Prova su strada

Toyota Avensis Verso


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

La famiglia Toyota cresce ancora e dopo il piccolo genio con carrozzeria Verso, anche la sorella maggiore Avensis indossa l'abito lungo e gioca la carta della versatilità. La sempre più apprezzata Toyota Yaris Verso, infatti, è destinata a non rimanere sola ancora a lungo e in settembre si prevede il debutto di una sorella maggiore che riprende il concetto "Verso", ma punta a sedurre un pubblico più esigente ed entra a tutto gas nel settore delle monovolume di rappresentanza.

 

LA NOVITA’ Un’altra monovolume?

Un'ospitalità capace di accogliere sette persone comodamente sedute, una silhouette pensata per soddisfare il gusto degli europei, una motorizzazione diesel common rail all'altezza delle ambizioni, tutta la qualità del marchio Toyota (compresi i cinque anni di garanzia), e una guidabilità che regala le stesse soddisfazioni di molte station wagon. Il tutto, arricchito da un prezzo che dovrebbe frenare entro il limite dei 50 milioni di lire.

COCKTAIL FATTO IN CASA

Seguendo l’esempio de piccolo genio Yaris, anche la Verso king size è stata progettata in Europa per l’Europa. Ma siamo sicuri che i giapponesi abbiano davvero perso il vizio di copiare? Non del tutto, quanto meno ora copiano da loro stessi. Non ci vuole un occhio esperto, infatti, per trovare più di un legame di parentela tra il muso della nuova monovolume giapponese e quello del piccolo genio, così come è evidente che la fanaleria posteriore e il taglio della coda si ispirano alla sorella griffata Lexus.

MONOVOLUME FAMILIARE

Il risultato è davvero sorprendente e la giapponese sfoggia con disinvoltura due occhioni trasparenti che ispirano immediatamente simpatia e fiducia, un corpo snello e arcuato che trasmette dinamismo (la Avensis sfoggia un cx 0,30, il migliore coefficiente di penetrazione aerodinamica della sua classe), e una coda bassa e filante che riesce a fondere ingredienti complessi come sportività, eleganza e praticità. Insomma, l'equilibrio raggiunto con la Avensis Verso è notevole e l'effetto furgone è scongiurato, nonostante 4,65m in lunghezza, una larghezza di 1,76m e un'altezza contenuta in 1,67m.

SI SALE

Anche spalancando le portiere, la Avensis mantiene tutte le sue promesse di versatilità e sorprende gli ospiti accogliendoli con un abitacolo spazioso, curato e capace di un trasformismo all'altezza delle aspettative. Il baricentro basso facilita l'accesso alle tre file di posti e i sedili sono tutti configurati come poltrone singole che possono facilmente essere rimosse, spostate in avanti o in dietro e ripiegate per formare dei tavolini con gli immancabili portabicchieri integrati a prova di pic-nic indoor.

PER TRASLOCARE

La lunghezza interna dell'abitacolo di 3,20m è la migliore della categoria, mentre il bagagliaio è sufficiente ad accogliere 282 litri di masserizie anche con le tre file di poltrone occupate. Il merito di tanto spazio va tutto a un enorme "vasca" nel sottofondo del bagagliaio ottenuta spostando la ruota di scorta sotto la prima fila di sedili, sistemando la marmitta più avanti e piazzando il serbatoio sopra l'assale posteriore. Lasciando a casa le poltrone della seconda e terza fila, invece, il volume di carico cresce fino a 2422 litri, mentre le operazioni di imbarco sono facilitate da un'altezza da terra di soli 33cm e da un portellone che misura 957mm in altezza e 1188mm in larghezza.

VERSO LA SOBRIETA’

Per viaggiare in prima classe, tuttavia, non basta avere tanto spazio a disposizione. Bisogna anche disporre di finiture e dotazioni adeguate. Ebbene, la Verso non delude neppure sotto questo punto di vista ed esibisce un abitacolo luminoso caratterizzato da finiture discrete che fortunatamente non si abbandonano a "frivolezze" di dubbio gusto come la finta radica, ma si accontentano di una più sobria e tecnologica finitura in simil titanio. Per il resto, i tessuti sono di buona qualità, il comfort è assicurato dalle molte possibilità di regolazione delle poltrone (quelle anteriori hanno anche il bracciolo integrato), A disposizione degli ospiti, c'è tutto o quasi di serie. L'antifurto, il climatizzatore manuale e l'impianto audio con CD, l'ABS (con EBD e Brake Assist), il doppio airbag anteriore, quelli laterali a tendina (anteriori) e i sedili anteriori con sistema WIL che evita il colpo di frusta.

BEVERAGGIO NUOVO

Ma le novità della Verso non sono finite e la Avensis gioca la sua carta decisiva presentandosi al pubblico italiano con la possibilità di montare finalmente anche una motorizzazione diesel sotto il cofano. E che diesel. Sotto le lamiere della giapponese, infatti, ha trovato posto il raffinato 2.0 D4-D turbo diesel common rail da 116 cavalli a 4000 giri capace di scatenare una coppia massima di 250Nm tra i 1800 e i 3000 giri. Grazie alle doti di elasticità del quattro cilindri a gasolio e a un peso di poco superiore ai 1550 Kg, la Verso D4-D si toglie la soddisfazione di accelerare da 0 a 100Km/h in 12,5 secondi e si lancia senza incertezze fino a 180 km/h.

E VECCHIO

E la sorella con il due litri a benzina VVTi? In questo caso, la Avensis dichiara 150 cavalli a 6000 giri, una velocità di 192 Km/h e uno scatto 0-100 Km/h in 11,4 secondi, ma la coppia massima del quattro cilindri a benzina deve accontentarsi di 192Nm a 4000 giri e la manciata di sportività in più non vale il piacere di guida offerto dal diesel giapponese. Oltretutto, la sete di gasolio rimane contenuta in 6,5 litri/100Km nel ciclo combinato (8,6 litri/100Km per la 2.0i VVTi).

COME VA

Baricentro basso, peso contenuto, altezza ridotta. Con queste caratteristiche, non ci possono essere dubbi sulla volontà dei tecnici giapponesi di creare una monovolume taglia extra-large con caratteristiche di guidabilità simili a quelle di una station wagon o addirittura (dicono i giapponesi), simili a quelle di alcune berline di rango. Traguardo raggiunto? Non proprio, ma se il confronto con una berlina è forse eccessivo, le ambizioni della Avensis si traducono in un comportamento dinamico che fa dimenticare in fretta di andare a spasso con tre file di sedili e la giapponese si candida come alternativa "a tutto spazio" rispetto a più di una station wagon blasonata.

PARCHEGGIARE CON UN DITO

La posizione di guida vuole imitare quella di una berlinetta classica, anche se rimane la sensazione di essere seduti un po' troppo in alto per calarsi veramente nella parte del pilota sportivo. Lo sterzo può essere regolato con un'inclinazione quasi verticale e si lascia manovrare senza problemi sia in manovra, dove lo sforzo richiesto per parcheggiare la giapponese è davvero a prova di signora, sia in velocità, dove trasmette sempre il giusto feeling senza alleggerirsi in maniera eccessiva.

QUALE? IL DIESEL

Ma è la motorizzazione diesel a meritarsi i pieni voti: l'ottimo lavoro svolto dal D4-D, infatti, rende la Avensis versatile anche in città grazie alla generosa disponibilità di coppia ai bassi regimi e solo insistendo con il pedale del gas oltre i 3500 giri viene voglia di una manciata di cavalli in più. Anche la rumorosità del D4-D aumenta sensibilmente oltre i 3000 giri, ma viaggiando in souplesse si apprezzano i vantaggi di una buona insonorizzazione e di un'ottima efficienza aerodinamica. Stuzzicando la giapponese a freddo, infatti, le vibrazioni e la rumorosità caratteristiche dell'alimentazione a gasolio tradiscono le origini del motore, ma una volta in temperatura il diesel giapponese non ha nulla da invidiare a certe blasonate realizzazioni tedesche.

SE SI HA FRETTA DI ARRIVARE

Insistendo con una guida più sportiva, invece, il telaio continua a comportarsi educatamente e le sospensioni non fanno una piega, ma la tendenza sottosterzante si fa decisamente più marcata e vengono fuori i limiti di una leva del cambio sistemata in posizione troppo arretrata per poter essere manovrata con decisione. In ogni caso, le reazioni rimangono sempre molto prevedibili e solo affrontando un misto stretto con impeto eccessivo, bisogna fare i conti con una lunghezza di quasi cinque metri che non premia certo l'agilità. Nessun problema, invece, per quanto riguarda i freni che si affidano a dischi dal diametro maggiorato e devono fare i conti con un corpo vettura dal peso tutto sommato contenuto.

GASOLIO-BENZINA: 1-0

E il due litri a fasatura variabile? Ebbene, qui arriva forse la prima vera delusione della giapponese (o il grande merito del diesel). La versione a benzina 2.0i VVTi, infatti, non ha mai manifestato una reale superiorità rispetto alla sorella a gasolio e la rumorosità al minimo più contenuta non basta a sedurre chi bada alla sostanza. In compenso, la minore coppia motrice penalizza le riprese, costringe chi guida ad accanirsi sul cambio e la rumorosità sopra la soglia dei 4000 giri (e ci si arriva spesso per tirare fuori un po' più di grinta), aumenta prepotentemente

.

Per gli incontentabili, infine, la 2.0i VVTi è disponibile anche con un cambio automatico a quattro marce azionato da una leva "pistol grip" posizionata sulla plancia, ma la scelta di questo tipo di trasmissione va considerato solo in funzione di un utilizzo della Avensis unicamente votato al comfort.

 Cristiano Inverni
12 luglio 2001


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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