Pubblicato il 01/08/2001 ore 00:00

Ebbene sì, anche i rigorosi uomini della Stella di Stoccarda si sono inchinati alle preferenze della clientela, progettando e realizzando la loro monovolume compatta o veicolo multifunzionale, che dir si voglia. La Vaneo è l’ultima creatura teutonica: 4,2 metri di lunghezza esterna a delimitare una sorta di spazio infinito, fatto di 3000 litri di volume di carico massimo, di posto per cinque adulti e due bambini, di massima praticità grazie alle due porte scorrevoli dall’ampia apertura e dal comodo portellone posteriore.

Per vederla e toccarla bisognerà aspettare il prossimo 13 settembre, data in cui si accenderanno le luci sul Salone Internazionale dell’Automobile di Francoforte, edizione 2001 mentre per acquistarla si dovrà attendere la primavera del 2002, quando verrà commercializzata. Ma com’è? Dal montante della portiera in avanti, una Classe A né più né meno, con la linea spiovente che unisce il parabrezza di ampie dimensioni e il cofano motore, il muso dominato dal logo tedesco, un po’ sulla calandra un po’ sulla carrozzeria, gli occhi grandi e affusolati. Da metà macchina in là, la novità: a partire dalla maniglia degli sportelli posteriori di fianco a quella davanti, da vera monovolume, e poi il profilo dei cristalli laterali, i portapacchi sul tetto, l’alettone che sporge timidamente dal lato superiore del lunotto, i gruppi ottici dietro alti e lunghi, il piano del bagagliaio basso.

Saranno due i livelli di allestimento per Vaneo, "Family" e "Ambiente", e due le motorizzazioni per il lancio, un benzina e un diesel, ma non se ne conoscono ancora i dettagli. L’abitacolo sarà ben curato, con una posizione di guida lievemente rialzata, che piacerà in particolare al pubblico femminile, il volante sarà a tre razze e un display digitale sbucherà al centro della consolle.Verrà prodotta nella fabbrica di Ludwigsfelde: 500 milioni di Euro l’investimento di Mercedes-Benz per la produzione e lo sviluppo, con una previsione di vendite di circa 50 mila unità all’anno, stimata dai signori DaimlerChrysler.

Andrea Sperelli
8 marzo 2001


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