Autore:
Massimo Grassi

IN ANTICIPO Eravamo certi che sarebbe arrivata nel 2018 e ci eravamo messi l’anima in pace. Invece la Lamborghini Urus, la prima suv del Toro, anticipa i tempi e si prepara ad uscire dalla catena di montaggio di Sant’Agata nel corso del prossimo aprile. Appena 2 mesi dunque e la vedremo dal vivo.

VERSIONI BETA C’è un però: le prime Lamborghini Urus prodotte saranno delle versioni beta, ovvero dei prototipi che serviranno a Sant’Agata per ottimizzare i flussi di lavoro nella catena di montaggio. Abituati ad avere a che fare con sportive tipo Huracan e Aventador i meccanici Lambo dovranno prendere confidenza con un prodotto completamente nuovo. Come loro anche la forza vendita dovrà fare i conti con un prodotto inedito nuovo che si rivolgerà a un target inesplorato fino ad oggi.

PUNTA A RADDOPPIARE Secondo quanto raccontato da Stefano Domenicali, ad di Lamborghini, ai colleghi di Digital Trends, la Urus permetterà alla Casa italiana di raddoppiare le vendite a partire dal 2018, passando dalle attuali 3.500 vetture vendute a 7.000. Secondo la previsione la suv modenese quindi riuscirà a conquistare il cuore di 3.500 appassionati. Non è difficile da credere: chissà quanti proprietari di una sportiva col toro sopra attualmente si devono accontentare di suv “normali” per andare in giro con la famiglia. Finalmente anche per loro arriverà una gioia.

L’IBRIDO? UN PO’ DI PAZIENZA Disponibile col solo V8 biturbo benzina capace di buttar giù 600 cv e chissà quanti Nm di coppia. Niente V10 o V12. E nemmeno niente schema ibrido, almeno inizialmente. Con l’arrivo del restyling di metà carriera la suv del Toro potrà essere scelta anche con doppia motorizzazione benzina-elettrico. Fin da subito invece avrà un sistema di selezione delle differenti modalità di guida, compresa una specifica per l’offroad. Se ve la sentite…  

 


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