Autore:
Marco Congiu

MADE IN FRANCE Dopo la discussa tassazione sui veicoli con un'emissione di CO2 considerata troppo elevata, si torna a parlare di Francia in relazione al settore auto. L'ultima idea dell'Eliseo è di chiedere ai costruttori un intervento concreto – promozioni, bonus, sovvenzioni, chiamateli come preferite - che possa andare di pari passo con gli incentivi statali promossi da Parigi.

NUMERI ALLA MANO La proposta complessiva, si legge nelle dichiarazioni del Ministro delle Finanze Bruno Le Maire sulle colonne di Le Parisien, è quantificata a livello finanziario in 610 milioni di euro che dovranno servire a svecchiare il parco circolante dei Bleu. Coinvolti in prima battuta saranno Renault e il Gruppo PSA, chiamati a discutere di queste misure in compagnia del Ministro dell'Ambiente François de Rugy per rendere il più ecologico possibile il parco circolante francese.

L'ONDA LUNGA Tutte queste misure che stiamo vedendo nell'ultimo periodo, dalla Francia alla Germania, passando per i paesi nordici e per l'Italia, sono da leggersi come figlie di quanto successo nell'autunno 2015 con lo scandalo Dieselgate firmato Volkswagen, fattore che ha visto demonizzare a livello globale dall'opinione pubblica i propulsori a gasolio. Da allora si sono sprecati interventi e incentivi per la rottamazione dei veicoli Diesel, passando per i blocchi del traffico o l'istituzione di aree in cui i motori a gasolio sono stati messi al bando.

AUMENTO DELLE ACCISE Va detto, a onor del vero, che quando i francesi si mettono in testa una cosa – per giusta o sbagliata che possa essere – difficilmente cambiano idea. La crociata dei transalpini contro i motori a combustione interna continua aumentando le accise sulla benzina di 3 centesimi al litri e del doppio sul gasolio. L'obiettivo è chiaro: stop alla vendita delle auto spinte dai motori termici entro il 2040.  


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