Autore:
Paolo Sardi

QUANTA STRADA NEI MIEI SANDALI Se lo scopo della vostra visita in Val di Non è soprattutto quello di esplorarla su due ruote, dirigetevi verso l’alta valle. È qui che, grazie alla conformazione ad altopiano, si trova il paradiso dei bikers, con percorsi di tutti i livelli di difficoltà. Quello più adatto a una famiglia è l’anello di 25 km (non è obbligatorio farlo tutto, si può scegliere solo un tratto!) formato da strade con fondo asfaltato che collega tra loro i paesi di Malgolo, Romeno, Salter, Cavareno, Malosco e Fondo, per poi far ritorno al paese di Romeno attraverso gli sconfinati prati della località Pradiei (che d’inverno ospitano la celebre Ciaspolada). Il percorso comincia nel paese di Malgolo, dove si lascia l’auto in un comodo parcheggio. La nuova pista ciclabile costeggia la strada statale 43DIR ripercorrendo il vecchio tracciato della ferrovia Trento – Malè, capoluogo della Val di Sole (altra meta perfetta per i bikers). Lungo la via, la “mappa del tesoro” suggerisce una sosta alla caratteristica chiesa cimiteriale di Sant’Antonio abate a Romeno, decorata con un ciclo di affreschi del XV secolo sulla Leggenda dell’impiccato.

TRA CAMPI E MELETI La pista poi prosegue tra campi e meleti fino a Cavareno, dove i ciclisti più esperti possono avventurarsi anche su alcuni percorsi sterrati. In alternativa si può fare un giro nel centro del paese. Ci si dirige quindi verso Sarnico, Ronzone, Malosco e fino al vicino Fondo, capoluogo dell’alta valle e rinomata località turistica sia estiva sia invernale. Il paese, che sorge arroccato sulla gola del Rio Sass, ha abitazioni storiche (XIV-XVI secolo) con belle facciate decorate. A Fondo, si fa anche scorta di specialità valligiane (trentingrana, mortandela, miele) alla bottega El vout dale specialità. Riguadagnata la strada si arriva all’altro pezzo forte del tour: il paesaggio della zona detta dei Pradiei, una distesa incontaminata dove sorge anche il Dolomiti Golf Club (www.dolomitigolf.it). Da qui la ciclabile prosegue tra i prati, per lo più pianeggianti fino a chiudere l’anello a Romeno e quindi, attraversato il ponte, a Malgolo (in discesa!). A conclusione della pedalata, ci si può rifocillare (e volendo anche dormire) all’albergo ristorante Nerina (www.albergonerina.it), gestito dalla famiglia Di Nuzzo che propone una cucina del territorio "contaminata" dalle origini napoletane di papà Francesco: largo dunque a primi e dolci per conquistare i palati degli avventori.

Immagini: Archivio Fotografico ApT Val di Non


TAGS: Val di Non: me la guido e... mela godo