FRANTUMA RECORD Quando si evoca la parola Nürburgring-Nordschleife, balzano subito in mente imprese di piloti leggendari, rombi di auto da corsa lanciate a tutta birra nell’inferno verde. Questa volta è il suono del silenzio a far tremare l’iconico tracciato della Germania sud-occidenatale. Una Tesla Model S, accuratamente modificata, sembra aver infatti infranto il record stabilito ad agosto da Porsche Taycan la supercar elettrica di Zuffenhausen, presentata al Salone di Francoforte 2019. Secondo quanto riportato, il tempo siglato dalla berlina californiana si attesterebbe ben 20 secondi al disotto di quello fatto registrare dalla sportiva tedesca. Fine della storia?

TIME ATTACK C’è un però. La vettura portata in Germania dall’azienda di Elon Musk non è una pre-serie, come la Taycan scesa in pista ad agosto, ma un prototipo allestito apposta per affrontare al meglio i 23 km del 'Ring. Si tratta dunque di una speciale Tesla Model S, che con ogni probabilità non verrà commercializzata. Stando alle rilevazioni la berlina EV a stelle strisce avrebbe fermato il cronografo sui 7 minuti e 23 secondi. Il tempo della Tesla non è stato tuttavia stato siglato durante una sessione ufficiale, questo ci induce a pensare che la Model S possa scendere di nuovo in pista già mercoledì sera o in alternativa sabato pomeriggio.

Model S: il posteriore

SOTTOPELLE A spingere la Tesla Model S pare siano tre motori elettrici, in luogo del sistema Dual Motor che equipaggia la versione stradale. Due propulsori sono stati installati sull’asse posteriore, mentre il terzo è posto all’anteriore. Secondo alcune voci, al contrario del pacchetto completo installato sul prototipo, l'aggiornamento del powertrain elettrico potrebbe debuttare a bordo di alcuni modelli Tesla già a partire dall’anno prossimo.

LE GOMME DEL RECORD Secondo quanto riportato, la Tesla del presunto record sarebbero le Goodyear Eagle F1 Supersport RS: semi-slick omologate per la circolazione stradale. Tanti gli interventi a livello aerodinamico, a partire dal flap Gurney installato sulla coda dell’auto. Un’appendice in grado di migliorare la downforce incollando la curva all’asfalto nelle curve veloci. Impianto frenante firmato invece da Brembo, con i dischi carboceramici SGL.

VITTORIA DI PIRRO Il fatto che la Tesla fosse molto lontana dalle auto di normale produzione rende l'impresa piuttosto controversa (ne parliamo anche qui).  A che cosa è servita? Seguirà mai un tentativo per ottenere il record in via ufficiale?  Di certo il risultato è che oggi tutti parlano dell'impresa e il nome Tesla è salito un'altra volta agli onori della cronaca. E la vicenda sembra apertissima a ulteriori sviluppi, visto che difficilmente Porsche resterà a guardare. Tra l'altro, come ha fatto notare qualcuno, quella del record ufficiale tuttora in vigore era una Taycan Turbo: a Stoccarda la più veloce Turbo S non l'hanno ancora tirata fuori dai box...


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