’Organo giurisdizionale ha infatti sollevato alcune osservazioni di carattere giuridico a causa di incongruenze presenti nel testo del decreto legge 117/2018 rispetto a uno specifico articolo del nuovo Codice della strada.

UNA QUESTIONE DI CENTIMETRI Stando alle rilevazioni dalla Sezione consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, il decreto legge sui dispositivi anti abbandono sarebbe in disaccordo con quanto sancito dal comma 1 dell’art. 172 del nuovo Codice stradale (C.d.S). La norma prevede infatti l’obbligo di assicurare, con sistemi di ritenuta, bambini fino a un’altezza massima di un 1 metro e 50 centimetri, il che nella vita di tutti i giorni significa fino all’età di circa 10 anni. Il decreto sui seggiolini anti abbandono (legge 117/2018) dispone invece l’obbligo solo per bambini di età inferiore ai 4 anni. Il Consiglio di Stato si augura che l’incongruenza venga al più presto rimossa dal legislatore nazionale.

Seggiolini antiabbandono: il parere del Consiglio di Stato

COSA SI RISCHIA La legge a tutela dei più piccoli, approvata lo scorso anno, prevede per chi violasse le disposizioni, una multa pecuniaria di 81 euro e decurtazione di 5 punti dalla patente in caso di omissione del sistema di sicurezza. Per i recidivi, che reiterano il reato nell’arco di un biennio arriva invece la sospensione della licenza di guida da 15 giorni a due mesi. Genitori avvisati…


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