Autore:
Luca Cereda

Non fermatevi al nome - pescato direttamente dall’albero genealogico di Opel - che lascia effettivamente un po’ tiepidi. E nemmeno al look: la Karl ha un’aria simpatica, rassicurante ma è difficile notarla nel traffico. E’ al volante che la piccola tedesca dà il meglio. E volendo spendere un po’ di più, la si può equipaggiare come una berlina in miniatura (vedi la versione Cosmo nella nostra gallery).

QUALITA’ DEGLI INTERNI
La veduta dal posto guida è a tinte fosche. Una plancia total black, cui non mancano plastiche dure, appaganti più per l’occhio (con l’alternarsi di superfici lucide e opache) che per i polpastrelli. Tuttavia, dentro la Karl non dà affatto l’impressione di essere un’auto cheap. E’ ben costruita, i sedili hanno rivestimenti di qualità (per il segmento), anche se non sono particolarmente avvolgenti. Il design moderno del cambio e altri micro-dettagli si staccano dai canoni delle utilitarie.

CON (O SENZA) GLI AMICI
I suoi 3 metri e 68 cm non sono pochissimi per la categoria, eppure lo spazio non abbonda, soprattutto in seconda fila (configurabile a due o a tre posti), cui si accede da un ingresso stretto per via del taglio delle porte posteriori. Ciò nonostante due passeggeri, anche corpulenti, si possono accomodare senza troppi sacrifici. Ma se viaggiate in compagnia è bene farlo con lo stretto (facciamo pure strettissimo) necessario: il bagagliaio, poco capiente (206 litri fino a un massimo di 1013) e poco profondo, invita all’austerity.

IN CITTA’
Nel suo habitat naturale la Karl ha due assi nella manica. Il primo è lo sterzo, che in manovra è una piuma per poi prendere consistenza al crescere delle velocità in modo piacevolmente progressivo. Il secondo è il motore, un mille tre cilindri benzina da 75 cv che vibra pochissimo, è ben insonorizzato e riprende bene anche a marce alte. In città, come nel misto, la guida è quasi brillante, complice un assetto sempre prevedibile e un cambio secco negli innesti. Volendo la Karl c'è anche automatica con un cambio robotizzato a 5 marce.

LOST IN THE WEEKEND
Allontanandosi dai palazzi la Karl non mostra il fianco, anzi. Il comfort acustico è più che onesto – nei limiti di una citycar, ovviamente – come pure i consumi: 5,3 l/100 km nell’extraurbano e 6,7 l/100 km in autostrada, dice il computer di bordo a fine test-drive. A supportare lunghi viaggi ci sono, volendo, anche il cruise control e l’avviso di uscita involontaria dalla corsia di marcia (solo nella top di gamma). Weekend al mare? In due, tutto liscio; in quattro bisogna centellinare i bagagli.

QUALE PRENDO?
Si parte, di listino, in doppia cifra, a quota 10.050 euro – anche se sconti e promozioni di norma non mancano. Comprando una Karl base, però, clima manuale (800 euro) e radio (400 euro) si pagano a parte. Non dico di arrivare ai lussi di una Cosmo (clima automatico di serie), ma puntare sulla versione intermedia, la Karl n-Joy potrebbe valere la pena. A partire da 11.750 (di listino) entrano il divanetto frazionato, i 5 posti, cruise, Bluetooth e sterzo ad assistenza variabile. Tra poco si potrà avere anche bifuel benzina/GPL con prezzi di listino da 13.300 euro.      

 

SCHEDA TECNICA
Dimensioni:
368x160x148
Posti: 4 o 5
Motori: 1.0 benzina da 75 cavalli, 1.0 benzina/Gpl da 75 cv
Cambio: manuale a 5 marce o robotizzato a 5 marce
 


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