Autore:
Paolo Sardi

UNA LIMATA AGLI ARTIGLI In un’epoca in cui la parola d’ordine nel mondo dell’auto sembra essere” connettività” e tutti modelli sono sempre più infarciti di gadget high tech, c’è ancora una Casa (e aggiungerei anche “per fortuna”) che considera una concessione al comfort la presenza nella dotazione di serie dei finestrini, del tetto e – udite! udite! - anche del parabrezza. Sto parlando della Caterham, che ha appena introdotto in listino la nuova Seven 620S, versione addolcita e più orientata all’impiego stradale di quell’animale da pista che è la 620R.

AL CALDUCCIO La Caterham Seven 620S è disponibile anche con uno chassis S5 più lungo e più largo rispetto a quello standard (chiamato S3), che permette di avere maggior spazio a bordo e di adottare un serbatoio più capiente. Questa versione si concede anche altre mollezze (tutto è relativo), i sedili in pelle riscaldabili. Questi ultimi sono però sempre con struttura in carbonio (materiale largamento impiegato nell'abitacolo) e dotati di cinture di sicurezza a quattro punti, giusto per ricordare l'indole del modello d’origine.

ROBA BUONA Sotto il cofano chilometrico della Caterham Seven 620S c’è in fondo un motore due litri Ford Duratec sovralimentato e a carter secco da ben 314 cv e circa 220 Nm. Con peso di soli 610 kg, simili valori permettono di scattare da 0 a 60 miglia (96 km/h) in meno di 3,5 secondi e di allungare fino ai 233 km/h., nonostante la 620S rinunci al fulmineo cambio sequenziale della R per un più classico manuale a cinque marce. Tra gli altri highlight della scheda tecnica ci sono la carrozzeria in alluminio con musetto in materiale composito, i cerchi da 15 pollici con gomme Avon ZZS, il differenziale a slittamento limitato e l’assetto con molle e ammortizzatori stradali firmato Bilstein.


TAGS: lotus caterham bilstein lotus seven colin chapman caterham seven 620s