Pubblicato il 19/05/20

PATATA BOLLENTE Fa discutere il mondo della politica, e non solo, il prestito da 6,3 miliardi richiesto da FCA a Banca Intesa con una garanzia dell’80% di SACE - società di Cassa Depositi e Prestiti. Per placare l’agitazione di leader politici e sigle sindacali, nel merito è così dovuto intervenire il Ministro dell’Economia Gualtieri. L’inquilino di Via XX Settembre ha ribadito che la linea di credito non è a fondo perduto e resta subordinata a un’importante operazione politico-industriale da attuare nel Paese e sulla quale il Governo non esiterà a mostrare tutto il suo rigore in caso di eventuali inadempienze.

TANTI DUBBI Le preoccupazioni sorte nelle ultime ore da esponenti del mondo politico come Carlo Calenda, leader del partito Azione, si aggiungono a quelli di alcune sigle sindacali che invocano una discussione sui dettagli del prestito. In particolare, i rappresentati dei lavoratori chiedono maggiore chiarezza sui termini d’utilizzo della somma, ponendo particolare attenzione sulle garanzie occupazionali e sulla salvaguardia degli stabilimenti italiani. A scanso di equivoci è bene ricordare che il prestito è stato richiesto da FCA Italy, controllata operativa italiana con sede legale e fiscale nel nostro Paese. La linea di credito avrebbe una durata di tre anni e, stando al comunicato ufficiale di FCA, sarebbe “destinata esclusivamente alle attività italiane e al sostegno della filiera dell’automotive in Italia, composta da circa 10 mila piccole e medie imprese”.

FCA: quale futuro per gli stabilimenti Italiani?

TRASPARENZA Secondo i requisiti imposti dal Decreto Liquidità, i 6,3 miliardi concessi a FCA dovrebbero essere indirizzati, nello specifico, al sostenimento dei costi del personale e al supporto di investimenti diretti a stabilimenti produttivi localizzati in Italia, scoraggiando in questa maniera processi di delocalizzazione, che potrebbero avere pesanti ricadute a livello occupazionale. A riguardo il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, si augura che FCA agisca con “buona volontà e senso civico, inoltre che specifichi come vengono distribuiti profitti e carico fiscale nei vari Paesi in cui il Gruppo opera''. FCA impiega attualmente in Italia circa 55 mila persone. Il 40% del fatturato della componentistica automotive deriva da commesse FCA. Con la fusione con PSA ormai alle porte, il Gruppo guidato da John Elkann ha recentemente confermato l'investimento da 5 miliardi per le fabbriche italiane nel triennio 2019-2021.


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