Storia e caratteristiche della Jaguar E-Type di Diabolik
Cinema

Jaguar E-Type: l'auto di Diabolik


Avatar di Emanuele Colombo , il 17/12/21

1 mese fa - Storia e gloria della Jaguar E-Type: innovazioni, prestazioni, prezzo

Torna protagonista nel film con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastrandrea: cosa c'è dietro al mito della Jaguar E-Type

Era l'auto più bella del mondo secondo Enzo Ferrari (nientemeno!) e le sue linee hanno dato l'ispirazione per l'attuale Jaguar F-Type: una delle sportive più eleganti che ci siano. Ora la Jaguar E-Type è tornata alla ribalta quale fida compagna di Diabolik, il personaggio dei fumetti delle sorelle Giussani portato nei cinema dai Manetti bros., con protagonisti Luca Marinelli nei panni del Re del Terrore, Miriam Leone che interpreta l’affascinante Eva Kant e Valerio Mastandrea a dare il volto all’ispettore Ginko. Ma come è nato il mito della E-Type che dura ancora oggi?

Una Jaguar F-Type davanti a due Jaguar E-Type 60 Edition Una Jaguar F-Type davanti a due Jaguar E-Type 60 Edition

STILE E INNOVAZIONI

Presentata nel 1961, la E-Type ha avuto un impatto immediato e travolgente. Merito prima di tutto dello stile firmato da Malcom Sayer e da Sir William Lyons, che come forse pochi sanno prevede addirittura tre tergicristallo anteriori in luogo dei classici due. Ma la meccanica non era da meno. Prima Jaguar ad avere il telaio monoscocca invece che a longheroni, la E-Type abbandonava le sospensioni posteriori a ponte torcente in favore dello schema a ruote indipendenti e adottava 4 freni a disco prima delle sue rivali dell'epoca.

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MOTORE, PRESTAZIONI, PREZZO

Sotto al cofano, la Jaguar E-Type prima serie aveva un motore 6 cilindri in linea da 3,8 litri (che verrà rimpiazzato da un 4,2 litri nel 1964), collegato a un cambio manuale a 4 marce dalla prima non sincronizzata. Erogava la bellezza di 265 CV, per una velocità massima di 240 km/h e uno 0-100 km/h in 7,3 secondi. Grazie a ciò, la E-Type si confrontava a testa alta con i marchi più blasonati, ma a un prezzo d'acquisto sensibilmente inferiore: costava infatti 4.350.000 lire, contro i 5.800.000 lire della Ferrari 250 GT Cabriolet e i 7.500.000 lire dell'Aston Martin DB4 Volante.

Jaguar E-Type 4.2 Coupé, vista laterale Jaguar E-Type 4.2 Coupé, vista laterale

LE VERSIONI

La E-Type era proposta sia con carrozzeria Coupé - con il cofano motore curiosamente incernierato sul lato sinistro - sia decappottabile con tetto in tela (Convertible) , che invece aveva il cofano incernierato anteriormente. Nel 1966 venne lanciata la versione Coupé 2+2, con passo allungato di 23 cm e il padiglione rialzato di 5 cm per accogliere altre 2 persone di piccola taglia: disponibile per la prima volta anche con cambio automatico a 3 marce. La produzione della E-Type nelle sue varie versioni si interromperà nel 1975.

Jaguar E-Type 4.2 Coupé, vista dall'alto Jaguar E-Type 4.2 Coupé, vista dall'alto

PROPRIETARI FAMOSI

La sportiva inglese ha talmente condizionato lo sviluppo del automobilismo mondiale da diventare la terza auto a entrare nella prestigiosissima collezione del Museum of Modern Art, che ad oggi conta appena sei autovetture. Orgogliosamente posseduta da celebrità del calibro di Steve McQueen, Brigitte Bardot, Frank Sinatra, George Harrison e Tony Curtis, la E-Type è diventata un'icona della Swinging London degli anni 60 e per celebrare il sessantenario del modello, Jaguar ha rilanciato il mito proponendo nel 2020 sei coppie di vetture storiche, che idealmente completavano l'ultima serie interrotta anzitempo: realizzate a mano dal reparto Classic Works e presentate come Jaguar E-Type 60 Edition.


Pubblicato da Emanuele Colombo, 17/12/2021
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