Pubblicato il 03/06/20

L'AUTO CHE NON SI FARÀ Vi avevamo già detto dell'abortito progetto Dyson: l'auto elettrica non si farà. Dopo aver ricevuto una simile notizia, non ti aspetteresti di vedere le immagini dell'auto, né sentir parlare di autonomia. Invece è quello che è successo. A mostrare le foto e a divulgare la notizia alla stampa è stato lo stesso Mr. Dyson in un'intervista, nella quale spiega quanto gli è costato questo... scherzetto, e perché non sia andato in porto.

IL PROGETTO Si chiama (si sarebbe chiamata) N526, l'auto elettrica dei più celebri aspirapolvere. Una 7 posti con un'autonomia di quasi 1.000 km, roba da far impallidire persino le Tesla. Tutt'altro che un progetto privo di delusioni, per l'uomo più ricco di Gran Bretagna: ''C'è un'enorme tristezza e delusione. La nostra è una vita di rischio e di fallimento. Proviamo le cose e falliscono. La vita non è facile''. Oltre la delusione per la creazione sognata e (quasi) mai realizzata, il Signor Dyson deve fare i conti anche con qualcosa come 500 milioni di sterline di investimenti andati a farsi benedire. Ma sono soldi tirati fuori di tasca propria, quindi, con buona pace sua e della sua famiglia, nessuno ne farà le spese oltre a loro: con un patrimonio di oltre 16 miliardi di sterline, dovrebbero dormire sonni tranquilli.

LA MACCHINA DYSON Lunga 5 metri, larga 2 e alta 1,70, per un peso di 2,6 tonnellate. Le ruote più grandi del panorama auto, con un diametro (gomma compresa) di circa 1 metro. All'interno 3 file di sedili, per 7 posti totali. E ancora: 536 CV di potenza per 650 Nm di coppia, un'accelerazione 0-100 in 4,8 secondi e una velocità massima di 200 km all'ora''Quando abbiamo iniziato nel 2014 avevamo una buona tecnologia e un'auto molto efficiente, con una lunga autonomia. Era praticabile. Ma quando, in seguito, altre aziende hanno iniziato a produrre auto elettriche in perdita, è diventato troppo rischioso per noi''.

Gli interni dell'elettrica Dyson N526 che non vedremo mai

PERCHÉ NON SI FA Dyson ha spiegato che dietro l'interruzione del progetto ci sono i grossi costi da sostenere tipici delle auto elettriche. Batteria (e gestione della stessa), elettronica e raffreddamento sono molto più costosi rispetto a un motore a combustione tradizionale. Ogni N526 sarebbe dovuta costare 150.000 sterline (168.000 euro) per raggiungere il pareggio, molto più dei modelli elettrici delle grandi Case automobilistiche, che sovvenzionano i costi con le vendite delle auto tradizionali a benzina e diesel. ''BMW, Mercedes, Audi e Jaguar Land Rover stanno subendo enormi perdite su ogni auto elettrica che vendono. Lo stanno facendo perché ciò riduce complessivamente le emissioni medie di CO2 e NOx, aiutandole a rispettare la legislazione dell'UE. Io non ho una flotta. Devo realizzare un profitto su ogni macchina o metterei a repentaglio l'intera compagnia. Alla fine era troppo rischioso''.

IL FUTURO Dyson pensa ancora di poter avere successo nel mercato automobilistico producendo batterie a stato solido che alimenteranno i modelli di altri produttori. Le celle a stato solido potrebbero essere la chiave del successo delle auto elettriche: sarebbero più efficienti dal punto di vista energetico rispetto a quelle agli ioni di litio, e anche molto più piccole e leggere. Generando molto meno calore non richiederebbero sistemi di raffreddamento complessi e costosi, né avrebbero una brutta abitudine a... esplodere e sarebbero anche più facili da riciclare. E alla domanda se in futuro potremmo vedere (davvero) un'auto elettrica, Dyson ha risposto così: ''Non direi di no, ma le circostanze commerciali dovrebbero essere giuste. La porta del garage non si chiude mai''. Quindi chi lo sa, magari prossimamente vedremo una N527...


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