Prova su strada

Volvo V70


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

L’auto stress-free arriva dalla Svezia: comoda a prova di esodo e controesodo, facile da guidare, capace di caricare una famiglia numerosa con tutti gli accessori, sicura come un forziere. La nuova super wagon Volvo è sportiva nel design e lo è anche nell’anima, con nuovi motori vellutati e allo stesso tempo grintosi.

LA NOVITA’

La svedese con l’abito lungo si veste di nuovo, cambia look, migliora le dotazioni e monta motorizzazioni inedite sotto il cofano. Si chiama ancora V70 ed è la station wagon più grande della famiglia, ma le ambizioni della svedesona sono cresciute notevolmente e l’ultima nata in casa Volvo ha il giusto appeal per ingelosire certe blasonate signore tedesche, conquistare ancora di più il pubblico italiano e soddisfare sia gli sportivi sia gli esteti.

AMMIRAGLIA DA CARICO

Disegnata sul pianale dell’ammiraglia S80, la V70 non è però la versione "lunga" della grossa berlina svedese, ma nasce come progetto originale. La debuttante V70, infatti, è più compatta e più leggera rispetto alla sorellona S80, sfodera misure esterne da top model (lunga 4,71m e larga 1,80, un centimetro in meno in lunghezza e 4 in più in larghezza rispetto alla vecchia V70), allunga il passo rispetto alla vecchia V70 (2,76m), e sorpassa le antenate in termini di abitabilità interna.

LINEE TESE MA MUSCOLOSE

Muso lungo e coda alta e tronca rimangono i tratti distintivi della nuova station wagon venuta dal freddo, ma sono molti i dettagli capaci di riscaldare il cuore degli appassionati. Il frontale è ripreso da quello dell’ammiraglia di famiglia e si caratterizza per lo sguardo severo, il piglio sportivo, l’eleganza della griglia cromata e la profonda rastrematura che scolpisce il massiccio cofano motore. Le fiancate che si allargano sotto la linea dei finestrini contribuiscono all’effetto muscolo.

SOLIDA E FILANTE

L’insieme è davvero convincente e le lamiere infondono la stessa sensazione di robustezza che si prova osservando un Tank tedesco, ma il lavoro svolto dai designer svedesi per slanciare la linea della V70 è perfettamente riuscito e la nuova station wagon sfoggia con orgoglio un look sportivo, un profilo slanciato e una grinta difficilmente associabili al concetto di "giardinetta famigliare". Anche le fiancate sono tese, asciutte e filanti, mentre la coda rimane fedele al praticissimo portellone di carico perfettamente verticale e cattura gli sguardi grazie al nuovo disegno dei lunghi fanali posteriori con rigonfiamento laterale.

ABITACOLO TOP CLASS

Ma è all’interno che la nuova svedese riesce a coccolare tutti gli occupanti in modo davvero esemplare. La plancia ha finalmente abbandonato le linee tagliate con la scure in favore di un profilo più morbido e moderno, i materiali impiegati e gli accostamenti cromatici sono tutti laureati in eleganza e la strumentazione è così completa e chiara da far invidia a quella di un Boeing 747.

CURA DEL DETTAGLIO

A disposizione di pilota e passeggero c’è davvero di tutto e l’abitacolo è così ricco di sorprese che, una volta a bordo della nuova V70, si ritorna un po’ bambini e ci si lancia in una caccia al tesoro alla ricerca dell’ultima diavoleria ideata dai tecnici svedesi per rendere ancora più piacevoli i lunghi viaggi, lo shopping di tutti i giorni e le trasfertone con famiglia al seguito. Ecco allora che si scoprono vani attrezzati e tasche portaoggetti un po’ dappertutto, il poggiatesta del passeggero integra un bottoncino per appendere la giacca e ritrovare le cose nelle tasche senza contorsioni, il bracciolo tra i sedili posteriori nasconde un tavolino ripiegabile (optional) e c’è perfino un supporto posteriore per fissare un sacchetto portarifiuti.

BAGAGLIAIO ATTREZZATO

Ma non è tutto, poiché anche il bagagliaio è attrezzato come un monolocale e nasconde vani segreti già predisposti per contenere i sacchetti della spesa (optional), reti di contenimento, vasche sagomate e la possibilità di regolare lo schienale del divano posteriore in posizione più o meno inclinata per guadagnare preziosi centimetri e viaggiare ancora in cinque. Per abbassare i sedili posteriori si impiegano pochi secondi, grazie a i poggiatesta che si sbloccano e si ribaltano in avanti tirando un anello di tessuto e agli sblocchi facili da individuare e da manovrare: la capacità di carico passa da 485 a 1.641 litri e le possibilità di stivaggio diventano praticamente infinite. Grazie allo schienale del passeggero anteriore che si ribalta facilmente in avanti, si possono trasportare anche oggetti molto lunghi. Nella tradizione delle wagon Volvo, è disponibile anche la panchetta posteriore supplementare per due bambini che si piega e sparisce sotto il piano di carico.

SICUREZZA

In primissimo piano, naturalmente, la sicurezza e anche l’ultima Volvo contribuisce a mantenere sul podio la tradizione della Casa svedese garantendo a tutti, ma proprio tutti gli occupanti, una protezione degna di un caveau blindato. ABS con EBD, doppio airbag anteriore, airbag laterali, Inflatable Curtain per la protezione della testa negli urti laterali, sistema WHIPS con poggiatesta attivo per eliminare il classico "colpo di frusta" sono solo alcune delle mille attenzioni che la V70 garantisce ai propri passeggeri.

DOTATA DI TUTTO

L’elenco delle dotazioni di serie continua con il controllo elettronico della qualità dell’aria Premair, il climatizzatore, il computer di bordo, il cruise control, i fendinebbia, il controllo elettronico della stabilità e della trazione e una lista così completa da lasciare ben pochi desideri insoddisfatti. Anche l’elenco degli optional è lungo come la Treccani, ma si tratta di accessori dedicati agli incontentabili cronici oppure destinati a trasformare la V70 in un’ammiraglia di classe veramente superiore. Basti considerare, infatti, che l’allestimento battezzato Optima (costa 7 milioni in più) prevede il navigatore satellitare con display che esce verticalmente dal cruscotto, un impianto stereo con 8 casse degno del Teatro alla Scala e il telefono cellulare integrato nel cruscotto con viva voce, comandi al volante e auricolare annegato nel poggiatesta. Il rapporto qualità-dotazione e prezzo è decisamente interessante.

I MOTORI

A questo punto, non resta che scegliere la motorizzazione giusta e anche qui, la svedesona riesce ad accontentare proprio tutti con prezzi da poco più di 65 a quasi 82 milioni. Si parte dalla 2.0T con 180CV per 210Km/h, si continua a bordo della più fluida ed equilibrata 2.4T da 200CV (sempre 210 km/h) e si vola a bordo della più potente T5 2.3 da 250CV e 250Km/h. L’offerta è poi completata dalla debuttante motorizzazione diesel a iniezione diretta da 2.5 litri, cinque cilindri e 140CV capace di 200Km/h. Ma non è tutto, perché in arrivo ci sono anche un 2400cc litri aspirato da 140CV e un 2.4 aspirato da 170CV ULEV (Ultra Low Emission).

AL VOLANTE

Una volta chiusa la pesante e rassicurante portiera della V70, a bordo cala il silenzio e l’elegante atmosfera degli interni invita a concedersi qualche istante per prepararsi a lunghe trasferte stress-free, familiarizzando con la miriade di tasti e manopole, e sfruttando l’ampia escursione della regolazione di volante e sedile per trovare la corretta posizione di guida. Fortunatamente tutte le operazioni sono facili, i comandi sono disposti razionalmente e senza sorprese, la climatizzazione è di una semplicità di utilizzo disarmante e perfino il sofisticato impianto hi-fi non richiede regolazioni perverse per diffondere musica di buona qualità.

VOLANTE ATTREZZATO Solo il volante

, almeno nel più completo allestimento Optima, lascia inizialmente perplessi: va bene tenere tutto a portata di mano, ma i tasti per il telefono, l’autoradio, il cruise control e quelli per il navigatore satellitare posizionati dietro le razze sono forse un po’ troppi per poter ancora parlare di volante sportivo. Nella configurazione standard, i comandi del cruise control posti a sinistra sono facili e comodi da utilizzare.

POTEMKIN DA STRADA

Una volta in movimento, agli ingombri della V70 è necessario abituarsi: si valuta bene in retromarcia grazie alla forma tronca della coda, ma le bombature delle fiancate e del muso non si capisce subito dove finiscono, soprattutto se si tende a guidare con il sedile abbassato al massimo. I massicci montanti centrali, pronti a resistere a capottamenti o a dissipare l’energia di urti laterali, limitano un poco la visibilità negli incroci obliqui.

STRESS-FREE

Come tutte le Volvo big size, anche la V70 mantiene fede al diktat della Casa: ogni viaggio deve essere un piacere e l’effetto di stare al volante deve essere più o meno quello di una rilassante sauna svedese. Anche esodo e controesodo non riescono a minare il sistema nervoso del guidatore. I sedili sono perfetti, non provocano male di schiena o indolenzimenti anche dopo sei ore passate senza sosta al volante. Il sistema Premair, che trasforma l’ozono dell’atmosfera in ossigeno è una invenzione geniale: anche nelle colonne in galleria di fianco a fumosi autoarticolati, il sistema provvede automaticamente ad attivare il ricircolo e a ossigenare l’aria (sia quella nell'abitacolo, sia quella esterna), tanto che non si avverte la differenza tra aria aperta e galleria inquinata.

SU UN CUSCINO D’ARIA

In viaggio la V70 sembra correre su un cuscino d’aria: silenziosa, con il rumore del motore ben filtrato nell’abitacolo, la V70 vola sulla strada grazie a sospensioni morbide che assorbono bene ogni asperità. La guida è facile, serena, malgrado il peso e la taratura comfort delle sospensioni: anche affrontando i curvoni stretti delle autostrade appenniniche la V70 ha poche rivali e segue le traiettorie impostate senza bisogno di correzioni, quasi fosse una sportiva compatta. Soltanto all’inizio della curva, lo sterzo ha un momento di incertezza a cui è necessario abituarsi. Anche dopo uno scarto brusco la V70 si rimette subito orizzontale, ben parallela al terreno non appena le ruote sono diritte. Sicurezza + facilità + comfort = serenità al volante.

I MOTORI

Il silenzio è d’oro sulla V70 con tutti i motori, soltanto il cinque cilindri diesel si dimostra un po’ ruvido a freddo ma, una volta in temperatura, la buona coppia motrice (290Nm da 1900 a 3100 giri) consente di lanciare con sufficiente disinvoltura i 1528Kg della svedese fino alla soglia dei 200Km/h senza mai alzare la voce in modo fastidioso. È il motore per chi è attento ai consumi: i motori a benzina, con una guida veloce ma attenta consentono percorrenze medie nell’ordine dei 7/8 km/litro.
Tra le motorizzazioni a benzina, con il solito rombo vellutato delle Volvo, la più equilibrata è sicuramente la 2.4T da 200CV con un’accelerazione da 0 a 100Km/h in 7,9 secondi, 210Km/h di velocità massima e una marcia senza strappi garantita dalla coppia di 285Nm disponibile già a partire da 1800 giri. Quanto basta per dimenticarsi del cambio se non quando il regime diventa scandalosamente ridotto: da 1.500 giri la spinta è già vigorosa anche in quinta. Anche il fratello minore 2.0T, sempre sovralimentato da un turbo a bassa pressione e con 180 bei cavalli, non è da meno e garantisce comunque un funzionamento regolare. Due ottimi motori che si sposano perfettamente con il moderno cambio automatico a 5 rapporti disponibile tra gli optional.

T5, LA SPORTIVA

E per volare? La risposta si chiama T5, con il motore turbo ad alta pressione da 2300cc: l’accelerazione scende a 7,1 secondi, i 250Km/h di velocità massima si raggiungono con una facilità disarmante e i 250 purosangue sotto il cofano cavalcano che è un piacere, ma qualche difettuccio la T5 ce l’ha. I 330Nm di coppia disponibili a 2400 giri fanno del loro meglio per evitare il ritardo di risposta del turbo, ma il peso della V70 e la trazione anteriore non aiutano le velleità sportive della V70 e la svedese si dimostra ancora un po’ pigra sotto la soglia dei 3000 giri. Il controllo elettronico della trazione assicura sempre una perfetta motricità anche in uscita dalle curve più strette, il telaio non fa una piega e il cambio asseconda bene le caratteristiche dei cinque cilindri, ma il terreno di caccia ideale della T5 rimane l’autostrada dove la svedese è talmente a proprio agio che conviene controllare spesso l’ago del tachimetro per non ritrovarsi a velocità molto, molto elevate.

di Chris Winters
26 aprile 2000


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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