CAOS ALLA SPINA Tra Modo 1, Modo 2, ChaDeMo, CC2 Combo 2 ecc., raccapezzarsi tra le diverse modalità di ricarica e tipologie di prese di corrente per le auto elettriche non è sempre banale, e la confusione è dietro l’angolo.

CI PENSA LA UE Per aiutare i consumatori a fare chiarezza, l’Unione Europea ha introdotto una serie di etichette destinate ai veicoli elettrici (anche moto e scooter) e alle stazioni di ricarica, obbligatorie dal 20 marzo 2021. Nella fattispecie, le etichette verranno applicate su:
- veicoli di nuova produzione
- colonnine di ricarica
- spine di ricarica
- cavi di ricarica staccabili
- libretti di istruzioni
- presso i concessionari
COME SI USANO Esattamente come già accade per gasolio e benzina, a distinguere le diverse prese di ricarica sarà la lettera identificativa dell’etichetta: il consumatore non deve far altro che assicurarsi che l’etichetta presente sul proprio veicolo (esagono con sfondo nero) corrisponda a quella riportata sulla stazione di ricarica (esagono con sfondo bianco).

LE ETICHETTE Per le spine domestiche non sono previste etichette. Per quelle di Tipo 1 in corrente alternata viene utilizzata la lettera B, mentre per quelle di tipo 2 la lettera C (C, D ed E per le prese di corrente). Per la ricarica in corrente continua si utilizzano le lettere K, L, M, N e O a seconda della potenza e del tipo di presa. In calce a questo articolo trovate anche il volantino (in formato PDF) che spiega in maggior dettaglio le diverse etichette.

NON SEMPLICI La definizione delle etichette (che non è esattamente chiarissima, va detto, e richiederà qualche tempo per essere assimilata a dovere) è stata curata da ACEA - Associazione Costruttori Europei di Automobili - insieme ad ACEM, ChargeUp Europe, CharIN e EurElectric, organizzazioni che rappresentano le case produttrici di veicoli europee e infrastrutture. Maggiori informazioni sulle etichette - anche quelle relative ai carburanti tradizionali - si trovano sul sito fuel-identifiers.eu.
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| Ricarica auto elettriche - Le etichette | 582 Kb |
Videogiocatore da che ne ha memoria (e da quando ha messo gli occhi e le mani su un Commodore 64, in un'epoca ormai troppo lontana), appassionato di tutto ciò che ha almeno quattro ruote, ha appeso al muro la laurea in Ingegneria Informatica conseguita al Politecnico di Milano per dedicarsi alle sue passioni. Innamorato follemente di sua moglie, della sua bellezza ma anche della sua infinita pazienza, Claudio ammette di avere un debole anche per le due figlie. E per i due gatti che gli colonizzano la casa, tra un joystick e una consolle.



