Autore:
Tommaso Crociera

UN PASSO AVANTI Mai fermarsi alle apparenze è una regola da rispettare anche nel mondo delle quattro ruote. Un osservatore superficiale finirebbe infatti con il liquidare le Mini 2010 come "le stesse macchine dell'anno passato", prendendo una cantonata madornale, almeno per quanto riguarda la gamma a benzina. Se sul fronte diesel adesso non ci sono infatti novità di spicco, gli esemplari destinati ad abbeverarsi alla pompa verde e che saranno in vendita dalla prossima primavera avranno invece motori profondamente rinnovati. In generale aumentano le prestazioni e scendono i consumi, con migliorie che vanno dalla riduzione degli attriti all'adozione di una pompa dell'olio a controllo elettronico che entra in funzione solo quando serve. Vediamo però come cambiano le cose modello per modello, tutti ora in regola con le norme europee Euro 5 e quelle americane ULEV.

COOPER S Grazie anche alla tecnologia Valvetronic presa in prestito dalla BMW, il 1.600 turbo Twin Scroll guadagna una decina di cavalli. Il nuovo picco di potenza è ora di 184 cv al regime di tutto riposo di 5.500 giri. Quanto questo motore vada bene anche ai bassi si capisce però meglio dal fatto che a soli 1.600 giri si disponga già della coppia massima di 240 Nm, che diventano 260 a tempo determinato per merito dell'overboost. Su strada la Cooper S scatta da 0 a 100 in 7 secondi netti, tocca i 228 orari e si accontenta di 5,8 litri di benzina ogni 100 km, con un risparmio di quasi mezzo litro sul model year 2009. Le varianti Clubman e Cabrio fanno poco peggio, con consumi che, nel peggiore dei casi, sono di 6 litri ogni 100 km. Da segnalare anche una nuova frizione e migliorie al cambio che promettono innesti più fluidi al cambio manuale a sei marce, in alternativa al quale se ne può avere uno automatico sempre a sei rapporti.

COOPER Anche la versione aspirata del 1600 beneficia di un incremento di potenza, anche se più contenuto. In questo caso il guadagno non arriva ai tre cavalli per un nuovo picco di 122 cv a 6.000 giri. La coppia si attesta invece a 160 Nm a 4.250 giri. Dal banco alla strada ciò si traduce in un crono di 9,1 secondi nello 0-100, in una velocità massima di 203 km/h e in un consumo di 5,4 litri ogni 100 km. La variante simil-station wagon e quella scoperta richiedono invece rispettivamente 5,5 e 5,7 litri con lo stesso tempo di 9,8 secondi nella prova di accelerazione.

ONE Anche quella che era la piccola di famiglia, la One, ora si converte alla cilindrata di 1,6 litri, che garantisce una maggior prestanza in ogni condizione d'uso. I vantaggi si sentono sul fronte della potenza e della coppia. La prima tocca ora i 98 cv a 6.000 giri, mentre la seconda aumenta di 13 Nm e raggiunge quota 153 Nm a 3.000 giri. Ce n'è abbastanza per raggiungere i 100 km/h in 10,5 secondi (0,4 meno di prima), allungare fino ai 186 km/h e sorseggiare di nuovo 5,4 litri di benzina ogni 100 km. Con questo 1600, per la prima volta, la One viene proposta anche in variante Cabrio (11,3 secondi, 181 km/h e 5,7 l/100 km).

ONE 55 KW Lo stesso motore è poi proposto anche in configurazione da 75 cv, che rimpiazza il 1.400 di pari potenza alla base della gamma. I centimetri cubi in più arrivano a braccetto di una ventina di Newtonmetri, per una coppia massima ora di 140 Nm a 2.250 giri. La velocità massima è di 175 km/h, il tempo nello 0-100 è di 13,2 secondi e il consumo è 5,4 l/100 km. Con le stesse identiche prestazioni, chi avesse un'anima particolarmente verde potrebbe orientarsi anche sulla versione One Minimalism Line, che si riconosce per i particolari pepper white e che, in virtù di un'aerodinamica più curata (per esempio a livello di ruote), risparmia 0,3 litri sulla canonica distanza dei 100 km.


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