Pubblicato il 17/04/21

CAMBIO DI ROTTA Per gli appassionati di motori endotermici è presto per cantare vittoria, ma l'Advisory Group on Vehicle Emission Standards (AGVES), ossia il gruppo di lavoro che si occupa di stilare le proposte per una nuova e più stretta regolamentazione delle emissioni, ha modificato la proposta per l'Euro 7 presentata lo scorso ottobre, suggerendo alla Commissione Europea limiti meno stringenti che consentirebbero la sopravvivenza dei motori endotermici a benzina e Diesel oltre l'entrata in vigore della nuova normativa.

TEMPI LUNGHI Si parla comunque di tempi lunghi, visto che la Commissione prevede di presentare la sua valutazione d'impatto a giugno 2021 e prenderà una decisione finale sugli standard di emissione Euro 7 a novembre. A questa fase seguirà una contrattazione con i vari stati membri dell'Unione Europea ed è probabile che l'Euro 7 non entri in vigore prima del 2025. Addirittura potrebbe slittare al 2027.

I PARERI DI FRANCIA E GERMANIA Da un lato, la nuova proposta per uno standard Euro 7 ''tecnicamente fattibile'' e che ''ha abbandonato obiettivi irraggiungibili'' è stata apprezzata dal presidente della Associazione dell'Industria Automobilistica Tedesca VDA, Hildegard Mueller. E va nella direzione auspicata anche dal ministro delle finanze francese Bruno Le Maire, secondo cui, come riportato da Reutersle normative ambientali dell'UE non dovrebbero distruggere l'industria automobilistica, pena pesantissime ricadute sul mondo del lavoro e sull'occupazione. ''Non dobbiamo perdere l'industria automobilistica in Europa, perché altrimenti andrà altrove'', aveva sottolineato la scorsa settimana il ministro dei trasporti tedesco Andreas Scheuer all'agenzia di stampa tedesca (DPA).

WLTP vs NEDC: i macchinari per i test RDE su una Mercedes

COSA CAMBIA CON LA NUOVA PROPOSTA In concreto, in base alla nuova proposta la tolleranza sullo sforamento dei limiti degli ossidi di azoto passerebbe da 10 a 30 milligrammi per chilometro. Diesel e benzina verrebbero trattati allo stesso modo e continuerebbero a venir applicate alcune tolleranze oggi in vigore: prima tra tutte quella sulle emissioni nelle fasi di avviamento a freddo, le più critiche per l'efficienza dei sistemi di depurazione dei gas di scarico. Con uno scenario del genere è difficile immaginare che il paventato passaggio alle auto totalmente elettriche avvenga già nel 2030 come ipotizzato da Ford e altri costruttori.

DOPO L'EURO 7 Quanto potrebbe rimanere in vigore l'Euro 7? Difficile dirlo, visto che non esiste un tempo prefissato nell'avvicendamento delle normative. Tra l'Euro 1 del 1992 e l'Euro 2 passarono 3 anni; 4 ne trascorsero per arrivare all'Euro 3. L'Euro 4 arrivò nel 2005, ossia dopo 6 anni dalla normativa precedente, ma bastarono 3 anni per introdurre l'Euro 5. L'Euro 6 - che sembrerebbe la più longeva - è sì in vigore dal 2014, ma da allora ha già subito 5 revisioni con conseguenti riduzioni dei limiti di emissione e modifica delle metodologie di prova. Perà il suo futuro potrebbe ora apparire più roseo.


TAGS: emissioni auto elettriche diesel euro 7 euro 7 euro 7 diesel auto euro 7