Autore:
Emanuele Colombo

UN CHIP IN OGNI COSA HP con Bmw, Nike, Autodesk, Siemens e tanti altri big collaborano per fare della stampa 3D un fenomeno di massa a livello industriale. Le ricadute sui consumatori? Saranno enormi. La stampa 3D sarà infatti la chiave per poter realizzare gli oggetti on-demand: per esempio per abbattere i costi di magazzino nel settore dei ricambi e rendere questi ultimi più economici. La stampa 3D rende anche possibile annegare chip e sensori nei componenti prodotti, in piena sintonia con la tendenza tecnologica dell'Internet Of Things.

INTERNET OF THINGS Tutto ciò renderebbe possibile, per esempio, tracciare ogni singolo pezzo prodotto: un dettaglio utile ai fini dei controlli di qualità, che avrebbe ricadute anche sulla sicurezza, perché auto, moto e qualunque altro oggetto diverrebbero molto più rischiosi da rubare se ogni loro pezzo fosse marchiato da un chip al suo interno. Infine, come abbiamo già spiegato nel servizio sulla Smart Mobility, la sensoristica annegata nelle parti potrebbe segnalarne per tempo l'usura, rendendo più efficace ed economica la manutenzione periodica.

LA SOLUZIONE DI HP Secondo HP, la sua nuova tecnologia Jet Fusion 3D Printing Solution è unica nella sua capacità di gestire più di 340 milioni di voxel (cioè i pixel tridimensionali) al secondo e per questo offre una combinazione di velocità, qualità e costi mai vista prima nel settore. Tutti elementi che, in prospettiva, potrebbero condurre le aziende a ripensare completamente il modo in cui progettano e forniscono soluzioni ai loro clienti.

IL PARERE DEI PARTNER "BMW è tra i primi ad aver adottato tecnologie innovative nel settore dell’additive manufacturing, soprattutto nella prototipazione delle concept car. Per il futuro vediamo un grande potenziale nella produzione di parti in serie e delle customizzazioni", dice Jens Ertel, capo del BMW Group Additive Manufacturing Center. “In Nike facciamo innovazione per i migliori atleti al mondo”, dice invece Tom Clarke, Presidente dell'Innovazione di Nike, che aggiunge: “Negli ultimi anni abbiamo utilizzato la stampa 3D per creare nuove calzature. Collaborare con HP accelera la ricerca di nuovi prodotti che permettono agli atleti di sfruttare a pieno il loro potenziale”.

PROFETA IN PATRIA HP stima che in futuro realizzerà con tecnologia Multi Jet Fusion fino al 50% delle parti in plastica delle sue stampanti 3D, invece che con i metodi produttivi tradizionali. La prima macchina di questa serie ad arrivare sul mercato sarà, a fine 2016, la HP Jet Fusion 3D 4200, più orientata alla produzione vera e propria al minor costo possibile; nel 2017 sarà la volta della 3200 che è progettata per dare il massimo nella prototipazione rapida, con costi a partire da 120 mila euro.


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