Autore:
Michele Perrino
Pubblicato il 17/03/2020 ore 13:22

COME IN GUERRA La notizia, lo ammettiamo, fa un po' effetto anche a noi. Come ai tempi della seconda guerra mondiale, quando le Case furono costrette a convertire la propria produzione verso il materiale bellico, oggi potremmo trovarci di fronte a una situazione simile. Certo la battaglia, stavolta, è diversa. Il nemico è impalpabile, ma lo conosciamo bene: è il tanto famigerato Coronavirus. Nel Regno Unito alcune Aziende del settore automotive sono già state contattate dal governo per la produzione dei ventilatori polmonari.

LE CASE AUTO RISPONDONO ALL'APPELLO Vista l'emergenza la risposta delle Case coinvolte non ha tardato ad arrivare. Tra quelle chiamate in causa ci sarebbero Honda, Ford, Toyota e Rolls-Royce. Naturalmente, anche a fronte di una completa disponibilità da parte delle Aziende automotive, viene da domandarsi se queste saranno in grado di mettere in campo le risorse economiche e produttive necessarie e, in caso positivo, in che tempi. Anche se tutto andasse per il meglio, potrebbero volerci settimane. 

FORD, HONDA E TOYOTA Ford, che attualmente ha stabilimenti a Bridgend (nei pressi di Cardiff) e Dagenham (nord est di Londra), ha offerto la propria disponibilità: ''Vogliamo aiutare come possiamo nella attuale situazione. Siamo stati contattati in merito a questo argomento specifico e attualmente siamo in fase di valutazione''.  Non da meno Honda, che ha confermato il proprio benestare per lo stabilimento di Swindon (non lontano da Oxford): ''Siamo stati contattati dal governo in merito alla fattibilità di supportare la produzione di ventilatori aggiuntivi''. Anche Toyota, pur non essendo stata ancora coinvolta direttamente, ha dato il suo ok: ''Se il governo dovesse contattarci, naturalmente, siamo più che disposti a valutare come sia possibile offrire supporto nella attuale situazione''

ROLLS-ROYCE E VAUXHALL  Per quanto riguarda l'Azienda con sede a Goodwood non è chiaro se potrebbe essere sfruttata la sede principale, dove vengono prodotte le autovetture, o l'impianto aerospaziale del Derbyshire. In ogni caso, ha fatto sapere una portavoce di Rolls-Royce, ancora non c'è stato alcun contatto col governo in merito. Diverso il discorso per Vauxhall: ''Siamo in contatto con il governo del Regno Unito e desideriamo contribuire alla causa con lo stabilimento di Ellesmere Port (vicino Liverpool, ndr). Una volta che avremo maggiori dettagli saremo in grado di analizzare ciò che possiamo fare''. 

NON SOLO PER IL REGNO UNITO La gravità della situazione ha quindi suggerito al Governo UK di coinvolgere nell'approvvigionamento di materiale sanitario tutte le Aziende che abbiano le competenze ingegneristiche per farlo. Una chiamata, quella del Segretario di Stato per la salute e gli affari sociali Matt Hancock, che non è rivolta solo a sopperire alle richieste interne, tuttavia: ''Il Regno Unito dispone di circa 5.000 ventilatori medici ma ha un disperato bisogno di averne di più. Abbiamo un'ingegneria di alta qualità in questo Paese. Vogliamo che chiunque abbia la capacità di convertirsi alla produzione di ventilatori lo faccia. Non c'è un tetto massimo di ventilatori da produrre perché se in Regno Unito sono sufficienti ci sono altri posti al mondo che potrebbero averne bisogno''.

UN PO' DI STORIA Basta voltarsi indietro, agli anni della Seconda Guerra Mondiale, per ritrovare esempi tutti nostri di conversione della produzione. Una su tutte la Fiat, emblema dell'automobile italiana, che passò dal realizzare automobili a costruire camion, mezzi corazzati, ambulanze, aeroplani e motori marini. Mentre, se parliamo per un attimo di due ruote, anche due icone come Moto Guzzi e Gilera, asservite all'esercito tedesco, subirono la stessa sorte: la Casa di Mandello fu impegnata a produrre i cingoli del mezzo NSU Kettenkrad, mentre l'Azienda oggi facente parte del Gruppo Piaggio si occupò dell'approvigionamento di munizioni alle truppe del Terzo Reich.

LA SITUAZIONE IN ITALIA OGGI Visto quel che sta succedendo a poche migliaia di km da noi, viene legittimo chiedersi se anche l'industria automotive del nostro Paese sarà chiamata in causa in tale direzione. Al momento le uniche certezze sono la chiusura degli stabilimenti di FCA e Maserati, così come quelli di FerrariLamborghini e FCA.

L'IMPEGNO TUTTO TRICOLORE Intanto, in direzione dell'aumentata richiesta del numero di ventilatori, c'è un'Azienda italiana che sta facendo grandissimi sforzi. Si tratta della Siare Engineering, nel bolognese, da sempre produttrice di materiale sanitario, ora chiamata in causa per quadruplicare la produzione di ventilatori polmonari. Ne costruirà 500 al mese per 4 mesi, interrompendo le consegne all'estero, solo per il mercato italiano. “È uno sforzo immane, dobbiamo quadruplicare la nostra normale produzione passando da 30 apparecchi a 125 a settimana. Produrre 2mila macchine in quattro mesi corrisponde a far fronte al 10% del fabbisogno mondiale”, ha dichiarato il direttore generale dell'azienda. I 35 dipendenti della Siare Engineering lavorano 15 ore al giorno, da lunedì a sabato e soo attesi 25 tecnici specializzati dell’Esercito per massimizzare il livello di produzione. Con la speranza che questo possa fornire un minimo di supporto nella causa contro l'epidemia di Coronavirus.

Via: Auto Express, Car Scoops, Auto Car, AGI

 

 

 

 


TAGS: auto aiuto Coronavirus automotive conversione produzione