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La Redazione

A BOCCE FERME FCA è tra i gruppi al vertice del settore mondiale dell'auto. La felice unione tra Fiat e Chrysler è andata oltre ogni più rosea aspettativa sotto l'illuminata guida di Sergio Marchionne. Se oltreoceano brand come Jeep e RAM stanno facendo la fortuna del gruppo, va detto che FIAT arranca nel valicare le Alpi facendo dell'Europa terra di conquista. Ecco, quindi, la pazza – ma nemmeno troppo – idea rilanciata dal professor Berta della Bocconi di Milano: scorporare la prima azienda automobilistica italiana affinché si possa fondere con un colosso asiatico, con Hyundai Motors principale indiziata.

CI VUOLE CALMA Ovviamente, una decisione simile non può essere presa nell'immediato. Servono tempo e calcoli precisi alla mano e, ovviamente, tutto ciò non si risolverebbe in tempi brevi. Serve trovare un partner orientale intenzionato a rafforzare ulteriormente la propria posizione in Europa e, secondo l'Asian Times, l'interlocutore più probabile potrebbe essere proprio Hyundai. Nella scorsa estate le voci iniziarono a rincorrersi con grande insistenza ma, a seguito del triste destino di Marchionne, tutto passò sottotraccia.

IPOTESI DA VALUTARE Certo che un possibile matrimonio tra FIAT e Hyundai farebbe sorgere molte domande. Se da un lato è indubbia la solidità del gruppo asiatico – che nel corso degli anni è letteralmente esploso, arrivando a coprire agilmente ogni settore automobilistico con tecnologie d'avanguardia e standard qualitativi universalmente riconosciuti – è lecito porsi delle domande sul futuro dei lavoratori degli stabilimenti italiani: che destino potrebbero avere in caso di joint venture?


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