Prova
Triumph Speed Triple R

Triumph Speed Triple R

Una consonante in più per la Triumph Speed Triple R, che si “veste” da pista ma vuole offrire soprattutto una grande guida stradale. Certo, anche i cordoli non le dispiacciono per niente.
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Autore:
Edoardo Margiotta

PRIMA STRADA, POI PISTA L’equivoco è dietro l’angolo: vedi una Speed con le Ohlins e pensi subito che voglia andare a dar fastidio alle “racing naked” come KTM Super Duke R o Aprilia Tuono. In realtà non è proprio così perché pur non disdegnando affatto la pista dove si trova a suo agio come un gattino nella sua cesta, la Triumph Speed R ha come obbiettivo primario quello di offrire una sontuosa esperienza di guida stradale.

PREGIATA E PIÙ BELLA Componenti d’elite, qualche kg in meno sulla bilancia, e la voglia di appagare ancor più il pilota che la possiede, la guarda, la guida. Questa in poche parole è la Triumph Speed Triple R. Per questo quasi un po’ ci dispiace di averla provata solo in pista e non averci potuto fare anche un giro su strada. La prova certo sarebbe stata più completa, ma se la pista è quella di Jerez de la Frontera, beh, ci consoliamo subito.

NATE ASSIEME Non pensiate che la R sia la classica operazione di marketing nata per ridare smalto a un progetto dopo un anno di vita. In realtà la R è nei piani di Triumph fin dal 2007, da quando a Hinckley hanno iniziato a pensare alla nuova Speed. Lo sviluppo di questa moto è quindi andato di pari passo con quello della versione standard con una particolare attenzione, nel caso della R, alla dinamica di guida.

MENO INERZIE PIÙ AGILITÀ Dinamica di guida che ovviamente si migliora stando attenti a dove di va a togliere peso. Non sono solo le Ohlins (immancabili quando si parla di versioni R che si tratti di Triumph o di qualsiasi altra marca), infatti, a caratterizzare la nuova Speed Triple R, ma anche i cerchi forgiati e lavorati alle macchine utensili, che consentono di limare 1,7 kg in tutto tra ruota anteriore e ruota posteriore. In tutto le forze di inerzia si riducono del 16 e 25 % sui due assi e già questo fa capire come possa cambiare la reattività della moto. Venendo alle sospensioni Ohlins, la scelta è caduta su una forcella Nix30 (dove 30 indica il diametro dei pompanti che è 30 mm) e un monoammortizzatore TTX36.

BREMBO, OF COURSE La coppia di pinze monoblocco Brembo azionate da una pompa radiale completa il quadro d'eccellenza che caratterizza la R e la distingue dalla versione con allestimento base. L'attenzione all'estetica emerge, infine, dal montaggio di serie di numerose parti in fibra di carbonio, che Triumph acquista dal medesimo fornitore di Lamborghini e Audi: sezione laterale del parafango anteriore, coperchio del serbatoio e paratie del radiatore sono realizzati con grande cura, ben verniciati e ottimamente rifiniti.

CAMBIO NUOVO Se la ciclistica della Triumph Speed Triple R ha subito numerosi upgrade, il motore è rimasto invariato, almeno nei numeri. In realtà i tecnici hanno messo mano anche lì, soprattutto al cambio che è stato dotato di nuovi ingranaggi per migliorarne l’efficacia nella guida sportiva. Gli interventi al cambio saranno ovviamente diffusi su tutta la gamma dei tre cilindri 1050 Triumph.

TRUCCATA DA R Tra gli interventi estetici che distinguono la R dalle altre Speed segnaliamo il manubrio nero, un riser monopezzo, la fibra di carbonio e la colorazione rossa del telaietto reggisella in perfetta sintonia con il filetto di decorazione dei cerchi. Inoltre se a qualcuno magari le Metzeler Racetec K3 della versione standard potevano non bastare, la R si spinge ancora un po’ più in avanti con la dotazione di pneumatici, adottando come primo equipaggiamento i Pirelli Supercorsa SP. Ora, da bravi, con la nostra calcolatrice per le mani facciamo un paio di conti. Il listino della Speed Triple R parla di 14.495 € chiavi in mano, 600 € in più e ci si porta a casa la versione con ABS (disinseribile). La differenza con la Speed normale è di 2.800 Euro. A voi la palla.

COME VA Freddino a Jerez, le mattine di gennaio non sono proprio da costume da bagno, il che significa attendere un po’ prima di poter entrare in pista. Occasione buona per mettersi a studiare da vicino la Triumph Speed Triple R e per gratificare gli occhi con i suoi nuovi particolari tecnici.

ACCESSORI PER IL LANCIO Gratificazione che aumenta ulteriormente guardando le moto schierate in pit-lane, allestite con gli accessori originali, che fanno parte di una versione "lancio" disponibile nel primo periodo di commercializzazione, cioè dalla fine di febbraio: cupolino (237 euro, puntale (253), sella in gel (218), gruppo ottico posteriore chiaro (73), sensore di pressione pneumatici (174). Il prezzo di questa versione è di 15.806 euro, 801 in più della Speed R con ABS, ma a fronte di ulteriori accessori montati per un controvalore di più di 1.000 euro.

VOCE UNICA Il sole scalda l’asfalto, entriamo. Il rumore di scarico è inconfondibile: il tre cilindri ha un suono gutturale e cupo, che non si dimentica facilmente, soprattutto se al posto dei silenziatori di serie tuonano due Arrow, omologati eppure esaltanti. Jerez è una pista veloce, impegnativa, che richiede attenzione e colpo d'occhio per individuare le traiettorie migliori.

SEMPRE UNA SPEED Le termocoperte hanno scaldato per bene le Supercorsa SP, per cui è meglio entrare subito decisi e darci dentro dalla prima curva. Con l’asfalto che non è certo bollente andare piano significa far raffreddare le gomme e vanificare il lavoro fatto per noi dalla corrente elettrica. I primi giri servono per prendere confidenza con la posizione in sella, che non si discosta da quella della Speed: le braccia sono larghe, la seduta piuttosto comoda, le pedane forse un po' basse, ma di questo ci si rende conto soltanto quando si comincia a piegare forte.

SOFT TRACK La taratura delle sospensioni scelta da Triumph è indicata per la pista ma punta a evitare reazioni nervose della ciclistica: in staccata, quindi, non ci sarebbe dispiaciuto un più di freno in compressione sulla forcella per avere un migliore controllo dell’affondamento. Non è il caso, però, di mettere mano alle tante regolazioni disponibili, perché la scorrevolezza dell'unità Ohlins è tale da rendere tutto, anche il trasferimento di carico, ben gestibile e gratificante per il pilota.

GUIDA NEUTRA La Triumph Speed Triple R, infatti, appare neutra in inserimento, equilibrata e precisa in percorrenza, mai nervosa in accelerazione e questo grazie anche al contributo degli pneumatici Pirelli che assecondano perfettamente l’indole della Speed R ovvero corsaiola stradale con una certa propensione per la pista che si può affrontare senza alcun problema. I freni sono come da tradizione Brembo particolarmente pronti nella prima fase d'intervento: la pinzata, quindi, trova riscontro in un'immediata decelerazione, anche se poi la progressione non appare del tutto lineare.

BELLA TRAZIONE Quando si va a riprendere il gas per uscire dalle curve, l'ottimo lavoro del monoammortizzatore, scorrevole e allo stesso tempo ben controllato da un’idraulica perfetta si traduce in una trazione sempre efficace, che permette di sfruttare al massimo la coppia del motore. Come abbiamo detto il tre cilindri della R è identico a quello della versione base, e chi ne ha mai guidato uno sa perfettamente che con il “triple” è perfettamente inutile insistere a solleticare la zona rossa.

BUTTA LA MARCIA Molto meglio invece gustarsi il tiro ai medi facendo stazionare l'ago del contagiri tra i 7.000 e i 9000 giri, magari inserendo una marcia in più rispetto a quello che si farebbe in sella a una quadricilindrica jap. Così facendo, la R diventa anche più stabile di ciclistica, oltre che più scorrevole in percorrenza di curva. Il cambio, infine: i passi avanti rispetto alla versione base sono tangibili, persino in un contesto critico come la guida tra i cordoli. Si assiste comunque a qualche lieve incertezza quando il pilota pretende una rapidità di cambiata da supersportiva, ovviamente senza usare la frizione ma limitandosi a chiudere per un istante il gas.

THE ULTIMATE SPEED Il carattere unico della Speed vive quindi ancora sulla R che anzi lo enfatizza ancor di più. A Hinckley l’hanno battezzata “the ultimate Speed” la Speed definitiva. Dopo averla provata, ci sentiamo di dar loro ragione.


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