Autore:
Luca Cereda

LA VIRTU’ DEI FORTI Di pazienza, ce ne vuole ancora un po’. Ce ne vuole per vedere la Honda NSX – molto più di un’automobile per gli appassionati di motori – calcare di nuovo le strade: prima dell’autunno non se ne parla. E ce ne vuole per scoprire fino in fondo quanta sarà la libido. Perché Honda, è vero, ci manda una bella radiografia della sua sportiva, che a prima vista fa l’effetto di una gonnella alzata. Ma, per tenerci sulle spine, continua a omettere particolari succosi. Uno su tutti: il dato sulla la potenza, portata principale delle chiacchiere da bar.

I FANTASTICI QUATTRO Al tavolo degli automaniaci, però, ci si consola con un vassoio di assaggi offerto dalla Casa, che aveva già svelato la formazione del sistema propulsivo ibrido della nuova Honda NSX. Al centro, il V6 3.5 litri biturbo a 75° con lubrificazione a carter secco, e, a sostegno della “punta”, ben tre motori elettrici: due montati all’avantreno (pedina chiave della nuova trazione integrale SH (Super Handling) con Torque Vectoring e uno – quello che aiuta a sprintare in fase di accelerazione – piazzato tra il motore termico e la trasmissione, affidata a un inedito doppia frizione a nove rapporti.

LAGGIU’ NELL’OHIO A stemperare i bollori del quartetto ci penseranno non meno di dieci scambiatori di calore, tre radiatori e due intercooler installati nelle prese d’aria laterali – continua a raccontarci Honda, che ha plasmato la nuova NSX su di un telaio space frame fatto di vari materiali (di qui il nome Multi-Material Body). Questa ricetta aspira a un equilibrio ottimale tra peso e rigidità torsionale, che passa anche per la sperimentazione di un particolare processo di lavorazione delle componenti (ablation casting) e la realizzazione di un inedito montante A, che, a detta di Honda, sarà al top delle prestazioni in termini sia di rigidità sia di sicurezza. Intanto, laggiù nell’Ohio (dove la nuova NSX è costruita) i lavori continuano…