Prova su strada

Toyota Avensis D4-D


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25 anni fa -

La famiglia Avensis cresce ancora e festeggia l’arrivo di una nuova motorizzazione diesel a iniezione diretta common rail da due litri di cilindrata e 110cv che si affianca alla più anziana e già conosciuta sorella 2.0 Td da 90cv. Anche i samurai di casa Toyota, infatti, hanno deciso di non lasciarsi cogliere impreparati dalla crescente richiesta di motori diesel tecnologicamente più evoluti e si preparano a scendere nell’arena europea con la debuttante D4-D.

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LA NOVITA’

L’ultima creatura della dinastia Avensis ha sicuramente le sue armi migliori nascoste sotto il cofano, ma il nome di battesimo scelto per identificare la nuova arrivata non è altrettanto felice e si impone subito un chiarimento anagrafico. Arrivare in concessionaria e ordinare una Toyota Avensis SOL 2.0 Tdi D4-D 16v può fare felici solo gli amanti degli scioglilingua, mentre per gli amici la nuova giapponesina si chiama più semplicemente ‘D4’, ma attenzione a non cadere poi nella trappola di credere che la sigla D4-D identifichi una berlinetta con la trazione integrale. La sigla D4-D sta invece per turboDiesel 4 cilindri a iniezione Diretta common rail ed è proprio il nuovo cuore a gasolio della giapponese a esercitare il maggior fascino e costituire il vero punto di forza dell’ultima Avensis.

LA LINEA È QUELLA DI FAMIGLIA

e riprende tutti i tratti distintivi delle sorelle già in circolazione. Il frontale sfoggia l’immancabile calandra cromata, lo spoiler inferiore con presa d’aria e fendinebbia integrati e un piacevole mix tra sportività, aggressività ed eleganza. La fanaleria anteriore a mandorla ha uno sguardo severo e la profonda rastrematura del cofano motore aiuta la giapponese a sembrare più slanciata, più filante e più incisiva. Anche il lavoro svolto dai designer di casa Toyota per rendere più armoniose le fiancate è sufficientemente riuscito, le maniglie in tinta con la carrozzeria mascherano meglio la presenza delle quattro portiere e le superfici vetrate sono ben proporzionate.

PIEDI PICCOLI

Purtroppo, il fascino della giapponesina risente un po’ della mancanza dei cerchi in lega (optional), di un’eccessiva altezza tra il passaruota e il pneumatico posteriore e di una gommatura un po’ striminzita (195/60 R15), ma l’insieme è piacevole e la lista degli optional consente di porre rimedio ad ogni difetto. Anche la parte posteriore non brilla per originalità, ma è esente da critiche e non mancano dettagli raffinati come il terminale di scarico cromato.

ABITACOLO SOBRIO

Le stesse considerazioni valgono per gli interni: razionali, di buona qualità e confortevoli. Aprendo le portiere si nota immediatamente il morbido velluto utilizzato per il rivestimento dei sedili, le tinte sobrie ed eleganti, la buona qualità delle plastiche impiegate e l’immancabile, inutile e onnipresente finta radica. Tutti i comandi sono esattamente dove ci si aspetta di trovarli, la grafica è facilmente leggibile e l’abbondanza di vani portaoggetti rende più ordinata la vita di bordo: il cassetto del cruscotto è capiente come un gavone, le tasche dietro i sedili anteriori sono un pratico dettaglio e non mancano altri contenitori più o meno utili come il porta occhiali tra le alette parasole e la solita vaschetta con porta lattine anche all'interno del bracciolo posteriore.

LE ATTENZIONI PER GLI OCCUPANTI

della Avensis non sono finite e la giapponese sfoggia i sedili posteriori dotati di poggiatesta, il divano abbattibile separatamente per aumentare la capacità del bagagliaio (500 litri), le cinture regolabili in altezza e il finestrino lato guida con comando di salita-discesa automatica. Per quanto riguarda le dotazioni di serie, invece, la D4-D può contare sulla presenza di: doppio airbag anteriore, airbag laterali, ABS, climatizzatore manuale, specchi retrovisori elettrici e riscaldati, fendinebbia e antifurto.

CUORE HI-TECH

Certo, la linea è piacevole, le dotazioni sufficienti e il prezzo interessante, ma il vero punto di forza della Avensis D4-D è imbullonato sotto il cofano. Il nuovo motore common rail, infatti, è accreditato di 110cv a 4000 giri con una coppia massima di 250Nm già a partire da 2000 giri e prestazioni capaci di 195Km/h con un’accelerazione da 0 a 100Km/h in 11,4 secondi.

AL VOLANTE

La posizione di guida è buona, con il volante e il sedile guida regolabili in altezza e lo schienale con il supporto lombare che aiuta nei lunghi viaggi. La visibilità anteriore è panoramica e la percezione degli ingombri è limitata solo posteriormente, mentre le operazioni di imbarco sia anteriore sia posteriore sono agevoli anche per chi supera il metro e ottanta.

MOTORE GENEROSO

La pedaliera non risulta eccessivamente disassata e il piede sinistro ha sufficiente spazio per riposarsi dal lavoro con la frizione che non brilla per progressione e rapidità. Fortunatamente, la notevole coppia del turbodiesel risolve ogni problema e basta un filo di gas per evitare partenze a singhiozzo, rimediare alla lentezza dei cambi di marcia e consentire una marcia in totale relax anche nel traffico delle ore di punta. Il motore, infatti, asseconda perfettamente qualsiasi stile di guida; fluido quando serve, pronto alle sollecitazioni dell’acceleratore, agile negli affondi e progressivo negli allunghi autostradali.

DIESEL MODERNO

La rumorosità a freddo è avvertibile e tradisce l’anima a gasolio della D4-D, ma bastano pochi minuti e i decibel diminuiscono drasticamente lasciando pochi dubbi sulle qualità del quattro cilindri a iniezione diretta made in Japan. Una volta in temperatura, la Avensis scivola silenziosa nel traffico e il buon tiro ai bassi regimi non costringe il pilota a mettere alla frusta i 110 cavalli tirando il collo al motore e cercando la zona rossa del contagiri. CAMBIO LENTO Meglio così, perché sopra i 4000 giri la D4-D si fa decisamente più ruvida, la rumorosità aumenta sensibilmente e le prestazioni non migliorano di molto. Anche il cambio è più improntato a una guida stress-free e non ama essere maltrattato: gli innesti sono precisi, ma il comando è piuttosto lento e conviene sfruttare a fondo l’elasticità del motore prima di voler insistere con i cambi di marcia.

VIAGGI CONFORTEVOLI

Una volta in autostrada, si apprezzano la buona progressione, le eccellenti doti di ripresa nei sorpassi e la rumorosità contenuta. Le vibrazioni meccaniche sono sempre sotto stretto controllo, il diesel non alza mai la voce e solo a velocità prossime ai 170km/h si è costretti a regolare il volume dell’autoradio. Anche la climatizzazione è efficiente, il comando è intuitivo e le richieste di aria calda o fredda vengono prontamente esaudite.

ASSETTO DA CITTA’

Ma la giapponesina non è perfetta e se il motore viene promosso a pieni voti, la stabilità non ottiene gli stessi brillanti risultati. Intendiamoci, la Avensis non va certo in crisi facilmente, ma viaggiando a velocità elevate si ha la sensazione che le sospensioni piuttosto morbide non gradiscano particolarmente i repentini cambi di direzione e accusino un po’ troppo gli spostamenti d’aria laterali. Anche l’avantreno è morbido e gli inserimenti in curva non sempre hanno una precisione chirurgica, ma la D4-D si è rivelata sempre sicura e all’altezza della situazione consentendo lunghi viaggi in souplesse senza manifestare mai preoccupanti fenomeni di sovra o sottosterzo e comportandosi sempre in maniera prevedibile. PARSIMONIOSA Promossi anche i freni che sfoggiano una rinnovata dosabilità del pedale e una buona resistenza all’affaticamento, mentre i consumi sono degni di lode: la Casa dichiara un una sete di gasolio pari a 5.9 litri per 100Km nel ciclo combinato e se non si esagera con le partenze in stile bruciasemafori, il dato viene confermato nella guida di tutti i giorni.

di Chris Winters
28 febbraio 2000

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