Prova su strada

BMW X5 V8 4.4


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -

Dopo le SUV arrivano le SAV, più inclini all'attività che all'utilità. Bmw inventa il nuovo acronimo e a ragione si distingue dalle SUV: la prima della famiglia X, la X5, merita una S maiuscola, così sportiva da potersi misurare sul circuito del Nürburgring con la M3 subendo un distacco di soli 30 secondi. E, prodotta nello stabilimento americano di Spartanburg, di spartano non ha proprio nulla.

 

LA NOVITA'

Il meglio di due mondi, recita lo slogan Bmw coniato per la X5, ovvero lusso e sportività delle berline con l'elica bianco-blu uniti a doti fuoristrada. E già nello stile la X5, prima di una famiglia cui si uniranno anche X3 e X7, è differente. simile a una Serie 3 touring ipervitaminizzata, la X5 ha grinta sportiva malgrado dimensioni imponenti (466x187cm, 170cm in altezza): 15 centimetri più corta di una Serie 5 e 2 più larga di una Serie 7. Frontale inconfondibilmente Bmw, scalfature e griglie sul cofano, parafanghi bombati pronti a ospitare cerchi di misura fino a 19 pollici e profonde scalfature anche sulle fiancate rendono la linea piena di grinta. La coda, con i tipici fanali a L Bmw, è più furgonesca a causa di dimensioni difficili da snellire.

SPAZIO PER TUTTI

L'abitacolo è a misura di famiglia, con posti anteriori comodi e un divano posteriore king-size. Sedili grandi e confortevoli, climatizzatore automatico efficace, tante tasche ovunque per tenere tutto a portata di mano, grande luminosità rendono l’abitacolo della X5 un bell’habitat in cui vivere. Stile e qualità costruttiva non hanno nulla da invidiare alle berline Bmw. Classica strumentazione racchiusa in una palpebra tonda, classici comandi secondari, plancia bicolore… la X5 non ha caratterizzazioni supermacho all’interno.

IL BAGAGLIAIO

è a prova di famiglia, con 465 litri di volume utile che diventano 1.550 a sedili posteriori abbassati. Il portellone è diviso in due, con uno schema stile Range Rover: lunotto apribile verso l’alto e ribaltina inferiore in grado di sopportare 200kg. Il bagagliaio è profondo e il piano di carico è molto alto: ai meno alti è consigliato il piano di scarico scorrevole che consente di caricare all’esterno e di far scivolare facilmente tutto all’interno del bagagliaio.

SCOCCA PORTANTE

La X5 è in tutto e per tutto un’automobile, con carrozzeria portante, sospensioni anteriori McPherson e posteriori multilink copiate da quelle della Serie 7. Le sospensioni posteriori sono anche autolivellanti, in grado di mantenere l’assetto costante indipendentemente dal carico. Struttura da auto, più che da fuoristrada, formula a cui si avvicinano sempre più anche le fuoristrada DOC come la Pajero di Mitsubishi.

L’ANIMA OFFROAD

comunque non manca ed è un’anima cibernetica. La trazione integrale permanente trasmette in condizioni di guida normali il 68% della potenza alle ruote posteriori e il restante 38% a quelle anteriori. Non sono previste le marce ridotte e i tre differenziali non sono autobloccanti o bloccabili: a tutto provvede l’elettronica. ADB-X (Automatic Differential Brake) è il dispositivo che frena ogni singola ruota e, se necessario, taglia potenza al motore quando le ruote perdono aderenza. È integrato con l’HDC (Hill Descent Control), un sistema azionabile premendo un tasto sulla console fino a 50 km/h, che aiuta nelle discese ripide stabilizzando la velocità tra 5 e 10 km/h senza intervento del pilota agendo sulle singole pinze freno. ADB-X e HDC sono la parte offroad del sistema DSC, il controllo di stabilità che governa anche ABS, CDB (Cornering Brake Control: assiste nelle frenate in curva) e DBC (Dynamic Brake Control: ottimizza la frenata).

L’ANIMA SPORTIVA

, oltre che nell’assetto da vera Bmw e nei sistemi elettronici di controllo di stabilità e frenata, ronfa sorniona sotto il cofano. È il cuore V8 da 4,4 litri, capace di ruggire fino alla corsaiola potenza di 210 kW (286CV), con la spaventosa coppia massima di 440Nm a 3.600 giri. Quanto basta per consentire alla X5 di raggiungere i 100km/h partendo da fermi in 7,5 secondi, più o meno quanti ne impiegano la 528 berlina o la 328 touring. La velocità massima è di 207 km/h, ma si può richiedere uno Sport Pack (5,6 milioni), con cerchi da 19 pollici e assetto ribassato, che consente di raggiungere i 230 km/h. IL V8 è abbinato a un cambio automatico a 5 marce con comando Steptronic, utilizzabile anche con comando sequenziale.

L’ANIMA CINQUE STELLE

Inutile dire che nei 119,5 milioni richiesti per assicurarsi una X5 4.4 è compresa una dotazione sibaritica. Oltre al climatizzatore automatico con filtro e ricircolo automatico, ai profili in radica, a tutti i congegni elettronici per il controllo dinamico (ABS, DSC…), al computer di bordo e a tutti gli altri dispositivi e gadget che non mancano su una ammiraglia, la X5 offre fari allo Xeno, impianto stereo Business con 10 altoparlanti, cerchi in lega da 18 pollici, retrovisori, getti lavavetri e serratura lato guida riscaldabili, cambio Steptronic e 8 airbag.

74 OPTIONAL

Se non sembra sufficiente, una lista di 74 optional può soddisfare i più esigenti (Gps, TV, vetri scuri, cerchi da 19 pollici, rivestimenti in pelle, sedili sportivi, doppi vetri laterali, climatizzatore per i posti posteriori, airbag laterali posteriori…) e per gli incontentabili c’è il programma Individual.

LE ALTRE X5

Oltre al V8 4.4 saranno disponibili entro la fine dell’anno anche due motori a sei cilindri tre litri: il turbodiesel sportivo (135kW, 184CV, 390Nm a 2.000 giri, 200km/h, 0-100 km/h in 10 secondi)e un nuovo 3 litri a benzina (170kW, 231CV, 300Nm a 3.400 giri, 206km/h, 0-100km/h in 8,8 secondi). Circa 91 milioni per la X5 3.0d, circa 89 per la X5 3.0.

AL VOLANTE

18 centimetri più alta rispetto a quella della Serie 5, la posizione di guida della X5 offre una visione decisamente panoramica e richiede un certo sforzo per arrampicarsi fino al sedile. Raggiunta la vetta, abbassando al massimo il sedile si ottiene una posizione di guida non troppo verticale, quasi automobilistica, comoda anche dopo ore al volante. La visibilità è ottima in tutte le direzioni anche se, a volte, l’altezza della carrozzeria nasconde gli ostacoli. La disposizione dei comandi è familiare al Bmwuista, anche se lo schermo del navigatore satellitare è troppo orizzontale e spesso è illeggibile a causa dei riflessi.

DELIRIO DI ONNIPOTENZA

Persone deboli di carattere, al volante della X5 possono lasciarsi prendere la mano. La posizione elevata rispetto ai sudditi, la fabbrica di potenza infinita che sta sotto il cofano, la sicurezza e la facilità con cui si guida a velocità proibitive scatenano una sensazione di onnipotenza. L’effetto panzer, l’istinto di superare le altre auto passando loro sopra è a portata di mano.

LA POTENZA

Il motorone V8 è un servo fedele: pronto a scatenarsi a qualsiasi regime, si lascia guidare con piglio da pista, sempre vicino alla zona rossa del contagiri, senza mostrare segni di insofferenza. È una forza della natura (o della tecnica…), ruggisce come una tigre indispettita e scatta con la stessa grinta. Si preme il pedale e la schiena si schiaccia nel sedile. Ottimo partner è il cambio automatico, dolce e ammiragliesco nella guida tranquilla, offre la possibilità di scegliere la marcia desiderata tra le cinque disponibili con il comando sequenziale Steptronic: è sufficientemente veloce nelle cambiate ma non consente di programmare le scalate e, se si seleziona la cambiata troppo presto, il sistema la dimentica e lascia entrare in curva con il rapporto lungo. A qualcosa dovrà pur pensare anche il pilota…

LA TEMPERANZA

Un cuore così generoso potrebbe essere un’arma impropria in mano al pilota sbagliato. A riportare tutto in limiti di sicurezza idiot proof pensa mamma BMW. Il telaio, anche disinserendo il controllo di stabilità, tiene fede alla recente tradizione BMW di telai perfetti. Le due tonnellate della X5 danzano tra curve strette, controcurve e tornanti con la grazia di una ballerina e assicurando un grande piacere al pilota che ha sempre il controllo millimetrico della traiettoria. Un risultato davvero sorprendente per una fuoristrada di tali dimensioni e peso. La X5 è più facile e più sportiva da guidare che la Serie 5. Al telaio supersicuro, sono abbinati freni molto efficaci e in grado di resistere a ripetute staccate da gran premio senza stancarsi troppo.

L’OFFROAD

Anche sullo sterrato, con la X5 si guida velocissimi senza patemi d’animo. Impossibile far slittare le ruote anche premendo a fondo sul pedale dell’acceleratore: è sufficiente che soltanto una ruota abbia aderenza perché la X5 si muova senza che il pilota si accorga di nulla. Le sospensioni rigide sopportano bene anche uno stile di guida dakariano, per resistenza e facilità di guida.

IL COMFORT

La sportività della X5 si paga in termini di comfort: l’assetto è sportivo, un po’ rigido, e la X5 sente tutte le irregolarità della strada, con un effetto poco piacevole sugli avvallamenti: la carrozzeria segue fedelmente il profilo della strada inclinandosi e raddrizzandosi, un effetto poco indicato per i bambini dal mal d’auto facile, che diminuisce all’aumentare della velocità. Di buon livello, per un’auto dal profilo di una cassaforte, il comfort acustico, meccanico e aerodinamico.

di M.A.Corniche
16 maggio 2000

Vai alla prova della Bmw X5 3.0d


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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