Autore:
Stefano Cordara

Con la Fazer ho un conto aperto… Anni fa, me ne arrivò una in prova, l’ho assaggiata solo per il tempo necessario a percorrere il tragitto ufficio-casa, poi qualche simpaticone ha deciso di scassinarmi la serratura del box e di farci un giro lui, chiaramente non me l’ha più riportata. La disavventura di quella Fazer ha anche avuto un lieto fine, ritrovata a Rimini parcheggiata, pulita, con la benzina e in perfette condizioni estetiche… Meglio così, intanto io però non l’avevo provata. È stato quindi con molto piacere che ho ritrovato qualche mese fa questa semi naked della Yamaha. Di quei pochi chilometri mi aveva lasciato un ottimo ricordo. Nel frattempo Yamaha ha messo mano al look della Fazerina.

TESTA DA MILLE

L’arrivo della Fazer mille ha portato in dote un cupolino più aggressivo che è stato trapiantato pari pari anche sulla 600. Il nuovo cattivissimo sguardo, insomma, dona davvero molto alla media Yamaha, solo che guardandola ora pare molto evidente che zona anteriore e zona posteriore sono di due epoche differenti. In Yamaha avevano già fatto trenta, perché non fare trentuno prelevando dalla fazerona anche il codino? Chissà. STRADE PER TUTTI I GUSTI Un po’ di percorsi guidati, tanta città, autostrada quel che basta per fare 1300 km e giudicare la naked Yamaha sotto tutti i punti di vista. Ma è poi una naked? Per la verità Fazer non è nata nuda per poi essere rivestita (come Suzuki Bandit o Honda Hornet), ma il vestitino ce l’ha sempre avuto, anche se nelle classifiche di vendita è sempre rientrata nel settore delle moto nude (a proposito avete mai pensato ad immaginarla con faro tondo e senza cupolino?)

BEN FATTA

Come tutte le Yamaha, anche la Fazer è una moto ben confezionata. Verniciature brillanti, plastiche di qualità, finiture curate (anche il logo sul serbatoio è sotto trasparente, mentre la R6 lo ha esposto), e una certa attenzione alla dotazione fanno capire da subito che gli Euro spesi sono investiti bene. PARTICOLARI CHE CONTANO Apprezzo il doppio cavalletto (utile quando si va in vacanza con la moto carica), il pulsante dell’Hazard, gli specchietti di qualità (anche se un po’ lontani e sporgenti) e la strumentazione, che senza essere da astronave ha tutto ciò che serve (orologio e indicatore livello carburante compresi). Sotto la sella, poi, c’è uno spazio non esagerato, ma adeguato a contenere qualche piccolo oggetto e magari, se ben piegata, anche una tuta antipioggia di quelle leggere.BUONA PER TUTTO Insomma, una bella moto, questa Fazer, con tanti pregi e pochissimi difetti. È una di quelle moto che conquista chi le due ruote le usa sempre, perché sa essere compagna divertente in ogni situazione. Comoda da usare tutti giorni ha una posizione di guida per nulla affaticante, seduta, con il busto moderatamente inclinato in avanti e la braccia moderatamente distese ad impugnare un manubrio che non mi dispiacerebbe fosse un pelo più largo.

LARGA DI VITA

Gli unici appunti riguardano il serbatoio un po’ largo, che costringe a divaricare troppo le gambe, e la posizione delle pedane un po’ avanzate e fin troppo vicine al piano sella. Nessun problema per me (172 cm), un po’ di più per chi supera il metro e ottanta d’altezza. PIACE AI MEDI Il motore è la vera sorpresa. Da una seicento quattro cilindri da 95 cavalli (perdipiù con origini sportive) è lecito attendersi un comportamento molto appuntito e propenso solo a girare alto. Invece, il quattro in linea d’Iwata conquista proprio per la sua linearità. Piace perché non si fa troppo aspettare per dare una buona spinta. Anche a 4-6.000 giri con la fazerina si dispone già di una bella erogazione, certo non da bicilindrico, ma comunque più piena di molti quattro cilindri d’analoga cilindrata. Già guidando a questi regimi si gode di una moto piacevolissima.

SA ANCHE ANDAR FORTE

Un motore che però sa assecondare anche i pruriti sportivi, perché agli alti tira fuori la grinta (con qualche vibrazione oltre i 6000 giri a pedane e manopole) e può spinge la Fazer a sfiorare i 240 indicati. Peccato per il cambio: rumoroso e duretto negli innesti, richiede che sia tirata sempre a fondo la frizione. Non è il massimo e probabilmente è l’unico punto debole di questo gradevolissimo quattro cilindri.

Nella prova città la Fazer esce a testa alta

, è leggera, agile, con un buon raggio di sterzo (non esagerato però) e sospensioni che si mangiano il pavé come il semolino. MORBIDA Forcella e ammortizzatore sono tendenzialmente tarati sul morbido e questo va bene per quasi tutte le situazioni in cui si conduce la Fazer, tranne che quando si vuole spingere un po’ col gas. In questo caso una bella tirata alla forcella non ci sta male, soprattutto perché stressata dall’intervento dei freni, fin troppo esuberanti per una moto come questa 600 (occhio su pavé e fondi scivolosi, l’attacco delle pastiglie è piuttosto aggressivo). Per regolare le sospensioni non ci vuole molto: i registri del precarico molla della forcella (una delle poche naked ad averli) sono lì a portata di mano, mentre l’ammortizzatore posteriore richiede un po’ più di lavoro. SOFT-SPORT In ogni caso la Fazer non delude nemmeno quando c’è da spingere, manifestando una buona propensione alla piega, limitata, com’è giusto che sia, dalle pedane che arrivano a toccare in fretta. Nella guida sportiva non mi dispiacerebbe avere una posizione di guida leggermente più caricata in avanti. La Fazer (come del resto la sorella da 1000 cc) ha invece una posizione piuttosto seduta e questo fa "sentire" un po’ poco la ruota anteriore. Per il resto, la moto è gradevolissima in tutte le situazioni e molto divertente anche se, personalmente, sostituirei le Bridgestone BT 57 di serie con qualcosa di un po’ più performante e di moderno. TURISTA NON PER CASO Visto che sa fare un po’ di tutto la Fazer non rinnega nemmeno il turismo che asseconda con soluzioni ad hoc (come il già citato cavalletto centrale, ma anche i ganci retrattili sotto il codino per fissare un bagaglio "volante") e con una autonomia di tutto rispetto. Il serbatoio "appoggiato" sui tubi del telaio, smilzo nell’aspetto, ha in realtà una capienza quasi da GT (22 litri) che consente nell’utilizzo normale (città, autostrada e percorso extraurbano) di percorrere circa 250 km prima che si accenda la spia della riserva. BEVE IL GIUSTO Nei 1300 km del test (percorsi ad andatura piuttosto briosa e in tutte le condizioni di guida e di traffico) la Fazer ha avuto un consumo medio di quasi 14 km/litro. In autostrada le velleità velocistiche sono però smorzate dal piccolo cupolino che protegge bene solo fino a 140-150 o poco più. Parte delle spalle e casco restano scoperti e questo alla lunga stanca il pilota. Ah, mi ero dimenticato che stavo parlando di una naked e che c’è chi il cupolino non l’ha nemmeno…

TRASVERSALE

Con questa voglia di far bene un po’ di tutto, la Fazer continua per la sua strada. In molti paesi d’Europa ha un buon successo di vendite. In Italia per spiccare il volo ha avuto bisogno dell’aiutino di una promozione, perché quel suo essere "trasversale" evidentemente non è stato ancora recepito. Troppo vestita per essere una naked, troppo svestita per essere una turistica pura. Ma in questi tempi in cui il tanto decantato value for money è sulla bocca di tutti, io su questa moto ci farei un pensierino molto serio. Meditate gente meditate.

LA SCHEDA DEL DAY BY DAY
Tempo di utilizzo: due mesi
Km percorsi: 1318
Litri benzina consumati: 96
Consumo medio: 13,72 km/litro
Dove: 40 % autostrada, 25 % extraurbano, 35 % città
Inconvenienti registrati: nessuno

 

In questo servizio:Casco:Arai NR 5 ScriptGiacca:Dainese FreeGuanti:Spidi V-RaceStivali:Diadora

 


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