Autore:
Yaron Esposito

CHIUSURA CON IL BOTTO Come dice il titolo, le statistiche 2015 delle immatricolazioni delle auto in Italia si chiudono appunto con un boom proprio nell’ultimo mese. Il totale dell’anno è di 1.574.872 auto nuove immatricolate, ben il 15,8% in più rispetto all’anno precedente, valore che supera persino le stime effettuate dalla stessa UNRAE a novembre.

OK L’ARROSTO, MA QUANTO FUMO Il mercato italiano sembrerebbe essere in lento ma continuo rinnovamento. Tuttavia Massimo Nordio, presidente dell’UNRAE, sottolinea come questa vigorosa crescita non basti per ringiovanire a sufficienza il parco auto attuale, datato e inquinante. Lo zoccolo duro di vetture euro 0, 1, 2 e 3 è infatti stimato, a tutt’oggi, attorno ai 20 milioni di vetture.

I SOLITI NOTI A dicembre i privati si confermano ancora la vera forza trainante del mercato. A loro si deve il 64% delle immatricolazioni, con un volume che cresce del 20,5% rispetto a dicembre 2014.

FORMULA VONCENTE Il dilemma per molti resta la formula: noleggio o acquisto a titolo definitivo?  A guardare i numeri, la scelta del pubblico sembra sempre più propendere verso la prima alternativa. Per molteplici ragioni di natura finanziaria, le immatricolazioni legate al noleggio sono salite nel solo mese di dicembre di ben il 24%. E’ davvero un bel salto, con una crescita tripla rispetto alle immatricolazioni delle auto aziendali (+8%).

NON TUTTI RIDONO Venendo alla classifica per marchi, a dominare la scena è il gruppo FCA, che detiene la fetta più grande del mercato (28,4%). Tra l’altro, nel 2015 il colosso italo-americano ha visto crescere le proprie vendite nel complesso del 18,3% (bene Fiat, con +17%, eccellente Jeep/Dodge, trainata da Renegade, con +163%). Medaglia d’argento per il gruppo VW, con il 13% di quota di mercato ma con un incremento delle immatricolazioni parii a solo il 9,7%. Si tratta di un dato positivo in senso assoluto, sia chiaro, ma inferiore alla crescita di altri competitor come Ford (+19%), Renault (+15%) e PSA (+15%).

IN RAMPA DI LANCIO Un po’ in ombra il gruppo GM, che nell’anno 2015 vede diminuire la proprie quota di mercato e vede crescere le sue immatricolazioni giusto del 7,8%, meno di ogni altro Gruppo. Ciò è dovuto alla scelta non utilizzare più il marchio Chevrolet (-95% a dicembre e nell’intero anno), ancora non sufficientemente controbilanciata dalla crescita del brand Opel (-1,48% a dicembre, +17,52% nei 12 mesi). Tutto ha però una spiegazione: la Casa di Rüsselsheim ha appena rinnovato la sua gamma e i nuovi modelli (Astra in particolare) non hanno ancora avuto modo di dare tutto il loro contributo.

LUSSO SFRENATO Vale la pena soffermarsi anche sui marchi di lusso, che hanno contribuito a rendere il 2015 spumeggiante. Anno da ricordare, per esempio, per il gruppo Jaguar-Land Rover, con Jaguar che incrementa le immatricolazioni del 66%, sostenute dal lancio dell’apprezzatissima F-Type e dalle berline XF e XE. Benone anche Porsche, che è cresciuta del 36% ampliando, seppur di poco, la sua quota di mercato. Ultime ma non in ordine di importanza, Ferrari e Maserati, che mettono anche loro a segno una crescita delle immatricolazioni a doppia cifra (+10%).

SUV PIGLIA TUTTO I segmenti più importanti, in termini di vendite e di quote di mercato, restano come sempre le utilitarie e le berline medie, dove all’interno di quest’ultimo trovano sempre più spazio i crossover, in crescita di ben il 40%. Ebbene si, sempre più mini-SUV anche a discapito delle una volta apprezzatissime monovolume di piccole e di grandi dimensioni (-10% e -16%).


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Il mercato 2015 sotto la lente.pdf 93 Kb
La Top Ten del 2015.pdf 86 Kb
Le vendite 2015 per marca.pdf 86 Kb