Pubblicato il 20/02/2020 ore 18:42

NOSTALGIA CANAGLIA C'era un tempo in cui un'Alfa non meravigliava che costasse più di una Ferrari. Perché c'era un tempo in cui le Alfa Romeo gareggiavano, vincevano, stregavano l'immaginario collettivo e ispiravano agli appassionati promesse di amore eterno. Erano i tempi di Giulietta Sprint, Duetto, Giulia TZ. Soprattutto, di Alfa Romeo 33 Stradale, un capitolo a parte e non solo tra le pagine del Libro Cuore Alfa. Guardatela adesso con gli occhi di allora, poi guardatela di nuovo e immaginate sia un'auto contemporanea. L'effetto sarà identico, la 33 Stradale è opera d'arte e in quanto tale non invecchia, è una star che dopo oltre 50 anni dal successo non ha perso un briciolo di sex appeal, senza dover ricorrere né al trucco, né alla chirurgia. La 33 Stradale è una leggenda, ed è immortale. Sfoglia la gallery e capirai.

Alfa 33 Stradale, vista di 3/4 posteriore

ALFA ROMEO 33, IL DESIGN 

Appartiene alla categoria delle fuoriserie, dal momento che di 33 Stradale Alfa Romeo ne costruì soltanto 18 esemplari, peraltro ciascuno dei quali con caratteristiche uniche: non un esemplare uguale a un altro. Presentata in anteprima sul Circuito di Monza a margine del Gran Premio d'Italia del 1967, fece successivamente il suo debutto ufficiale al Salone dell'Auto di Torino dello stesso anno. Il design porta la firma di Franco Scaglione, dell'assemblaggio si occupava invece la Carrozzeria Marazzi di Caronno Pertusella. L'auto era in sostanza una versione destinata al pubblico dell'Alfa Tipo 33, vettura da competizione che correva nel Mondiale Sport Prototipi sotto le insegne del team Autodelta. La bellezza della 33 Stradale è nella forma nel suo insieme, così come in ogni singolo particolare: fu la prima auto di serie con portiere ad apertura verticale.

Alfa 33 Stradale, motore 8 cilindri a V

33 STRADALE, SCHEDA TECNICA

Eleganza fusa a dinamismo e proporzione, ma la 33 Stradale (di cui l'Alfa Romeo 4C ha raccolto l'eredità stilistica) resta soprattutto un esercizio sopraffino di meccanica. In posizione centrale longitudinale, il telaio tubolare in acciaio e lega di magnesio ospitava un 8 cilindri a V da 2 litri progettato dall'ingegner Busso. Costruito interamente in alluminio e magnesio, disponeva di impianto di iniezione meccanica indiretta firmato Spica con doppia pompa della benzina elettrica e lubrificazione a carter secco. La fiche tecnica parla di 230 CV a 8.800 giri/min, cioè una potenza specifica e un regime di rotazione ancora oggi duri da raggiungere da un propulsore ad alimentazione naturale, nemmeno con l'ausilio dei moderni sistemi elettronici, allora sconosciuti. Idem per le prestazioni: l'auto pesava appena 700 kg e raggiungeva la velocità di 260 km/h, accelerando da 0 a 100 km/h in soli 5,6 secondi.

Alfa Romeo 33 Stradale, l'Alfa immortale

QUANTO VALE OGGI UN'ALFA 33 STRADALE

Nonostante la sua tiratura estremamente limitata, la 33 Stradale fu regolarmente introdotta sul mercato al prezzo di 9.750.000 lire. Per fare un confronto, in un'epoca in cui il salario medio di un operaio era di 150.000 lire al mese, per un'Alfa Romeo Giulia TI occorrevano 1.570.000 lire, per una Jaguar circa 5 milioni. Per una Ferrari, 6 milioni... Aggiungere alla propria collezione un'Alfa 33 Stradale è oggi impresa erculea: sia per la sua intrinseca rarità, sia perché la quotazione è attorno ai 10 milioni di euro, se non superiore. Ebbene sì, un tempo per guidare un'auto del Biscione eri disposto a far follie, e ancora oggi una delle icone made in Italy più sexy (e non solo in ambito automotive) scuote sentimenti intensi, fin irrazionali.


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