Autore:
Lorenzo Centenari

CECCHINO INVISIBILE Dai rumors ai fatti di cronaca. Se ne parla da tempo, ora gli automobilisti che con lo Scout Speed hanno fatto conoscenza diretta sono un gruppo ben nutrito, e non sono affatto di buon umore. Il nuovo super-autovelox in possesso degli organi di Polizia locale di alcuni centri urbani, concentrati per lo più nel Nord Italia, miete vittime come un serial killer, e soprattutto lo fa muovendosi nell'ombra. Perché a differenza di un autovelox tradizionale, lavora a bordo di un'auto civetta, quindi non sta mai fermo. Può colpire ovunque, quando meno te lo aspetti.

ONDA ASSASSINA A differenza della precedente generazione di autovelox mobili (serie Provida), provvisti unicamente di telecamera da puntare con precisione in direzione di un'auto in movimento, i moderni Scout Speed sono equipaggiati di tecnologia radar che consente loro di misurare la velocità dei veicoli che sopraggiungono da ogni lato, essendo le onde radar in grado di muoversi a 360 gradi. Da regolamento, inoltre, la contestazione immediata dell'infrazione non è nemmeno obbligatoria. Insomma, se una pattuglia preme il tasto "On", è quasi impossibile farla franca. A meno che non si transiti "nascosti" da un'altra vettura, che rimbalzerà così il segnale e proteggerà i vostri punti patente.

CORSI E RICORSI Lo Scout Speed è uno strumento in espansione a macchia di leopardo. A Torino un esemplare è già in servizio, mentre altri capoluoghi come MilanoRimini saranno presto pattugliati dal raggio invisibile del "velox mobile 2.0". Fatta la legge, trovato l'inghippo. Più di uno i giudici che hanno annullato multe elevate da Scout Speed, e non sempre per la stessa identica ragione. Il Tribunale di Paola (Calabria) avrebbe accolto il ricorso di un automobilista sostenendo come anche questo genere di dispositivi andrebbe regolarmente segnalato da apposito avviso (in che modo, non si sa).

INFALLIBILE, ANZI NO Dello stesso avviso anche il Tribunale di Belluno, mentre a Reggio Emilia un giudice di pace ha annullato un verbale da Scout Speed per eccesso di velocità ritenendo in questo caso come il sistema Gps di rilevamento non consentisse di verificare correttamente il luogo dell’infrazione, quindi del limite in vigore nel tratto di strada lungo il quale l'automobilista era stato colpito e affondato. E gli episodi sarebbero ancora tanti. Nel bene e nel male, nelle città che gli daranno asilo lo Scout Speed sarà un argomento all'ordine del giorno.


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