Autore:
Ronny Mengo

I profili sono quelli tondi e squadrati del modello chiuso, stesso gradino a segnare la linea di cintura, stessi sbalzi ridotti, stessa faccina da simpatico giocattolo. In più, c’è un parabrezza più inclinato, due portiere due, un disegno dei cristalli laterali molto affusolato, una coda piatta.

E due "C", a indicare la vocazione da coupé e convertibile, seguendo le tracce di esempi francesi. Per non rinunciare alla comodità di chiudersi dentro (in quattro), con il freddo di dicembre, sapendo però che in primavera si scappotta. Anzi si fa scomparire magicamente il tettuccio nel baule: questione di pochi secondi, questione di tenere l’indice sul tasto della consolle. Tac.

Faccia ancora più sbarazzina per un’utilitaria che ha fatto il botto – di pubblico – nel lontano 1992, quando portò sulle strade di tutti i giorni la macchina di topolino in carne e ossa. Ora si esagera: destro e sinistro alle corde per Nissan, che non si accontenta di svelare la nuova generazione, chiusa, decide di scioccare e tagliare una piccola istituzione per crearne – facile interpretazione dei sogni nippo – un’altra.

Non cambierà gran che, rispetto alla sorella con il tetto sulle spalle, per quanto riguarda i motori: si parla del quattro cilindri DOHC CR, che sarà disponibile nelle tre versioni di 1000, 1200 e 1400 cc di cilindrata. Per i dettagli fate un salto a Parigi. Oppure venite su Motorbox, la prossima settimana. Il tempo di andarla a fotografare e mettere in Rete gli scatti, è un attimo.


TAGS: esclusivo: nissan micra c+c