Prova su strada

Mazda MX-5 my 2001


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Dopo aver sedotto anche gli scettici, conquistato i fanatici made in England e corrotto i puristi dell’open air, la più inglese di tutte le giapponesi si rifà il trucco per piacere ancora di più. Presentata nel 1989, la piccola "scoperta" con gli occhi a mandorla è riuscita a entrare nel Guinness dei Primati come la spider più desiderata di tutti i tempi, superando il traguardo del successo con oltre 250 fan club sparsi in ogni angolo del pianeta e 570.000 esemplari venduti in tutto il mondo.

LA NOVITÀ

Con una responsabilità così grande sulle spalle il rischio di deludere tanti piloti innamorati era enorme e mettere le mani addosso alla bella giapponesina c'è voluto un bel coraggio. Ma il lavoro di maquillage è riuscito ancora una volta e la Mx-5 model-year 2001 è ora pronta per candidarsi al ruolo di Miss-Universo. La ricetta seguita dai tecnici e dai designer del Sol Levante è piuttosto semplice, ma tremendamente efficace: migliorare quanto più possibile il piacere di guida senza stravolgere una silhouette davvero senza tempo.

NIENTE RUGHE

Qualche ritocco qua e là per ringiovanire il look e una pennellata di nuove colorazioni distinguono l'ultima versione della Mx-5, ma le novità più intriganti sono nascoste dentro il cofano e sotto la pelle. Per quanto riguarda l'estetica, infatti, gli interventi si sono limitati a qualche lavoretto "di routine" per cancellare le prime rughe e mantenere intatto l'appeal. Il frontale sfoggia un nuovo fascione paraurti con i fendinebbia integrati, mentre la grande bocca anteriore si è fatta più aggressiva e conferisce alla MX-5 un accattivante "effetto squalo". Anche lo sguardo ha guadagnato in grinta grazie ai nuovi fari (più potenti), ma per godere pienamente della pulizia di forme della spider orientale bisognerebbe proprio strappare via la targa anteriore.

PIÙ MUSCOLOSA

Posteriormente, gli interventi si sono limitati alla solita fanaleria (ora con vetri bianchi) e ai passaruota allargati (ma solo per la più feroce 1.8 Sport). Le novità più importanti sono quelle che non si vedono, ma si sentono benissimo. Innanzitutto il nuovo motore 1.8 con fasatura variabile, in grado di erogare 146 cavalli, e una serie di dettagli studiati ad arte per esaltare al massimo il piacere di guida: maggiore rigidità strutturale, migliore resistenza alla torsione, nuovi supporti per il motore, interventi su aspirazione e scarico per accordare la voce, una bella cura per aumentare il comfort acustico e un'iniezione di sicurezza in più. Quest'ultima può contare sul doppio airbag di serie con sensore di disattivazione automatica per quello del passeggero in caso di sedile non occupato. Può contare inoltre sugli interventi effettuati per migliorare l'efficacia del servofreno, sulla maggiorazione dei dischi per la motorizzazione 1.8 e sull'aggiunta dell'EBD per tutte le versioni con ABS.

ENGLISH STYLE Per gli interni, i designer giapponesi non hanno trascurato proprio nulla e aprendo le portiere ci si accorge immediatamente che l'atmosfera "old England" è rimasta più o meno la stessa, ma le modifiche sono al passo coi tempi. I sedili avvolgenti "simil Porsche" con poggiatesta integrato sono la prima cosa che salta all'occhio; la strumentazione ha ora il fondo bianco, le cornici cromate e l'illuminazione ambra; i pannelli porta sfoggiano un nuovo design e il tunnel centrale merita un applauso per aver saputo mascherare i soliti buchi portalattine con due coperchi.
Ma le attenzioni non sono finite e la MX-5 si concede il lusso di un bel volante Nardi (in pelle o in radica a seconda delle versioni), del deflettore frangivento e del lunotto termico posteriore in cristallo, anche se molti rimpiangono la prima versione con il lunotto in plastica apribile che consentiva di viaggiare in città con il cranio all'ombra, i finestrini abbassati e una finestra posteriore spalancata.

UN RICCO GUARDAROBA

Per quanto riguarda gli allestimenti, la MX-5 si presenta con due motorizzazioni (1.6 da 110CV e 1.8 da 146CV), cinque differenti soluzioni e prezzi in grado di soddisfare davvero tutte le esigenze (da 36.600.000 a 46.950.000 lire). Gli allestimenti sono completi già a partire dalla 1.6 base che però non prevede l'ABS di serie. Salendo con le ambizioni, si arriva fino alla 1.6 High che si concede il lusso delle finiture in radica e i sedili in pelle beige riscaldati (per viaggiare a cielo aperto anche a gennaio), ma il climatizzatore rimane un optional da 2.200.000 lire anche per la più accessoriata delle milleotto. La tradizione è salva e chi vuole giocare a fare l'inglese a tutti i costi è accontentato, ma provate a stare fermi in coda a Ferragosto.

SOLO PER VERI SPORTIVI

Anche lo spazio interno è rimasto più o meno lo stesso (cioè pochino), ma per stare comodi non si è ancora costretti a seguire una dieta ferrea. Poche concessioni al superfluo, invece, per quanto riguarda gli effetti personali: l'abitacolo è ridotto all'osso e il bagagliaio (con il ruotino di scorta) consente di caricare poco più di un paio di sacche per un week-end romantico e molto "intimo". Del resto, la Mx-5 è un'auto per sportivi e puristi che troveranno nella nuova 1.8 pane per i loro denti. A partire dalla versione 1.8 base, infatti, la giapponesina si arricchisce di sospensioni sportive e differenziale Torsen, mentre l'allestimento Sport raggiunge il massimo con i cerchioni da 16 pollici e il cambio manuale a sei marce. A questo punto non resta che catturare una MX-5 1.8 Sport e partire a tutto gas.

AL VOLANTE

L'abitacolo è sartoriale in tutti i sensi e una volta scesi al volante ci si sente la MX-5 cucita addosso, ma senza accusare il benché minimo senso di oppressione. Lo spazio è sufficiente più o meno per tutti e si guida leggermente distesi (all'inglese appunto) con le gambe allungate e il volante verticale. Quest'ultimo, è uno sportivissimo Nardi a tre razze posizionato in maniera esaltante (cioè perfettamente verticale) per chi ha dimestichezza con la trazione posteriore, ma la mancanza di qualsiasi regolazione non semplifica le cose a chi supera il metro e ottanta.

BARICENTRO BASSO

Una volta sistemato il sedile, si ha il tempo per apprezzare la posizione di guida con il baricentro basso, il tunnel centrale rialzato al punto giusto e una leva del cambio dalle proporzioni commoventi: corta, con i rapporti ravvicinati e una manovrabilità che si lascia addomesticare con un semplice movimento del polso. Le sei marce aggiungono quel tocco di sportività in più che suona come un invito ad accendere immediatamente il motore e mettere alla frusta i 146 cavalli sotto il cofano.

D’OBBLIGO IL PUNTA TACCO

Bastano pochi chilometri per rendersi conto che l'adozione della fasatura variabile ha regalato una bella iniezione di coppia (ora di 168Nm a 7000 giri) e che le sei marce consentono di sfruttare tutti, ma proprio tutti i cavalli sotto il cofano, fino al punto di volerne ancora una manciata in più. La pedaliera perfetta per il punta-tacco, l'ottimo lavoro del telaio e la taratura del differenziale Torsen, infatti, lasciano poco spazio alle passeggiate e fanno immediatamente capire di essere pronti a regalare un fuorigiri di divertimento.

LE PIACE SCODARE

L'agilità con cui ci si muove al volante della MX-5 è a prova di traffico, ma non appena la strada si libera e il piede si fa pesante, l'ago del contagiri sale senza sosta fino ai 7000, il motore spinge con una buona progressione e il piacere aumenta di pari passo. Quando poi arrivano le prime curve, allora diventa impossibile trattenere un sorriso misto di soddisfazione e di sfida. Perfetta in inserimento, infatti, la MX -5 sfoggia una distribuzione dei pesi ottimale e consente di godere fino in fondo i piaceri della trazione posteriore senza chiedere troppa abilità in cambio. Il retrotreno si alleggerisce facilmente e la tendenza a qualche "scodata" è dietro l'angolo, ma la MX-5 regala sempre il giusto preavviso, si riallinea senza difficoltà e bastano pochi minuti per ritrovarsi a cercare le pozzanghere, l'asfalto più viscido o il pavé del centro.

ADRENALINA GRATIS

Spingendo a fondo, la velocità supera i 200Km/h (208Km/h dichiarati), ma una spider come la giapponesina non è fatta per vincere i record casello-casello in autostrada. Molto meglio privilegiare l'accelerazione che, nel caso della milleotto Sport fa registrare un tempo buono, ma non eccezionale: 8,4 secondi per lo scatto 0-100 Km/h. Cronometro a parte, la sensazione di sportività è comunque molto appagante, facile da gestire e subito in sintonia con lo stile di guida del pilota. In poche parole, i tecnici Mazda sono riusciti a fare centro ancora una volta e la Mx-5 regala adrenalina ben oltre i dati puramente numerici.

PIACERE PER GLI ORECCHI Anche il "sound" dello scarico è stato aggiornato

per aumentare il piacere di guida, mentre una bella cura acustica ha eliminato quasi tutti i rumori molesti e i fruscii tipici di una spider. A questo punto, per laureare a pieni voti la giapponese, mancano solo i freni e i consumi. I primi sono sembrati efficaci al punto giusto, ma la breve prova a cui è stata sottoposta la 1.8 Sport non ha consentito di verificarne a fondo la resistenza all'affaticamento, mentre i consumi rientrano nei valori dichiarati solo se si viaggia con il piede leggero, cioè mai.

Cristiano Inverni


22 marzo 2001

Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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