Pubblicato il 09/01/21

L’accostamento donne e motori, nei maschietti, genera sempre una certa diffidenza, ai limiti dell’ironia, per non dire di più. Come fanno quei proverbi coniati chissà quando e chissà da chi? Donna al volante, pericolo…? Donne e motori, gioie e…? L’immaginario collettivo maschile le preferisce accomodate sul sedile destro piuttosto che tenere fra le mani un volante, ma è altrettanto vero che ci sono state, e ci sono tutt’oggi, donne capaci di mettere in riga tanti colleghi nelle competizioni. Fin dagli albori del motorismo sportivo si sono cimentate alla guida, forti della loro audacia. Ecco, quindi, quelle che sono le 10 donne più veloci dell’automobilismo, o se preferite, le più intrepide su pista e in fuoristrada. Alcune di loro sono state delle pioniere, altre appartengono all’era moderna. Avremmo potuto includere differenti nomi, come quello di Maria Teresa de Filippis, la prima italiana a qualificarsi per un GP di Formula Uno (Belgio 1958) o Giovanna Amati, l'ultima nostra portacolori a partecipare a un mondiale, sempre di Formula Uno nel 1992, pur senza mai qualificarsi per la gara. Tuttavia, quelle menzionate ci sembrano le più meritevoli per prodezze e palmarès, ve le presentiamo in ordine di apparizione sul palcoscenico dell’automobilismo sportivo.

HELLÉ NICE

Un' antesignana nelle competizioni al femminile è stata la francese Hellé Nice, nata nel 1900 e che ha gareggiato fra il 1928 e il 1939. Il suo vero nome era Mariette Hélène Delangle, ed era ben più di una delle migliori guidatrici di auto da corsa del suo tempo, pensate che ha lavorato anche come ballerina e modella. Nel 1929, divenne la vincitrice del Gran Premio tutto al femminile all'Autodrome de Montlhéry alla guida di una Oméga-Six. Nello stesso anno e sullo stesso circuito ha fatto registrare una velocità di 196,871 km/h a bordo di una Bugatti sovralimentata da 2 litri, a un passo dal record di 199,059 km/h stabilito appena un anno prima.

Hellé Nice: pioniera delle gare automobilistiche al volante della Bugatti

LA REGINA DELLA BUGATTI Viste le sue doti, Ettore Bugatti le ha dato la possibilità di correre con una sua auto, fu allora che iniziò a guidare una Type 35C in cinque diversi Gran Premi francesi, da qui il suo soprannome The Bugatti Queen. Non ha mai vinto una gara, ma è ancora oggi una delle migliori donne pilota mai vissute. Nel 1936, fu coinvolta in un incidente durante il Gran Premio di San Paolo in Brasile quando si trovava in terza posizione. L'Aston Martin che guidava si schiantò contro le tribune, perirono sei spettatori ed Hellé rimase gravemente ferita. Continuò a correre per i due anni successivi fino a quando nel 1939 l'inizio della Seconda guerra mondiale pose fine a gran parte delle corse automobilistiche europee in quel momento.  

KAY PETRE

Kathleen Code “Kay” Petre era uno scricciolo alto meno di un metro e mezzo nata in Canada nel 1903, che si è dimostrata una pilota assolutamente impavida, stabilendo record di velocità sul circuito di Brooklands, nel 1934 a una media di 199,559 km/h a bordo di una Bugatti e nel 1935, a 216,859 km/h, al volante di una Delage V12 da 10,5 litri di cilindrata. Pensate per un attimo quale turbinio di emozioni e adrenalina si scatenavano in quell'epoca lanciandosi a velocità folli con un tale ''mostro'' su quattro ruote! E che coraggio... Questa è stata la prima volta che un pilota donna riuscì a guadagnare il Premio Brooklands per aver fatto segnare un giro a oltre 209 km/h di media (130 mph).

Kay Petre era minuta di corporatura ma audace al volante: qui di fianco alla sua Delage 1924 12V

CARRIERA INTERROTTA Si è fatta valere nelle gare dell'epoca fino a quando la sua carriera è stata interrotta nel 1937, sempre a Brooklands, dove un concorrente giudicò male una manovra di sorpasso durante le prove della 500 Miglia e impattò contro l'Austin Seven della Petre, facendola schiantare contro le barriere e quasi morire. La Petre non è mai stata in grado di correre di nuovo, quindi si è ritagliata una nuova carriera in ambito editoriale come autrice di scritti su automobilismo e cibo. Fu assunta dalla Casa automobilistica British Motor Corporation (BMC) come consulente di stile e colore, ha disegnato molte delle auto dell'epoca e ha creato i modelli di tessuto caratteristici utilizzati sulle Mini originali.

DENISE MC CLUGGAGE

Nata in Kansas (USA) nel 1927, Denise McCluggage era più di una semplice pilota di auto da corsa, era anche una giornalista affermata. E proprio dal giornalismo sportivo trasferisce la sua passione alle gare. Ha portato alla vittoria una Porsche 550 nella Nassau Ladies Race del 1956 e 1957. Ha vinto il Watkins Glen Grand Prix Ladies Race nel 1957 con la stessa auto. Nel 1961 conquistò il primo posto con una Ferrari 250 nella 12 Ore di Sebring nella categoria GT. Ha vinto la Copa de Damas con una Porsche 550 durante il Gran Premio del Venezuela. Ha guidato un Ford Falcon al primo posto nel Rally di Montecarlo del 1964. La sua prima auto sportiva è stata una MG-TC, con la quale ha iniziato la carriera nelle corse amatoriali.

La foto è in bianco/nero ma la storia ci racconta che il casco di Denise aveva i pois rosa

IL CASCO A POIS ROSA E sui circuiti, si è rapidamente guadagnata il rispetto dei concorrenti maschi, diventando famosa per il suo casco bianco a pois rosa. La carriera agonistica si è conclusa negli anni '60, ma la sua passione per il mondo automobilistico non si è fermata. Nel 2001, la McCluggage è stata inserita nella Automotive Hall of Fame, unica giornalista a ricevere questa onorificenza. Ha continuato la carriera nel giornalismo sportivo fino al 2015, anno della sua morte.

PAT MOSS

Quando si parla delle migliori donne pilota di rally, non si può trascurare l’inglese Pat Moss. Nata nel 1934, pilota di grande successo, ha collezionato tre vittorie e sette podi sul palcoscenico internazionale. Ed è stata incoronata cinque volte campionessa europea di rally femminile nel 1958, 1960, 1962, 1964  e 1965. Nel suo palmarès figurano la vittoria nella Liegi-Roma-Liegi del 1960 a bordo di una Austin Healey 3000 e il Rally del Sestriere del 1968 su Lancia Fulvia Coupé.

Pat Moss alla guida della Alpine A110 al rally di Montecarlo 1973

AVEVA LE COMPETIZIONI NEL DNA Ma, evidentemente, le competizioni erano nel DNA di Pat visto che il cognome, di certo, rievoca in voi ricordi della Formula Uno. Infatti, era la sorella minore di Stirling Moss, grande campione negli anni '50 che solo per circostanze a lui sfavorevoli non si aggiudicò mai un titolo iridato. Inoltre, Pat Moss era sposata con lo svedese Erik Carlsson, uno dei migliori rallisti degli anni ‘60.

LELLA LOMBARDI

Come non ricordare in questa carrellata di campionesse l’unica donna ad aver terminato una gara di Formula Uno in zona punti? E per di più una pilota italiana, cioè Maria Grazia Lombardi, più nota come “Lella” LombardiLa nostra portacolori ebbe un primo contatto con la massima categoria nel 1974, dopo gli esordi in Formula 3 e Formula 5000, quando provò senza successo a qualificarsi per il Gran Premio di Gran Bretagna sulla pista di Brands Hatch, al volante di una Brabham-Cosworth. La stagione successiva debuttò sul sedile di una March al Gran Premio del Sud Africa a Kyalami, ritirandosi al 23° giro. La corsa seguente in Spagna – funestata da un grave incidente che vide perire cinque spettatori – passerà alla storia anche come l’unica in cui una donna, “Lella” appunto, conquisterà dei punti iridati. La gara venne sospesa al 29° giro, quando la Lombardi era in sesta posizione su otto concorrenti rimasti sul tracciato (17 su 25 si ritirarono a causa della pericolosità della pista del Montjuich).

Lella Lombardi concentrata prima della partenza 

STORICO MEZZO PUNTO AL MONDIALE F1 I direttori di gara decisero di attribuire punteggi dimezzati, così all’italiana andò quello storico “mezzo punto”, che rimane, ad oggi, il più positivo risultato di un pilota donna nella massima serie dell’automobilismo su pista. La stagione seguente, tra Brabham e March, parteciperà a quattro weekend di gara, qualificandosi in due occasioni (12° in Austria e 14° in Brasile), prima di concludere la carriera nella NASCAR. Nata nel 1941, morirà a Milano nel 1992, all’età di soli 50 anni per un male incurabile.

MARIE-CLAUDE CHARMASSON

Francese di Grenoble nata nel 1941, è una donna pilota meno conosciuta, ma alla quale andrebbero riconosciuti molti più meriti nel mondo dell’automobilismo sportivo. È stata pilota di rally dal 1965 al 1974. Durante la sua carriera, ha guidato Opel Kadett, Chevrolet Corvette, Opel Commodore e Chevrolet Camaro. Passata alle corse su circuito, ha partecipato a sei edizioni consecutive della 24 ore di Le Mans (dal 1971 al 1976) e ha vinto per quattro volte (nel 1969, 1971, 1972 e 1973) il campionato femminile del Tour de France.

Marie-Claude Charmasson e alla sua destra, con gli occhiali seminascosto, il pilota italiano Andrea de Adamich

UNA FORTE ED ECLETTICA PILOTA Forse questa competizione vi ricorda di più il ciclismo, ma la stessa Ferrari, nel 2015, ha dedicato un suo bolide a questa leggendaria gara di durata per automobili, la F12tdf, dove l’acronimo significa proprio Tour de France. La carriera agonistica della francese si è conclusa nel campionato nazionale per auto derivate dalla serie nel 1976 alla guida di una BMW 3.5 CSI. Ma quella non è stata la fine della sua carriera nel mondo degli sport motoristici. È diventata fotografa professionista per la 24 Ore di LeMans e successivamente è stata assunta per lavorare nell’ufficio per le relazioni esterne di Renault Sports dal 1977 al 1982.

MICHÈLE MOUTON

Chiunque sappia qualcosa sui piloti di auto da corsa metterebbe Michèle Mouton nell’olimpo dei migliori, certamente la migliore donna. Michèle, francese classe 1951, deve tutta la sua fama al Campionato del Mondo Rally. Ma la fuoriclasse transalpina non è ricordata solo per le gare di rally poiché a inizio carriera, nel 1975, vinse la classe prototipi due litri alla 24 Ore di Le Mans e solo un anno dopo, ha vinto il Tour de France Automobile prima di passare agli sterrati. Ha iniziato come copilota per poi andare al volante, nel 1981 Audi Sport la ingaggia e nello stesso anno vince il Rally di Sanremo. Nel 1982, ha collezionato vittorie in Brasile, Grecia e Portogallo, conquistando il secondo posto nel campionato dietro una leggenda come Walter Röhrl.

MIchèle Muton arriva 2° nel Mondiale Rally del 1985 dietro a Walter Rohrl

CAMPIONESSA IN EUROPA E AMERICA Non solo, è salita sul gradino più alto del podio alla mitica gara americana della Pikes Peak International Hill Climb nel 1985 con il suggello del miglior tempo per raggiungere il traguardo in vetta. Nel 1986 ha guidato per Peugeot e ha vinto il campionato tedesco rally. Una volta messe al bando le potentissime e pericolose supercar del Gruppo B, la francese ha appeso il casco al chiodo. In seguito, è stata promotrice della Race of Champions in onore di Henri Toivonen (ex rivale, deceduto al Rally di Corsica 1986). Nel 2010 è diventata il primo presidente della FIA's Women & Motor Sport Commission. Poi, solo un anno dopo, ha assunto il ruolo di manager della FIA nel Campionato del mondo di rally.

JUTTA KLEINSCHMIDT

Curiosa la storia della fortissima pilota tedesca, nata nel 1962 e conosciuta per il suo successo nelle gare fuoristrada. Dopo gli studi ha iniziato a lavorare presso la BMW e la prima volta che ha corso è stato nel 1987, al Rally dei Faraoni in Egitto, ma in sella a una motocicletta. Tuttavia, la sua carriera agonistica è legata indissolubilmente al raid Parigi-Dakar dove ha corso brevemente in moto, proprio con una BMW bicilindrica, nel 1988 e poi 1992 e 1994, prima di passare alle automobili.

Jutta Kleinschmidt vincitrice della Parigi-Dakar 2001 su Mitsubishi Pajero

UN RISULTATO STORICO NEI RALLY-RAID Nel 1995 si classifica 12ma a bordo di una Mitsubishi Pajero e nel 1999 conquista il terzo posto sempre con il fuoristrada giapponese. Ma la sua gemma più splendente è stata la vittoria del 2001, in assoluto la prima e unica donna a compiere questa impresa. Nel 2002 si classifica seconda e nel 2005 sale sul terzo gradino del podio alla guida di una Volkswagen Touareg. Questi successi le valgono certamente un posto d’onore nella classifica delle migliori guidatrici di auto da corsa.

SABINE SCHMITZ

La pilota tedesca, nata nel 1969, è forse meglio conosciuta per la sua partecipazione alla trasmissione televisiva Top Gear della BBC. Infatti, è diventata popolare perché si cimenta nel giro veloce a bordo di una BMW M5 lungo i 20,8 km del Nürburgring Nordschleife nel ''Ring Taxi''. Secondo le sue stime ha effettuato oltre 30.000 giri di pista. La sua familiarità col circuito le è valso il titolo di ''Regina del Nürburgring'' e di ''tassista più veloce del mondo''. Ma come fa ad avere tale dimestichezza con l’asfalto del leggendario “Inferno verde”?

Sabine Schmitz, regina del Nurburgring,e la sua BMW M5 ''Ring Taxi''

NATA E CRESCIUTA ''DENTRO'' AL NÜRBURGRING Sabine e le sue sorelle maggiori sono cresciute nell' Hotel am TiergartenNürburg all'interno del famoso circuito.Per questo sono sempre state attratte dal motorsport e lei è l'unica rimasta legata all’automobilismo ottenendo dei successi. Ha vinto diversi eventi, ed è stata la prima donna a vincere nella sua categoria la 24 ore del Nürburgring a bordo di una BMW M3, nel 1996 e 1997. Nel 1998 ha conquistato la gara endurance VLN (una classe dedicata ai modelli a ruote coperte) sul tracciato tedesco e nel 2008 ha concluso terza, sempre sulla Nordschleife. Oggi, la Schmitz è uno dei piloti donna più riconosciuti al mondo.

DANICA PATRICK

Anche se attualmente si è ritirata dalla serie NASCAR, non si può parlare di donne pilota nell’era moderna senza ricordare Danica Patrick. L’americana, nata nel 1982, esordisce nei kart a dieci anni ed è la donna di maggior successo nella storia dei campionati automobilistici a stelle e strisce oltre a essere l'unica a vincere una gara della IndyCar Series, la Indy Japan 300 del 2008. Grazie a questo risultato è fra le sole tre rappresentanti del gentil sesso capaci di aggiudicarsi gare automobilistiche nelle più importanti competizioni a livello mondiale, insieme a Jutta Kleinschmidt e Michèle Mouton.

Danica Patrick velocissima pilota in Formula Indy e Nascar

FAMOSA PER AVER... PERSO Tuttavia, la sua fama è dovuta a una… sconfitta, quando si è fermata a un passo dall'essere la prima donna in assoluto a vincere la 500 Miglia di Indianapolis nel 2005: la sua auto rimase senza benzina a pochi giri dalla fine della gara, risultando quarta sotto la bandiera a scacchi. È stata il simbolo femminile nelle competizioni moderne e ha contribuito a inaugurare una nuova era di piloti del gentil sesso.

L'ESCLUSIVO CLUB DELLE DONNE VOLANTI... AL VOLANTE Dieci piloti, dieci donne che hanno lasciato il segno nel motorsport. Un esempio per tutte le ragazze innamorate di motori, benzina, cordoli, sterrati e bandiera a scacchi. E voi, quale nome avreste aggiunto?


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