Prova su strada

Alfa Romeo 156 Selespeed 156 Q-System


Avatar Redazionale , il 01/08/01

20 anni fa -


Alla fine del 1998 erano già 200.000 gli ordini per la 156, con 155.000 immatricolazioni. Un successo che ha riportato il marchio del Biscione ad avere una quota di mercato interessante anche all’estero, rubando clienti ad altre Case.

LA NOVITÀ  Il cuore sportivo continua ora a evolversi e, oltre a due nuovi colori (blu e verde), arrivano anche due nuovi cambi.

SELESPEED è un cambio manuale robotizzato, che provvede cioè a cambiare marcia senza premere la frizione e senza manovrare una leva tradizionale. Simile nel principio di funzionamento a quello adottato dalla Ferrari F355 F1, il Selespeed si comanda grazie a due tasti posti sul volante, con il + a destra per inserire un rapporto più lungo e con il - a sinistra per scalare, o manovrando la leva posta sul tunnel, in avanti per aumentare, all'indietro per scalare. La retromarcia si inserisce spostando la leva a destra e poi indietro, come nelle auto con il cambio normale. Il cambio è un normale cinque marce che grazie a tre attuatori inserisce da solo le marce gestito da un software intelligente. Così intelligente da fare la doppietta in scalata per inserimenti più facili e dolci, da anticipare la scalata a seconda di quanto si frena, a cambiare rapproto quando si raggiunge il fuorigiri e da innestare la prima automaticamente quando ci si ferma. A seconda, poi, di quanto si accelera, il programma gestisce la cambiata con tempi differenti, entro un secondo in condizioni di guida normali, fino a mezzo secondo per una cambiata completa se si tiene il piede a fondo sull'acceleratore. Il comando del gas è elettronico, così che si può tenere premuto il pedale anche tra una cambiata e l'altra poiché a togliere gas quanto basta ci pensa l'elettronica. Si può anche saltare marcia, programmare un quarta-seconda che il sistema provvederà a inserire non appena possibile. È prevista anche la funzione City che trasforma il Selespeed in un cambio completamente automatico, subito disinserita appena si chiede una marcia differente da quella selezionata automaticamente. Abbinato per ora soltanto alla motorizzazione 2.0 Twin Spark, le prestazioni non cambiano rispetto al modello manuale, anche perché il cambio è sempre lo stesso: 216 km/h di velocità massima, 0-100 km/h in 8,6 secondi e consumi medi nell'ordine degli 11,8 km/litro.

Q-SYSTEM Se Selespeed è un cambio manuale un po' automatico, Q-System è invece un cambio automatico un po' manuale. L'automatico a quattro rapporti di produzione giapponese abbinato al motore V6 2.5 ha ora nuove posizioni della leva oltre alla solita griglia P-R-N-D. Spostando la leva verso sinistra, si possono selezionare quattro nuove posizioni, che corrispondono alle quattro posizioni canoniche di un cambio manuale tradizionale a quattro rapporti. Prima in alto a sinistra, seconda in basso, e poi, più a destra, terza in alto e quarta in basso. Un'alternativa alla solita posizione + e - inventata da Porsche per il cambio Tiptronic e ormai seguita anche da altri costruttori. Una vera alternativa manuale alla guida con il cambio automatico. Nella guida automatica, il cambio prevede tre programmi di gestione: City, per la guida relax, Sport, con cambi marcia a regime più elevato, e Ice, per la guida su fondi a scarsa aderenza. Quando si utilizza il cambio nella posizione Q-System, quella manuale, il cambio è totalmente manuale e non interviene nemmeno in caso di fuorigiri. Le prestazioni dichiarate sono un poco inferiori a quelle del V6 2.5 manuale: 227 km/h (contro 230), 0-100 km/h in 8,5 secondi (7,3: è il dato più penalizzante) e consumo medio nell'ordine degli 8,5 km/litro (8,7).

I PREZZI Rispetto alle versioni con cambio manuale, la Selespeed costa circa 3 milioni in più, la Q-System poco più di 3 milioni in più. Prezzi in linea e anche inferiori rispetto al prezzo dei cambi automatici della concorrenza.

AL VOLANTE La 156 è una berli-coupé, bassa e filante all'esterno e anche all'interno. L'abitacolo offre spazio quanto basta e la strumentazione simil-Giulia divisa in due grandi strumenti evoca prestazioni sportive. L'impostazione del posto di guida consente di impostare una posizione corretta anche per la guida sportiva. Anche i motori 2.0 TS e 2.5 V6 sono ben calibrati sull'immagine della 156, sportivi al punto giusto con la classica grinta Alfa. E anche i due nuovi cambi sono stati studiati e pensati sulla immagine sportiva della 156.

LA SELESPEED Il primo dubbio che sorge a tavolino pensando al cambio Selespeed è se i due tasti sono sempre ben raggiungibili anche in curva, senza essere costretti a ricorrere alla leva sul tunnel e tenendo ben salde le mani sul volante. Anche su curve strette, e perfino su alcuni tornanti, lo sterzo diretto della 156 consente di tenere sempre sotto i pollici i due pulsanti, pronti a selezionare il rapporto desiderato. Si parte innestando la prima, operazione confermata dal display inserito nella zona rossa del contagiri che indica via via il rapporto (o il programma) inserito. La 156 parte dolcemente, dosando bene gas e frizione come potrebbe fare un automobilista provetto, soltanto un piccolo scatto appena percettibile appena l'auto si muove e poi la partenza avviene con dolcezza anche quando si preme a fondo l'acceleratore. Le cambiate verso l'alto non sono entusiasmanti, soprattutto se si tiene premuto il piede destro. Proviamo allora a tirare le marce, per provare anche la cambiata veloce, quella da mezzo secondo, ma tra una marcia e l'altra il cambio crea sempre un poco di buco, con le teste che si spostano un poco avanti, anche se in misura inferiore. Entusiasmante è sempre la scalata. E non solo perché è sempre perfetta, dolce e veloce, ma anche perché la doppietta, il punta tacco virtuale del computer, è un vero gioco da bambini. Diventa un po' imbarazzante quando ci si deve semplicemente fermare a un semaforo, ma è davvero ben gestita dal software che governa cambio e motore. Si utilizzano sempre i tasti sul volante, e si tocca la leva soltanto per inserire la retromarcia, operazione confermata da un bip bip che evita partenza sgommando all'indietro. Anche la funzione City è una opzione interessante: i cambi marcia sono forse un poco più dolci ed è molto comodo lasciare il comando alla centralina elettronica non solo nel traffico cittadino, ma anche quando il vero divertimento è un po' di relax.

LA Q-SYSTEM Sembra un paradosso, ma forse ancora più sportivo è il Q-System, e non soltanto perché è abbinato al motore V6. L'idea della leva a quattro posizioni è tanto semplice quanto intelligente. Il Q-System si guida in manuale senza problemi da subito: le posizioni sono istintive e la leva produce perfino un rumore simil-meccanico che conferma l'inserimento. I cambi sono veloci e senza strappi, con il convertitore che lavora egregiamente per rendere dolci e sicure anche le staccate. Anche la posizione Sport, totalmente automatica, garantisce buone soddisfazioni, anche se va utilizzata nella guida davvero sportiva poiché il cambio tiene rapporti anche bassi fino a quando non raggiunge il regime prestabilito: ottimo quando ci si trova in curva, costringe a passaggi in seconda su di giri anche quando non serve. Dolcissimo il programma City che, morbido nelle cambiate, sfrutta al meglio la coppia del V6.

di M.A Corniche
Rapallo, 19 gennaio 1999


Pubblicato da Redazione, 01/08/2001
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