Test ride
Yamaha Niken 850: la nuova moto a 3 ruote

Yamaha Niken 2018:
la prova su strada

Ecco la nostra prova su strada (bagnata) e le opinioni sulla Yamaha Niken 2018: l'attesissima moto a tre ruote

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Autore:
M.A. Corniche

TRE RUOTE IS MEGLIO CHE TWO? Quando guardo la Yamaha Niken, la prima moto a tre ruote, penso al centauro. Non al motociclista che le monterà in sella e si divertirà a buttarla in piega ma al centauro inteso come figura mitologica, metà uomo e metà cavallo. La Yamaha Niken, con il suo corpo da moto sportiva e il suo frontale da Transformer, è una moto a tutti gli effetti, ma mette insieme il meglio di due mondi unendo il divertimento della guida fisica di una moto alla precisione e alla solidità (e alla sicurezza) di un avantreno che appoggia su due ruote. Due ruote come un’auto, ma che vanno in piega come una moto. L’obiettivo del progetto Niken è massimizzare le performance in curva, per una guida divertente ma stress free.

DAVANTI LA RIVOLUZIONE Fino al cannotto di sterzo la Yamaha Niken è a tutti gli effetti una moto sportiva o, meglio, una sport tourer: telaio a traliccio in acciaio con forcellone e attacco del forcellone in alluminio, sella comoda per due, codone appuntito e un bel motorone tre cilindri 847 cc. Davanti, invece, c’è la rivoluzione. Ci sono due ruote che piegano come tutte le ruote anteriori delle moto, coordinate da un sofisticato sistema di bracci, leveraggi e boccole studiati per anni dagli ingegneri Yamaha al fine di non perdere nulla del divertimento di guida di una moto.

IL GIUSTO EQUILIBRIO Delle tre ruote della Yamaha Niken, la posteriore ha una gommatura generosa taglia 190/55 R 17 mentre le due ruote anteriori sono da 15 pollici gommate 120/70 (le medesime misure della ruota anteriore del T-Max) con pneumatici studiati ad hoc da Bridgestone, la giusta misura secondo i collaudatori Yamaha per evitare l’inerzia dei 17” e la minore stabilità dei 13”. La carreggiata anteriore misura 410 millimetri, quanto basta per restare nell’omologazione delle moto.

DUE RUOTE QUATTRO STELI Le due ruote anteriori della Niken sono governate ognuna da due steli, montati all’esterno per raggiungere l’angolo di piega di 45 gradi, che non fanno nulla per nascondersi, vestiti in un bel blu elettrico. Dei due steli KYB abbinati a ogni ruota, in realtà, soltanto il posteriore da 43 mm ha funzione ammortizzante con una corsa di 110 millimetri, mentre l’anteriore da 41 mm ha funzione di guida e di stabilità della struttura per mantenere il perfetto allineamento tra le due ruote. Al posteriore monta un mono KYB regolabile nel precarico e in estensione.

BREVETTO ACKERMANN Il sofisticato sistema a doppio asse segue la geometria Ackermann, un brevetto del 1818 studiato per le carrozze a cavalli ma che è sempre valido in campo automobilistico, secondo cui la ruota interna alla curva deve avere un angolo di sterzo superiore a quella esterna per seguire fedelmente la traiettoria e non scivolare, così anche le due ruote anteriori della Niken seguono la traiettoria migliore per tutta la percorrenza di curva su qualsiasi fondo per una guida naturale e facile.

FACCIA CATTIVA A far da cappello al sistema LMW (Leaning Multi-Wheel) della Yamaha Niken c’è un bel cupolino a due piazze, largo ma piacevolmente affilato e sportivo, oltre che ben raccordato ai lati del serbatoio in alluminio da 18 litri. Ha una faccia aggressiva, la Niken, per far capire che non è la moto per chi in moto non ci sa andare, ma che è una moto sportiva. I fari LED sono accigliati, il profilo del cupolino è basso e un parabrezzino (non regolabile) si preoccupa di proteggere da vento e pioggia il centauro (quello che sta in sella) e anche un cruscottino digitale a fondo nero da supersportiva.

LE DIMENSIONI DELLA NIKEN Il muso è largo e piatto come quello di uno squalo, ma le misure non sono molto differenti da quelle di una Tracer 900, per esempio. La larghezza al manubrio è 885 mm contro gli 850 della Tracer, la lunghezza massima è 2.150 mm contro 2.160, l’altezza minima da terra è 150 mm contro 130 e la sella è a 82 cm da terra contro 85. Vorrete sapere quanto pesa… in ordine di marcia pesa 263 kg, con una distribuzione dei pesi 50/50 sui due assi, dichiara Yamaha, grazie anche alla posizione del pilota arretrata di 5 centimetri rispetto a una MT-09.

TRE RUOTE, TRE CILINDRI Il motore da 115 cavalli e 87,5 Nm a 8.500 giri deriva dal CP3 montato sulla Yamaha MT-09, riveduto e corretto nell’iniezione e nell’albero motore per privilegiare la coppia e adattarsi al meglio alle caratteristiche della Niken. Si può scegliere fra tre differenti settaggi del D-Mode - Direct Response, Normal Response e Softer Response che modificano la risposta del acceleratore - e altrettanti per il Traction Control TCS: spento, oppure più o meno invasivo. Per chi sceglierà la Yamaha Niken per viaggiare divertirsi in sicurezza è disponibile anche il cruise control e il cambio Quick Shift, attivo oltre i 20 km/h e sotto i 4.000 giri per salire di marcia.

IL PREZZO DELLA NIKEN Tornando dal futuro a considerazioni più terrene, non mi rimane che parlarvi del prezzo: costa 14.990 euro franco concessionario e il colore disponibile è uno solo (per la prevendita andate su https://niken.yamaha-motor.eu/). Le prime consegne sono previste tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre ma, se vi sentite innovatori, esperti, funzionalisti o siete soltanto curiosi e volete provarla prima, potete prenotarvi per una delle 34 tappe europee del Niken Tour in programma dalla metà di giugno fino a ottobre. Sono curioso anche e sono pronto per la prova su strada. Minaccia pioggia, il terreno ideale…

IN SELLA Mi avvicino alla Yamaha Niken e mi sento un po’ Ben Hur: vista da davanti mi sembrano due moto siamesi e monto in sella per guidarle come Ben Hur guidava più bighe contemporaneamente. La posizione in sella è comoda con misure azzeccate tra pedane, sella e manubrio, che è largo e con la giusta curvatura. La sella, invece, dopo un po' di chilometri inizia a farsi sentire un po’ dura. Il cruscottino digitale a fondo nero è ben leggibile anche se talvolta prende qualche riflesso.

AGILISSIMA In sella, anche da fermo la Niken sembra subito una normale moto a due ruote: non ha il blocco come gli scooter per tenerla in piedi da sola e se la inclino devo sostenere il peso esattamente come una normale moto a due ruote. Basta innestare la prima e percorrere due metri, poi, perché l’effetto Ben Hur svanisca immediatamente e i 263 kg di peso non si sentano per nulla. La Niken è agilissima, ha un raggio di sterzata da carrello del supermercato e anche le manovre in cui si usa tutto lo sterzo fino a fondo corsa, che creano qualche imbarazzo su una moto a due ruote, si fanno senza problemi. Anche al semaforo o agli incroci è facile stare in surplace come un ciclista senza mettere i piedi a terra.

IL GUSTO DELLA MESSA IN PIEGA L'agilità della Niken si conferma anche tra le curve, al passo come spingendo forte. Scende veloce in piega almeno fino a un certo grado di inclinazione e nel curva e contro curva si passa da una piega all’altra molto rapidamente, molto facilmente, scegliendo l’angolo giusto con precisione. Il passaggio da una curva all'altra è molto progressivo, molto facile, molto intuitivo.

SICURA E PRONTA A GIOCARE L’avantreno è granitico in ogni situazione, preciso e granitico non si muove mai dalla traiettoria impostata, sia che si incontri sporco sulla strada sia che si spalanchi il gas in curva. Il sottosterzo non esiste e se si dà troppo gas semmai la ruota posteriore, gonfiata a 3 bar, slitta e si drifta con facilità potendo contare su un punto fermo all’anteriore.

ME LA VADO A CERCARE... Anche quando me la vado a cercare, puntando una pigna, il brecciolino o una enorme e fresca cacca di mucca le due ruote anteriori tengono botta, magari perdono aderenza ma non si rischia di scivolare. Semmai, essendo laterali, le due ruote da 15” sollevano molto sporco e acqua malgrado i parafanghi avvolgenti e la cacca di mucca me la trovo spalmata sulle gambe e sulle scarpe. Penserei a uno spoilerino che protegga le pedane dallo sporco, effetto particolarmente fastidioso se magari si pensa di usare la Niken anche per il casa ufficio o per appuntamenti di lavoro.

SOLIDA E PROGRESSIVA È bello sapere di avere lì davanti un punto fermo e solido, è bello per la sicurezza ma anche per divertirsi tra tornanti e curvoni. Anzi, devo vincere l'abitudine di aspettare prima di dare gas in uscita di curva: con la Niken si può spalancare molto presto. Se in curva vi capita di dover scartare improvvisamente o di dover frenare, oppure di dover frenare all’ultimo sul bagnato con l’ABS che impreca, l’avantreno della Niken è una certezza. Come le auto che di ruote ne hanno quattro, anche la Niken è soggetta ai limiti imposti dalla fisica ma, quando la strada offre poca aderenza si premura di farlo sapere per tempo.

COMFORT TOTALE Oltre che granitico l’avantreno è anche straordinariamente confortevole. Provo e riprovo a centrare tombini e asperità varie con una sola delle due ruote anteriori e non si sente nulla, l’assorbimento è totale. Se le ruote coinvolte sono entrambe si avverte il contraccolpo ma in misura uguale o minore rispetto a una moto con una sola ruota anteriore. Il mono KYB posteriore, invece, non è scomodo ma ha una risposta un po’ secca.

CON TRE RUOTE DICI ADDIO ALLO STRESS Chilometro dopo chilometro mi viene voglia di conoscere la Niken sempre meglio e sempre di più di scoprire i suoi limiti. La Niken è una moto con cui fare tanti chilometri al riparo di una buona protezione aerodinamica fino a 140 km/h, con cui percorrere tante curve e controcurve divertendosi, ma con la rilassatezza di avere limiti di sicurezza molto alti. Dopo ore in sella mi accorgo che non sono stanco e che ho percorso ogni chilometro senza stress, malgrado la pioggia, le escursioni climatiche e le cacche di mucca. Obiettivo raggiunto, Yamaha.

EFFETTO NIKEN La Niken è una moto con cui il motociclista medio riesce a spostare i suoi limiti e va più forte, mentre l’esperto probabilmente su asciutto mantiene il medesimo ritmo rispetto a una moto a due ruote. Sul bagnato anche l’esperto riesce a spostare l’asticella ed entrambi spostano in alto l’asticella della sicurezza e in basso quella dello stress.

L'EROGAZIONE Anche il tre cilindri 850 è pensato per guidare veloce e con poco stress. È pronto e prestante sotto i 4.000 giri, soglia sotto la quale si sta almeno per l’80% di un viaggio tra le curve ma, se volete effettuare un sorpasso, è meglio tenerlo vicino ai 6.000 giri, soglia oltre la quale tira fuori la potenza ma al di sotto della quale, tra 4.000 e 5.500 è piuttosto vuoto e poco reattivo nelle marce lunghe. Dalla sua il tre cilindri ha la sobrietà: anche in modalità (mia) Testing Mode, quindi senza badare ai consumi, sono risucito a fatica a fare indicare al computer di bordo 6 litri per 100 km, con la Niken si sta ampiamente sotto e immagino che settandomi in Gita Mode potrei percorrere tranquillamente 20 km/litro senza farmi mancare nulla.

IL PELO NELL'UOVO Oltre alla sella un po’ duretta e ai piedi pronti come aspirapolveri a raccattare tutto dalla strada, non mi sono piaciuti i freni, non all’altezza di tanta raffinatezza tecnica e dinamica. Il comando è un po’ spugnoso e li vorrei più potenti. D’altronde, ruote grandi come quelle di un T-Max non riescono a contenere che dischi freno grandi come quelli di un T-Max, millimetro più, millimetro meno. I due dischi anteriori da 298 mm non fanno miracoli e il grande disco posteriore da 282 mm quando lo si strizza troppo mette al lavoro l’ABS.

IN QUESTA PROVA

MARIO INDOSSA

Casco Shark Spartan Carbon Con le sue due alucce posteriori da Asterix ha uno stile che non si confonde con altri caschi e eleganti sono le grafiche nere sulla pelle a vista in fibra di carbonio e kevlar, della colorazione Carbon Black Anthracite. Pesa 1.290 grammi, ma l’ottima abitabilità lo fa sembrare anche più leggero quando è indossato. È confortevole, ha un ampio e comodo visierino a scomparsa per il sole e una ventilazione regolabile per il viso e la calotta che funzionano bene in ogni clima. Non è uno dei caschi più silenziosi ma anche dopo ore in sella non stanca ed è un valido compagno di viaggio.

GIACCA REV'IT AKIRA AIR Costruita in Lorica, pelle bovina Monaco Perfomance e neoprene, questa giacca di stile racing e vestibilità attillata ha protezioni Seeflex su spalle e gomiti particolarmente robuste e grintose, che ne caratterizzano il design. La rendono anche un po' rigida, va detto, limitando i movimenti non strettamente funzionali alla guida sportiva. Ha all'interno un gilet termico staccabile che la rende adatta anche alle temperature autunnali o primaverili. Buona la dotazione di tasche e le cerniere di connessione lunga e corta permettono di collegare la giacca Akira a qualsiasi paio di pantaloni delle collezioni REV'IT!.

Guanti Rev’It Kryptonite GTX Ecco un paio di guanti super tecnici ma con un aspetto stylish. Il tessuto esterno nero è elegante così come il disegno a vulcano del paranocche e nasconde bene tutte le protezioni, da quelle per le dita alla imbottitura sul palmo fino a quelle in Temperfoam sul pollice e il palmo. Il REV’IT Kryptonite GTX è un guanto robusto, spesso, con la membrana in Gore-Tex che tiene la mano sempre asciutta e l’imbottitura in 3M Thinsulate G abbinata alla fodera in morbida pelliccia a pelo corto che la tengono al caldo. Sono spessi ma con tante articolazioni per non avere le mani come quelle di un manichino e il tocco touch per utilizzare lo smartphone senza levarli (visto il ditone, però, fa comodo un phablet…).

Jeans Rev’It Seattle Soltanto una cucitura sopra il ginocchio fa pensare a jeans pensati per la moto, ma potrebbe essere uno dei fregi di un jeans Diesel. Sono robusti, realizzati in denim Cordura (12,5oz) reso più forte grazie al PWR|Shield di REV’IT, una speciale tecnica di fabbricazione che rende il tessuto dei jeans Seattle più resistente all’abrasione, dichiara REV’IT, della pelle. Se pensate, però, a jeans rigidi come una corazza medioevale, vi sbagliate. I Seattle sono morbidi, con un bel taglio attillato ma che segue bene le forme grazie a una leggera elasticità. Sono confortevoli anche termicamente, utilizzabili anche in estate grazie alla membrana COOLMAX che spinge la traspirazione verso l’esterno favorendone l’evaporazione. Le protezioni morbide Seesmart, completano la dotazione comfort dei jeans Seattle. In poche parole, potete utilizzarli per andare in sicurezza in moto verso l’ufficio e tenerli al lavoro senza sembrare Robocop e senza sentirsi scomodi.

Scarpe TCX Groove Gore-Tex Le sneaker da moto di TCX sono tra le più comode grazie a pelli morbide pieno fiore e a un bel disegno che calza bene malgrado le protezioni per malleoli, tallone e punta. La zip sul lato interno rende la calzata facile e veloce. Le TCX Groove Gore-Tex sono disponibili in un unico colore, nero scamosciato, che è sì un po’ sporchevole ma che, stante la perfetta impermeabilità, potete lavare sotto l’acqua e farle tornare come nuove. Si segnano facilmente solo all’interno, se le strusciate molto alle protezioni in alluminio. Perfettamente impermeabili ma anche altrettanto traspiranti grazie alla membrana in Gore-Tex. Ottimo il grip della suola, anche sul bagnato.


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