Auto e Recovery Plan: in Italia fondi a colonnine, in Francia...
Piani strategici

Auto (elettrica) e Recovery Plan: il confronto Italia-Francia


Avatar di Lorenzo Centenari , il 28/04/21

7 mesi fa - Draghi investe sulla rete di ricarica, la Francia pensa ai lavoratori

Il Governo Draghi investe sull'infrastruttura di ricarica. Idem l'esecutivo francese, che tuttavia già pensa anche ai lavoratori...

RECOVERY CAR Dunque del tanto atteso Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), o Recovery Plan per dirla in lingua franca, finalmente abbiamo anche le cifre. Quelle, almeno, formulate dal Governo nell'attesa che le Camere si esprimano. Soprattutto, nell'attesa che l'Europa passi al vaglio il testo e al PNRR impartisca la benedizione. Bene, quali misure a favore del settore auto? Perché il Recovery, dell'auto mica si dimentica. Semmai, trascura un piccolo particolare. Che emerge confrontando il piano italico con quello che a sua volta abbozza il Governo francese. E che è forse un pelo più concreto, se non proprio più lungimirante. Di seguito, il perché.

IN CIFRE Ma partiamo dal Recovery che Mario Draghi ha presentato all'indomani della Festa di Liberazione. Il testo conta 337 pagine, cerchiamo di isolare i contenuti che interessano il comparto delle quattro ruote. Dei 235,1 miliardi di euro previsti dal programma complessivo (191,5 miliardi dal PNRR, più 13 miliardi dal REACT-EU, il Recovery Assistance for Cohesion and the Territories of Europe, Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d'Europa, più altri 30,6 miliardi dal fondo complementare nazionale), un fondo di 70 miliardi di euro è dedicato alla Rivoluzione Verde e alla Transizione Ecologica (Missione 2). Di questi, nel dettaglio, 25,3 miliardi saranno spesi alla voce Transizione Energetica e Mobilità Sostenibile. E di questi, ben 8,6 miliardi saranno impiegati nella produzione, la distribuzione e gli usi finali dell'idrogeno, filosofia di alimentazione sulla quale evidentemente il Governo intende scommettere, almeno sul lungo periodo. Stazioni di ricarica per il trasporto stradale (230 milioni di euro), ma anche sperimentazione sul trasporto ferroviario (300 milioni di euro). Su un orizzonte più breve, l'investimento sulla rete di colonnine per la ricarica di auto elettriche sul territorio nazionale ammonta a 750 milioni di euro.

Network di ricarica auto elettriche, dal Governo 750 milioni di euro Network di ricarica auto elettriche, dal Governo 750 milioni di euro

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E IL LAVORO? Il graduale passaggio dalla mobilità tradizionale alla mobilità a emissioni zero comporta tuttavia anche una graduale metamorfosi dei processi produttivi. Costruire un'auto elettrica richiede sia meno materie prime (circa quattro volte meno acciaio rispetto a un'auto con motore diesel e benzina), sia minor forza lavoro: il tema della disoccupazione che si abbatterà sull'industria automotive negli anni a venire sembra non venire ancora affrontato. Per lo meno, alla voce Politiche per il Lavoro all'interno della Missione 5 (Inclusione e Coesione), non se ne fa menzione. A differenza di quanto accade, invece, al di là delle Alpi.

QUI PARIGI La versione francese del Recovery Plan contiene un fondo di 50 milioni di euro specifico per la riqualificazione dei lavoratori che producono componenti per auto in metallo fuso, e il cui posto è a rischio mentre l'industria passa ai veicoli elettrici. Il Governo contribuirà con i tre quinti del fondo: Renault e Stellantis, che possiede il Gruppo PSA, pagheranno il resto. ''La situazione delle fonderie francesi è preoccupante'', sostiene il ministro delle Finanze Bruno Le Maire, consapevole di quanto il passaggio ai veicoli elettrici richiederà meno lavoratori per la produzione e probabilmente renderà obsoleti alcuni impianti specializzati in motori a combustione interna. ''Sappiamo che in prospettiva ci saranno difficoltà'', ha detto Le Maire. ''Li stiamo anticipando e stiamo facendo il massimo per proteggere i lavoratori, meditando sul reimpiego in altri settori, come può essere il nucleare''.

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UNA MARCIA IN PIÙ? Separatamente, nel frattempo, Parigi ha anche promesso sussidi per accelerare il lancio di stazioni di ricarica rapida per veicoli elettrici e ha esteso gli incentivi all'acquisto di auto elettriche anche ai veicoli commerciali. Si prevede che oltre la metà delle 368 stazioni di servizio lungo le principali autostrade francesi saranno dotate di caricatori rapidi entro la fine del 2021. Insomma, nell'attesa che dalle parole si migri ai fatti, tanto in Francia quanto in Italia: l'impressione data dai cugini è quella di un approccio più deciso e responsabile.


Pubblicato da Lorenzo Centenari, 28/04/2021
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