Sicurezza

La frenata automatica d'emergenza? Funziona, ma non troppo


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6 anni fa - I risultati non incoraggianti di un test effettuato dalla AAA

Emergency braking, i risultati di un test in USA sono tutt'altro che incoraggianti. Specialmente di notte e con i bambini...

TECNOLOGIA A SINGHIOZZO I dispositivi tecnologici legati alla sicurezza sono sempre più diffusi, ed è sicuramente un bene. Ma sono anche affidabili? E quanto? La American Automobile Association (AAA) ha svolto un lungo e articolato studio sui sistemi di rilevamento dei pedoni delle automobili per verificarne l’efficacia in diverse condizioni: i risultati sono stati tutt’altro che incoraggianti, lontani dall’efficienza spesso sbandierata dai produttori.

BERLINE SOTTO ESAME I test di AAA si sono concentrati su alcune tra le berline MY 2019 più diffuse negli Stati Uniti: una Chevrolet Malibu equipaggiata con la frenata d’emergenza per i pedoni, una Honda Accord dotata di Honda Sensing, una Tesla Model 3 con la frenata automatica d’emergenza, e una Toyota Camry con il Toyota Safety Sense. I risultati della prova hanno evidenziato che i sistemi di frenata d’emergenza funzionano meglio in pieno giorno, con la macchina che viaggia a 35 km/h. In queste condizioni, i sistemi hanno evitato l’impatto per il 40% delle volte, e ridotto la velocità della macchina di 7 km/h un altro 35% di volte (attenuando gli effetti dell’urto). Letta in altro modo, questo vuol dire che il manichino utilizzato per le prove è stato colpito nel 60% dei casi, una percentuale tutt’altro che trascurabile.

Frenata automatica d'emergenza: lo studio di AAAFrenata automatica d'emergenza: lo studio di AAA

PEDONI SOTTO LE RUOTEI dispositivi d’emergenza si sono rivelati ancor meno efficaci quando la dimensione del soggetto si riduce (come nel caso dei bambini): l’impatto è stato evitato solo l’11% delle volte, e la velocità ridotta una volta su quattro. Dopo una curva a destra effettuata alla velocità di 25 km/h, l’investimento è sempre stato inevitabile. È stato anche testato il caso di un bambino che sbuca tra due auto parcheggiate, che è stato colpito nel 90% dei casi.

L'INCIDENTE VIEN DI NOTTE Di notte, in condizioni di scarsa visibilità, tutti i sistemi si sono rivelati inefficienti. E le statistiche raccontano che il 75% degli investimenti avviene proprio nelle ore notturne. Di fatto, gli occhi elettronici di una macchina non sono in grado di vedere meglio di quanto possa fare una persona in carne e ossa. Da un lato, questo fatto ci rassicura in merito alla possibilità di una rivolta delle macchine contro l’umanità; d'altro canto ribadisce un'ovvietà, ossia che l’attenzione del guidatore dev’essere sempre massima. Bene i dispositivi di sicurezza automatici, ma non bisogna mai abbassare la guardia. Allo stesso modo, è fondamentale che pedoni e ciclisti prestino sempre attenzione a quanto li circonda, tutelandosi il più possibile con abbigliamento ad alta visibilità di sera, ed evitando il più possibile situazioni di pericolo.

Se vi interessa approfondire l’argomento, a questo indirizzo trovate il rapporto completo (in inglese, formato PDF).

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Pubblicato da Claudio Todeschini, 04/10/2019
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Claudio Todeschini
Claudio Todeschini
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.

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