Autore:
Paolo Sardi

FAMIGLIA ALLARGATA Il “signor” Thums è ora in buona compagnia. Il manichino virtuale, sviluppato dai laboratori centrali di ricerca e sviluppo Toyota assieme a varie realtà esterne, tra cui alcune università, per consentire le più accurate rilevazioni dei traumi durante i crash test, ha ora due nuovi “familiari”. Accanto al primo esemplare, un “maschio” alto 179 cm, ce ne sono infatti ora altri due: un omone, alto stavolta 189 cm, e una tipetta minuta, di soli 153 cm di altezza.

EVOLUZIONE DELLA SPECIE La famiglia dei Thums è alla quarta generazione e conta ormai su modelli particolarmente evoluti e raffinati, declinati tra l’altro in due varianti: una destinata a fare da passeggera durante le simulazioni d’incidente e una chiamata a un ruolo ancora più ingrato, quello del pedone investito. La particolarità dei Thums, acronimo che sta per Total Human Model for Safety, sta nella complessità della struttura interna, che consente una più accurata misurazione dei possibili danni agli organi interni, riproducendoli in modo fedelissimo. I Thums più recenti sono quindi capaci di raccogliere un volume d’informazioni 14 volte superiore rispetto ai loro antenati tradizionali.

ANDATE E MOLTIPLICATEVI Una simile quantità di dati rappresenta un patrimonio enorme per sviluppare macchine sempre più sicure e Toyota è pronta a vendere questo gioiello tecnologico anche ad altre realtà esterne. Tra l'altro, presto ci saranno anche altre novità, con l’arrivo di Thums che replicheranno la struttura fisica di bambini e anziani per consentire simulazioni sempre più verosimili e la raccolta di dati nelle situazioni più disparate.


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