Pubblicato il 27/03/20

NON SOLO 2 RUOTE Molti di vuoi conosceranno il Marchio KTM, rinomato Costruttore di motociclette austriaco con sede nella cittadina di Mattighofen. Non tutti sapranno però che la produzione della Casa fondata dall’Ingegnere Hans Trunkenpolz non si dedica solo ed esclusivamente alla realizzazione delle due ruote. Nel 2007 KTM ha fatto debuttare la X-Bow, una roadster sportiva biposto all’avanguardia dal punto di vista del design e dell’aerodinamica. Tredici anni più tardi KTM rinnova il suo impegno nel settore delle auto ad alte prestazioni, presentando un’evoluzione ancora più estrema della X-Bow: la X-Bow GTX.

CORSAIOLA KTM X-Bow GTX rappresenta un ulteriore passo in avanti rispetto alla sua progenitrice. Il segreto della prima versione X-Bow stava tutto nella sua incredibile leggerezza: il peso complessivo della biposto era di soli 800 kg e con il suo propulsore da 237 CV l’auto godeva di un impressionante rapporto peso/potenza. La stessa “ricetta” è stata applicata sulla X-Bow GTX: la monoscocca in fibra di carbonio porta il peso complessivo della nuova GTX a 997 kg, e il poderoso 2.5 litri TSFI cinque cilindri di derivazione Audi da 600 CV le consente di soddisfare i requisiti d’accesso al Campionato GT2. Grazie a componenti di altissima qualità e all’aggiunta di roll-bar in abitacolo, KTM X-Bow GTX potrà vedersela ad armi pari con marchi del calibro di Ferrari e Porsche. Nuova GTX è un’auto nata per la pista e non è prevista una versione omologata per circolare su strada.

KTM X-Bow GTX: il 3/4 posteriore

CAMBIA IL DESIGN Le principali differenze tra vecchia e nuova generazione riguardano il design. Mentre la vecchia X-Bow era essenzialmente una barchetta sportiva a ruote scoperte, la nuova GTX si presenta ora con un tettuccio rigido e con forme ancor più spigolose e smussate rispetto al modello del 2007, con passaruota taglienti e affusolati. All’anteriore è comparso uno splitter, mentre al posteriore troneggia un grande spoiler fisso, a riprova del grande lavoro svolto per migliorare la gestione dei flussi aerodinamici. Per il momento la Casa austriaca prevede di produrne circa 20 esemplari nel corso del 2020.


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