Pubblicato il 12/09/20

DRIFTING O TWERKING? A sentire che cosa dice Google sembra che ad oggi sia Elettra Miura, la Lamborghini più importante: con buona pace delle varie Aventador e Huracan di ultima generazione, le ricerche su internet sono tutte per la cantante e showgirl, figlia di Tonino Lamborghini e nipite di Ferruccio, il fondatore della Casa di Sant'Agata. Tuttavia, volendo rimanere nel settore delle quattro ruote – quelle per cui il twerking fa fumare le gomme – le candidate a rientrare nella classifica delle auto di Sant'Agata più influenti nella storia del Marchio e dell'auto in generale sono altre. A partire da...

Elettra Miura Lamborghini su una Countach

LAMBORGHINI 350 GT

Lamborghini 350 GT

La Lamborghini più importante di tutte? Potrebbe addirittura essere una Ferrari: la Ferrari 250 GT. Non perché Ferruccio Lamborghini l'abbia costruita, ma perché di certo l'ha posseduta e pure, presumibilmente, smontata pezzo per pezzo. A voler dar retta alla leggenda, infatti, è proprio la GT del Cavallino il pomo della discordia che porta alla creazione della prima GT del Toro. Si dice infatti che Ferruccio Lamborghini, già industriale dedito alla produzione di trattori, lamenti a Enzo Ferrari difetti alla trasmissione della Rossa di sua proprietà. E che Ferrari, stizzito, gli risponda: “Che vuol saperne di auto, lei che guida trattori?”. Per tutta risposta, Ferruccio fa costruire la Lamborghini 350 GTV, concept in esemplare unico da cui nascerà la Lamborghini 350 GT del 1964: la prima prodotta in serie a Sant'Agata. Non molto innovativa, la 350 GT mette però insieme quanto di meglio disponibile all'epoca grazie al talento di uomini formidabili: Giotto Bizzarrini progetta il motore, Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani il telaio, mentre la Touring veste il tutto con un'elegante carrozzeria a due posti. Trazione posteriore, sospensioni indipendenti, freni a disco Girling e cambio ZF manuale a 5 marce consentono di gestire i 270 CV del V12 di 3.464 cc, alimentato da 6 carburatori Weber. Peccato che la GT non abbia i fari a scomparsa del prototipo GTV: giudicati troppo avveniristici per l'epoca, ma che faranno poi scuola dagli anni Settanta fino alla fine degli anni Novanta.

LAMBORGHINI MIURA

Lamborghini Miura S del cantante Little Tony, la meccanica in bella vista

Solo un anno dopo il lancio della 350 GT arriva quella che è probabilmente la Lamborghini più importante in assoluto: quella che dà al marchio così tanto lustro da lanciarlo nell'empireo delle supercar. Vi lavorano Dallara e Stanzani quasi in segreto, giacché disattende completamente le linee guida dettate da Ferruccio. Si tratta della Lamborghini Miura, che riprende il tema del motore centrale già introdotto nel mondo delle corse, montando però il propulsore trasversalmente: a vantaggio della compattezza e del centraggio delle masse. Al debutto è ancora completamente nuda, con la meccanica in bella vista. Spicca il telaio, non più in tubi ma in lamiera scatolata. Questa sì, è un'auto rivoluzionaria: tanto da conquistare l'entusiasmo di pubblico e media. E persino di Bertone, che si offre subito di confezionare un vestito su misura. Per conto dell'atelier di Grugliasco sarà Marcello Gandini il sarto d'eccezione, che lascerà alla Storia una delle auto più belle di tutti i tempi. Il debutto della Miura – che inaugura anche la tradizione di chiamare le auto con nomi legati alla tauromachia – avviene nel 1966 ed è un trionfo, oltre che l'inizio di una nuova era per le auto sportive. Il V12 da 3,9 litri sviluppa inizialmente 350 CV per 276 km/h e uno 0-100 in 6,3 secondi. Alla fine della carriera, nel 1973, della Miura saranno stati costruiti 763 esemplari: Ferruccio Lamborghini era convinto che non ne avrebbe vendute più di 50. Frank Sinatra, uno dei primi ad acquistarla, dirà: ''Chi vuole sembrare qualcuno compra una Ferrari, chi è qualcuno compra una Lamborghini''.

LAMBORGHINI COUNTACH

Lamborghini Countach: la prima serie non aveva lo spoiler frontale

Di questo passo sembra che le Lamborghini più importanti della Storia siano arrivate una dietro l'altra e in effetti anche la Lamborghini Countach, che della Miura è la diretta erede, merita senza dubbio un posto d'onore. Tanto la Miura aveva segnato un netto cambio di rotta rispetto alla 350 GT per il design delle auto del Toro, così la Countach – sempre opera di Marcello Gandini – abbandona lo stile morbido e snello della Miura per abbracciare un look spigoloso ed esagerato. Sconvolgente, per l'epoca. Non è un caso se la parola Countach significa “caspita” in piemontese. Immediatamente protagonista di pellicole cinematografiche, come Cannonball – La corsa più pazza d'America, è lei a dettare gli stilemi che creeranno lo stile della Casa. Le sue linee, le sue proporzioni e soprattutto le portiere con apertura a forbice si riconoscono facilmente come radice delle successive Diablo, Murcielago e Aventador (oltre a influenzare altri Costruttori specializzati in hypercar). In vendita dal 1974, adotta il motore V12 da 3,9 litri della Miura portato a 385 CV di potenza, per una velocità massima dichiarata di 315 km/h. Per l'epoca, un autentico mostro. Nel 1986, dall'idea di un giovane Horacio Pagani, ne viene realizzato un prototipo interamente in carbonio – una prima mondiale – che per via dei costi non avrà seguito. Se non per le modifiche estetiche, che verranno poi applicate alla serie finale, chiamata Countach 25° Anniversario.

LAMBORGHINI LM 002

Lamborghini LM 002, il frontale

Certamente non un grande successo commerciale, ma con le sue forme spigolose e imponenti contribuisce a scolpire nell'immaginario collettivo la grandiosità che ogni Lamborghini ancora oggi si porta dietro. Nata in un periodo molto travagliato, per l'azienda, la Lamborghini LM 002 nasce sul progetto Cheetah del 1977, con cui la Direzione di Sant'Agata conta di vincere la commessa dell'esercito americano per il veicolo Humvee. La storia ci dice che Lamborghini non otterrà la commessa, ma con opportune evoluzioni ricicla il progetto e nel 1986 lancia la LM 002. Lungo 4,90 metri e pesante 2,6 tonnellate, il fuoristrada del Toro ha sotto al cofano la coeva versione del V12 che equipaggia anche la Countach: quello da quasi 5,2 litri di cilindrata e 450 CV. Raggiunge i 210 km/h e copre lo 0-100 in 7,8 secondi. A un certo punto si pensa di farne una versione per la Parigi-Dakar, affidata alle capaci mani del Drago Sandro Munari, ma dopo un paio di rally minori l'idea viene abbandonata. Resta l'antesignana dei moderni super-SUV e tra i suoi clienti celebri si ricordano Sylvester Stallone e il figlio di Saddam Hussein, Uday. Proprio per la clientela - e per nient'altro, a suo dire - il giornalista del Time Dan Neil, vincitore del Premio Pulitzer, include nel 2017 la LM 002 nella sua lista delle 50 auto peggiori di tutti i tempi. Io, di questo passo, il Pulitzer non lo vincerò mai...

LAMBORGHINI MURCIÉLAGO

Lamborghini Murciélago, il frontale

Prima Lambo dell'era Audi/Volkswagen, la Murciélago del 2001 rimane fedele agli stilemi tracciati dalla Countach. Disegnata dal belga Luc Donckerwolke, riprende nel frontale un po' degli spigoli dell'antenata, caratteristici della matita di Gandini, gonfiando i volumi che già appartenevano alla Diablo, i cui tagli netti erano stati smussati dal Centro stile Chrysler, proprietaria di Lamborghini dal 1987 al 1994. Il family feeling è evidente, come lo è il cambio di passo in termini di qualità e affidabilità del prodotto. Come alcune Diablo, anche la Murciélago adotta la trazione integrale e un motore che, per quanto evoluto, affonda le sue origini nel primo V12 della Casa, risalente agli anni 60. L'evoluzione dell'auto sotto l'egida tedesca è evidentissima: dalla prima coupé da 580 CV alla successiva Murciélago Roadster, fino alla serie finale chiamata LP 670 in virtù del numero dei cavalli, il feeling di guida migliora in modo eccezionale. Ed è proprio in virtù dei passi avanti che ha fatto fare all'azienda, che la ritengo una delle Lamborghini più importanti. E forse per via del nome, che in spagnolo vuol dire pipistrello, fu la macchina di Bruce Wayne/Christian Bale nel film ''Batman Begins'' di Chris Nolan.

LAMBORGHINI GALLARDO

Lamborghini Gallardo

Altra pietra miliare nel processo di miglioramento del prodotto Lamborghini dopo l'acquisizione da parte di Audi/Volkswagen è la Gallardo. Da un lato, l'idea era quella di attaccare un segmento di mercato inferiore a quello occupato dalla Murciélago, per aumentare i volumi di vendita. Dall'altro, quello di creare una GT totalmente nuova, che non avesse nulla da ereditare da vetture precedenti. Il progetto della Gallardo nasce dunque da un foglio bianco, con un inedito V10 da 500 CV e la trazione integrale. Al netto di un'erogazione fin troppo facile da gestire, quando l'auto viene lanciata nel 2003 il risultato è qualcosa di formidabile, per equilibrio ed efficacia. E non ultimo, per la compattezza, che ne fa la Lamborghini perfetta per l'uso quotidiano e una concreta alternativa alla Porsche 911 (malgrado i due soli posti).

LAMBORGHINI REVENTON

Lamborghini Reventòn, vista 3/4 anteriore

Evidente la parentela con la Murciélago LP640, rispetto alla quale la Lamborghini Reventon presenta la stessa identica meccanica. Allora perché dico che è una delle Lambo più importanti? Perché lancia per la Casa di Sant'Agata il filone delle auto in serie limitatissima, che le permettono di sparare alto coi prezzi come mai prima. Da un lato la Reventon ostenta una profonda rivisitazione estetica ispirata ai caccia stealth: tanto nelle forme del frontale, quanto negli interni. Dall'altro c'è la tiratura limitata ad appena 21 esemplari, a farne un oggetto da collezione e anche un investimento. Al lancio, nel 2008, la richiesta per un esemplare è di circa 1,5 milioni di dollari, contro i 300 mila scarsi della Murciélago standard. E le quotazioni, a 13 anni di distanza, si mantengono stratosferiche.

LAMBORGHINI AVENTADOR

Lamborghini Aventador

Molti anni dopo quel primo esemplare di Countach rifatta tutta in carbonio arriva per la Casa di Sant'Agata il momento di utilizzare questo materiale per un'auto di produzione. L'onore spetta alla Lamborghini Aventador del 2011, che introduce un nuovissimo processo di fabbricazione messo a punto in collaborazione con l'industria aerospaziale Boeing. Il vantaggio è che il nuovo sistema riduce il costo di fabbricazione della scocca fin dell'80 per cento rispetto ai sistemi impiegati fino a questo momento per il carbonio. Quindi, se anche le linee dell'auto si inseriscono perfettamente nella catena evolutiva del Toro, qui davvero siamo di fronte a una rivoluzione tecnologica. Parallelamente, Lamborghini sviluppa anche la tecnologia che serve per poter riparare le scocche lesionate delle auto dei clienti: una cosa che con la fibra di carbonio non si era mai sentita prima. L'Aventador, quindi, non è solo una pietra miliare per la Lamborghini: lo è per tutto il mondo industriale moderno.
 

LAMBORGHINI URUS

Lamborghini Urus, vista laterale

Lo so, anch'io faccio ancora fatica ad accettare che marchi iconici delle auto sportive si diano alla produzione dei SUV. D'altra parte ci ha messo pochissimo la Lamborghini Urus, in vendita dal 2018, a diventare il modello di gran lunga più venduto del listino: capace di trainare la Casa di Sant'Agata verso record di vendite sempre più sensazionali. Se comunque non può vantare il titolo di primo fuoristrada con il Toro sul cofano – ricordo la LM 002 – Urus è il modello che ha introdotto diverse novità per Lamborghini. Il su motore V8 da 4,0 litri, derivato da quello dell'Audi RS6, è il primo turbo della Casa. Anzi, bi-turbo, per essere precisi. E la motorizzazione plug-in hybrid introdotta nel 2019 è un'altra prima visione. E se alla fine anche i 650 CV di potenza della versione base, buoni per 305 km/h di velocità e per uno 0-100 in 3,6” ancora non bastano a farvi digerire baricentro alto e forme ipertrofiche, pensate che, dopotutto, Ferruccio Lamborghini aveva cominciato coi trattori...


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