Autore:
Emanuele Colombo

IL PRECEDENTE Cinquant'anni esatti sono passati da quando tre Ford GT 40 Mk2 vinsero in parata la 24 ore di Le Mans, conquistando il podio e battendo le... imbattibili Ferrari. La Ford GT 2017 e la sua versione da competizione sono state progettate per ripetere l'impresa nell'edizione della corsa che prende il via il 18 giugno;e la storia che c'è dietro alla loro realizzazione è affascinante quanto quella dei trionfi del passato.

IL NUOVO PROGETTO “Per progettare una macchina da corsa il punto di partenza è ottimizzare il rendimento dei pneumatici; per una GT stradale ci concentriamo invece sulle esigenze del guidatore”, dice Raj Nair, vice presidente esecutivo di Ford. Peccato che, in base al regolamento di Le Mans, le macchine che corrono devono avere un corrispettivo stradale: “Questa è stata la prima volta in cui abbiamo ingegnerizzato simultaneamente un'auto da corsa e una stradale insieme”, dice Jim Dunham, del reparto Vehicle Architecture Ford.

TRA I DUE LITIGANTI... Così, per trovare una sintesi partendo da due esigenze così lontane, la progettazione della Ford GT è partita dall'aerodinamica, che ha condizionato in cascata tutte le successive scelte tecniche: dallo schema delle sospensioni (push rod entrobordo con barra di torsione, come le Formula 1) al frazionamento del motore, un V6 biturbo molto compatto che permette la particolare linea rastremata del cofano posteriore, ottimale per il passaggio dei flussi d'aria.

MOTORE DA CORSA Per una questione di immagine, il motore viene chiamato Ecotech, come i pluripremiati motori Ford di grande serie. “È derivato da quello del prototipo di Daytona che abbiamo fatto correre nella serie IMSA”, spiega Kip Ewing, capo progetto della GT 2017, che aggiunge: “È entusiasmante pensare che la gente può comprare una GT per la vita reale con dentro il motore di un'auto da corsa. È completamente sviluppato. È proprio lui”.

FORMA E FUNZIONE Nulla di ciò che si vede nell'auto è lì per caso o solo per effetto scenico. La fibra di carbonio nell'abitacolo non è ornamentale, ma elemento strutturale. E così pure i contrafforti che collegano i passaruota posteriori al tettuccio, che hanno lo scopo di irrigidire la struttura, guidare i flussi d'aria verso l'ala posteriore e creare deportanza grazie alla loro sezione sagomata come le ali degli aerei.

GIOCHI D'ARIA Alla base dei contrafforti della GT stradale ci sono prese d'aria per gli scambiatori di calore, che raffreddano l'aria respirata dal motore e sono montati davanti alle ruote posteriori. Gli sfoghi per l'aria calda sono ricavati al centro dei fanali posteriori, che sono sagomati ad anello. Nell'auto da gara, gli scambiatori sono incastonati direttamente alla base dei contrafforti, per migliorare il raffreddamento.

POTENTE, MA NON TROPPO Il motore V6 turbo da 3,5 litri di cilindrata sviluppa tra 600 e 650 cavalli, che possono sembrare pochi in confronto ai mille e più cavalli delle hypercar più note. Ma lo scopo dichiarato della GT non è stabilire record assoluti di velocità, bensì vincere a Le Mans e ottenere il miglior rapporto peso/potenza possibile: non in rapporto ad altre auto della sua classe, ma tra tutte le auto oggi in produzione.

IDEA VINCENTE Il rapporto peso potenza, la guidabilità e l'efficienza aerodinamica sono i vantaggi competitivi con cui il team Ford punta oggi alla vittoria nella più famosa gara di durata del mondo. Nel 1966, ricordava Carrol Shelby, l'elemento chiave per il successo fu dotare le GT40 di freni rapidissimi da sostituire, che davano un grande vantaggio in una pista famosa per il rettilineo da 340 all'ora (con le auto dell'epoca), seguito da una curva che si affrontava a meno di 50 all'ora.

RAPPRESENTA IL NUOVO CORSO Se la nuova GT del passato sarà degna erede delle GT40 del '66 lo sapremo prestissimo (è sua, comunque, la pole position di classe). Per Ford, in ogni caso, rappresenta il simbolo di un nuovo corso, in cui la casa americana punta a creare innovazione nelle competizioni per trasferirla al prodotto di serie: una filosofia che fa sognare e che fa finalmente passare un po' in secondo piano il dilagare di soluzioni eco-friendly e di gadget elettronici che saranno anche utili, ma di certo non infiammano i cuori di passione.


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