Autore:
Paolo Sardi

TREND POSITIVO I dati di mercato parlano chiaro. Jeep è il marchio che sta facendo registrare i più alti tassi di crescita su scala internazionale. E siccome è la saggezza popolare insegna che è meglio battere il ferro finché è caldo, i vertici di FCA vanno subito ad ampliare la gamma di quella che è la loro attuale best-seller. Sto parlando della Cherokee, che riceve un nuovo motore turbodiesel, che da qui in avanti dovrebbe fare la parte del leone nella raccolta ordini in Italia.

UAN IS MEGL CHE DU E' un Multijet II 2.2, sviluppato sulla base del noto 2 litri e proposto in due configurazioni, 185 e 200 cv. Per raggiungere con lui un nuovo e miglior compromesso in materia di sportività, elasticità, contenimento dei consumi e comfort gli ingegneri avrebbero potuto puntare su una doppia turbina. Alla fine, però, hanno preferito optare per un aumento di cilindrata, abbinato a un solo turbo e a un affinamento generale. E che non si dica che a loro piace vincere facile, tutt’altro.

TESTA DURA La prima e più evidente novità è una rivisitazione del manovellismo, con un conseguente incremento della corsa. Anche la lunghezza della biella cresce e ora c’è una camera di scoppio più compatta, nella quale giocano un ruolo fondamentale nuovi pistoni alleggeriti e una testa rinforzata per sopportare le maggiori sollecitazioni. Inediti sono anche gli iniettori, che sono parte terminale di un sistema di alimentazione che lavora con pressioni fino 2.000 bar. Sul fronte opposto, ovvero sul lato dello scarico, si trova invece una nuova turbina a geometria variabile piazzata direttamente a ridosso dei collettori.

A TUTTO CAMPO Per migliorare l'efficienza complessiva, gli ingegneri sono intervenuti anche sui componenti secondari. L’alternatore è quindi a basso assorbimento di potenza mentre la pompa dell'olio è a portata variabile. Tra le altre caratteristiche di spicco va segnalata la presenza di contralberi di equilibratura e di un'ampia schermatura fonoassorbente, che fanno gioco di squadra con l'ottimizzazione della combustione per ridurre le vibrazioni e la rumorosità.

DIAMO I NUMERI Tutte queste belle parole si condensano in pochi numeri: 185 oppure 200 cavalli e in entrambi i casi la coppia massima è di 440 Nm a 2.500 giri. Per la variante più potente, tutto ciò si traduce in uno scatto da 0 a 100 chilometri orari in 8, 5 secondi e in una velocità massima di 204 km orari,  consumo medio dichiarato di 5,7 litri ogni 100 chilometri con emissioni di 150 g km di CO2. Per la configurazione soft, consumi ed emissioni non cambiano, mentre il crono è di 8,8 secondi e la punta di 201 km/h.

IN MEDIO STAT VIRTUS Passando dal banco dinamometrico alla strada, il nuovo 2.2 da 200 cv mantiene tutte le promesse fatte dai tecnici. Si avvia con una voce molto sommessa e si dimostra quasi esente dal tipico di ticchettio dei diesel, così come dalle vibrazioni. Offre il meglio di sé ai regimi intermedi e a tenerlo in quella fascia ideale provvede il cambio automatico con ben nove marce, che fa da denominatore comune a entrambe le versioni. Questo cambio riesce a far sì che il numero di giri resti quasi costante anche dopo il passaggio da un rapporto all’altro, operazione che - tra l'altro - avviene in maniera molto dolce.

SENZA FRETTA Anche se la potenza del nuovo turbodiesel è ai vertici della categoria, il modo migliore per godersi un viaggio con la Jeep Cherokee 2.2 è usare il piede felpato con l’acceleratore. Le andature giuste sono tranquilla o al massimo allegra; quella arrembante mal si addice allo spirito della tuttofare a stelle e strisce, vuoi perché l’assetto tende al soffice e privilegia il comfort (in autostrada si sta davvero da re), vuoi perché la trasmissione non ama che le si metta fretta. L’elettronica che governa le cambiate vuole avere sempre l’ultima parola (la leva ha anche posizioni + e – ma non c’è una vera e propria funzione sequenziale) e a volte fatica un po’ a interpretare i desideri del pilota, penalizzando la fluidità dell’azione nel misto. Meglio insomma fumare il calumet della pace con la Cherokee piuttosto che scendere sul sentiero di guerra…

MANO AL PORTAFOGLI Parlando infine dei prezzi, la Cherokee 2.2 185 cv si può ordinare in allestimento Longitude a 45.900 euro, con trazione integrale 4WD Active Drive I. Lo stesso schema meccanico c’è anche sulla 200 cv Limited, proposta a 50.500 euro. La ricca versione Limited +, che debutta assieme al motore 2.2, vede invece il prezzo salire a 54.000 euro anche perché adotta la più specialistica trasmissione 4WD Active Drive II, con tanto di marce ridotte. Certo non sono cifre popolari ma le dotazioni sono superiori alla media: per avere un quadro completo di cosa offra Jeep si può consultare il pdf qui sotto.


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