Prova su strada
Toyota Previa D4-D

Toyota Previa D4-D

Messo in soffitta lo stampo a uovo della vecchia edizione, servita a ispirare qualche concorrente europea, la sequel della MPV di taglia maxi della Casa giapponese è sì più convenzionale nelle forme, ma altrettanto aggraziata e funzionale. I punti di forza sono una stiva da record e un cuore turbodiesel prelibato. Ma il prezzo è ancora più convincente: 57 milioni di lire.

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COM’È

Ve la ricordate la Toyota Previa, la prima monovolume giapponese gigante disegnata a uovo e con il motore a sogliola posteriore, condita con spazio a bordo per cinque, sei o sette passeggeri in nessun caso compressi come sardine? Bene, perché se è vero che dall’anno scorso non fa più parte dell’offerta del gigante del Sol Levante (ma è stata lanciata nel 1990!), è altrettanto vero che in arrivo, anche da noi, c’è la sua erede, dal design più convenzionale rispetto alla progenitrice, pur se non certo privo di qualche spunto interessante. Eppoi, sotto il cofano ha ora un turbodiesel vivace, che disturba poco i timpani e non si ubriaca mai.

SGUARDO SFUGGENTE

Sembrano due alabarde conficcate agli estremi del faccione da jap verace i fari della Previa, che, osservata dalla parte frontale, mette in evidenza una certa armonia nelle forme, non usuale su una MPV di taglia XL. Pur se di primo impatto sembra di trovarsi di fronte a una Yaris passata sotto un’ondata di raggi ingrandenti, anche il profilo non nasconde un pizzico di originalità. Le flessuosità dettate dalle doppie curve che si sviluppano sulla sommità dei parafanghi danno una bella armonia all’intera fiancata. Curiosa, semmai, la differenza in centimetri tra lo sbalzo anteriore e quello posteriore, che fa sembrare un po’ tozzetta questa MPV osservata nella zona della coda. Proprio quest’ultima, mette in evidenza qualche scopiazzatura dalla Ford Galaxy. Ma si tratta del solo lato che, forse, avrebbe meritato un maggiore sforzo di creatività.

TAGLIA MAXI

La nuova Previa vuol sfidare i giganti del suo settore, un po’ in tutti i sensi. Chrysler Voyager e Renault Espace sono nel mirino in prima linea, in aggiunta alla famiglia delle rivisitate MPV prodotte da VW e Ford e, entro l’anno, alle novità di Fiat-PSA. Per sostenere a testa alta il duello, la Previa sfoggia dimensioni di tutto rispetto (475x179x180 cm) e, soprattutto, un abitacolo ad hoc per ospitare la squadra di calcetto e la borsa di ognuno dei giocatori. Tradotto, significa che anche rispetto alle più note concorrenti americana e francese (la prima più lunga di 5 centimetri) c’è uno spazio maggiore soprattutto nella stiva, che segna numeri da primato: da 515 a 2927 litri.

SETTE POLTRONE DA CORSA

Anche se la lunghezza rispetto alla progenitrice non è variata di un millimetro, il passo di dimensioni maggiori (290 cm contro 286) e il posizionamento avanzato del propulsore garantiscono alla famiglia al completo di godere di un notevole spazio. Le poltrone sono tutte comode, ben profilate per contenere al meglio il bacino in curva e sono regolabili longitudinalmente. Quella centrale della seconda fila è soltanto un po’ più strettina delle altre. Sono comunque una ventina le configurazioni che si possono studiare per l’interno e anche i passeggeri di altezza superiore al metro e ottanta siedono sufficientemente comodi, anche se costretti alla terza fila, dove l’accessibilità ai sedili potrebbe essere migliorata.

ARIA DI CASA

Quanto allo stile, si respira a pieni polmoni l’ormai caratteristica atmosfera Toyota. Anche qui, infatti, le somiglianze con la best seller Yaris, sempre in configurazione iper vitaminizzatata, sono più d’una. Dalla tipologia delle plastiche a quella dei tessuti, fino ad arrivare alla configurazione della plancia, con il cruscotto centrale, e alla radio. Al posto della strumentazione digitale color confetto celeste da battesimo, si è però optato per un più sobrio cruscotto con indicatori analogici retroilluminati con luce bianca. Discutibile, semmai, lo stile da cipollone del nonno di tachimetro e contagiri a mezza luna.

TUTTI PER UNA

Se siete colti dall’insostenibile perplessità di avere già notato le forme della Previa da qualche parte, magari durante l’ultimo rifornimento di autentica cioccolata svizzera, o nel corso di una recente passeggiata romantica a Kings Road nel cuore della capitale inglese, o ancora, se siete veri globetrotter, in coda su un trafficato vialone di Tokyo, state tranquilli, non soffrite di allucinazioni. Questa MPV, infatti, è già presente dallo scorso anno su alcuni mercati. Per decretarne il lancio in Italia, la Casa giapponese ha tuttavia aspettato con perizia che fosse pronto il moderno cuore turbodiesel di due litri con tecnologia common rail da 116 cv di potenza. La ragione? Semplicemente che Il 95% delle monovolume di questa taglia nel nostro Paese sono vendute con motore a gasolio. Ragion per cui è improbabile l’arrivo di un motore a benzina (quello 2.4 della precedente edizione ha decretato un semi flop italiano). In aggiunta, la Toyota propone un’unica versione.

FUORI DAL GREGGE

L’allestimento della nuova Previa è di quelli che accontentano già alla grande chi non ha troppe pretese in materia di sfiziosità. All’appello rispondono infatti i due airbag frontali (e quelli laterali?), l’ABS con EBD, il climatizzatore, il riscaldamento separato per i sedili posteriori, i quattro alzacristalli elettrici (una verta rarità tra le MPV con le porte scorrevoli), il servosterzo, la radio con lettore di cd e sei altoparlanti e i sensori di parcheggio. Per chi volesse di più ci sono i cerchi in lega con pneumatici maggiorati, il climatizzatore anche per la zona posteriore, il navigatore satellitare e il tetto apribile. Il prezzo? Si parte da 56 milioni 900 mila lire. Stessa cifra con cui ci si può accaparrare una Chrysler Voyager circa di pari livello (e il cuore è più grintoso) o una Espace. Odiate gli stereotipi? Ok, allora optate per la Previa.

 

COME VA

Il maggiore piacere che si può provare al volante di una monovolume? Non sentirsi al volante di una monovolume. È difatti l’effetto furgoncino a creare il maggior fastidio o il disamore nei tragitti più lunghi quando si viaggia in MPV. Bene, alla Toyota hanno capito perfettamente questo piccolo segreto e, nonostante le dimensioni importanti, la Previa si guida allo stesso modo di una qualsiasi berlinona di taglia grande.

LUCE CHE CADE DAL TETTO

L’ampio parabrezza, situato alla giusta distanza dal guidatore, crea una gradevole sensazione di dominio della strada, con l’aiuto di una posizione sì più alta della media, ma non paragonabile, fortunatamente, a quella di un trampolo per pappagalli. Da tener presente anche il doppio tetto apribile (costa 2 milioni 400 mila lire) che ravviva ulteriormente l’ambiente.

CUORE GENEROSO

Realizzato completamente dalla Casa giapponese senza alcun componente europeo, precisano orgogliosi alla Toyota, il bialbero di due litri turbodiesel con distribuzione a 16 valvole montato sotto il cofano della Previa è una versione potenziata a 116 cv del D4-D della sorellina Avensis. Grazie alla crescita nella potenza e a una coppia di 250 Nm tra 1800 e 3000 giri, mette in mostra una inaspettata agilità nel muovere, silenziosamente, la tonnellata e mezzo abbondante della Previa. Tanto che il passaggio da 0 a 100 all’ora è coperto in 13,8 secondi con un discreto vantaggio anche su tante concorrenti persino più compatte e, dopo un buon lancio, spinge questo elefantone a toccare i 175 km orari. Quanto ai consumi la media dichiarata è di 13,8 km/l.

ASSETTO SPORTIVO

Il bello viene dunque soprattutto alla voce comportamento su strada. Contrariamente a tante concorrenti il lavoro effettuato dai tecnici della Casa del Sol Levante nella messa a punto delle sospensioni (Mac Pherson all’avantreno, con un braccio a L e uno a terra negativo per limitare il sottosterzo, e con un compatto assale di torsione al retrotreno) porta a ottenere in qualsiasi circostanza un assetto assolutamente neutro. Tanto da far diventare la Previa gradevole da guidare, anche con un ritmo allegro, persino sui passi di montagna. Lo sterzo non accusa l’inerzia che talvolta capita di trovare su tante rivali di pari dimensioni. Il cambio è preciso, ma la leva, per alcuni, potrebbe risultare troppo arretrata.

David Giudici

18 maggio 2001

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