Autore:
Luca Pezzoni

MINACCIOSA Come non partire da quel "Golf ti aspetto fuori" che, correva l'anno 2003, fece tanto scalpore? La pubblicità comparativa, in america ci sono abituati, da noi é permessa da poco e si usa ancora meno. La scelta di Mazda per il lancio al Motorshow, comunque, non mancava di coraggio.

PAROLE E IMMAGINE Il problema è che dopo le parole bisogna fare i fatti. E anche qui non si possono muovere appunti a Mazda. La 3 aveva e ha contenuti di qualità. Come spiegare allora vendite buone ma non trascendentali? Con l'immagine, l'emozione. Argomenti di vendita non secondari. Dopo una settimana di convivenza intensa con la versione appena rinnovata, su e giù per il nord Italia e con 1500 chilometri percorsi tutti d'un fiato, dubbi non ne rimangono. Alla Mazda3 non manca niente per giocarsela alla pari con chiunque.

SODDISFAZIONI Il cruscotto e il feeling immediato sono più da Belpaese che da terra orientale. I tre strumenti circolari dal sapore sportivo e l'illuminazione di un rosso soffuso accolgono bene, richiamano la 147. E ancora meglio accolgono i sedili ricoperti di un bel tessuto, un giusto mix di comfort e capacità contenitive. A completare le soddisfazioni tattili ci pensa il bel volante a tre razze di intonazione sportiva, tutto in pelle, traforata nella parte centrale, con i comandi principali replicati. All'allestimento Energy non manca niente di quello che serve davvero ad una compatta moderna. Anche se, attingendo alla lista degli optional,qualche scusa per spendere, la si potrebbe pure trovare.

MANGIADISCHI Come il sistema audio firmato Bose. Che mangia fino a sei cd dalla bocca frontale e soprattutto regala una sensazione di profondità sonora e bassi potenti trovata poche volte su un'automobile. Tanto che tremano gli specchietti. Pollice verso, invece, per i comandi del climatizzatore automatico, che complice i dati che appaiono nel display a striscia condiviso con hi-fi computer di bordo, ci sembra poco intuitivo. E a noi piacciono le cose semplici.

GIRATA LA CHIAVE Compiendo il gesto che accomuna ancora milioni di automobilisti, qui non ci sono pulsanti scenici (esiste però il sistema keyless optional) e il borbottio del turbodiesel non ci fa sentire soli. Forse troppo presente a bassa velocità, è comunque un assaggio ingannevole. Nell'utilizzo autostradale la 3 regala un buon comfort di marcia e anche acustico. Specialmente a velocità in Regola con il codice della Strada.

SI MUOVE BENE Le qualità di guida sono uno degli aut-aut della compatta Mazda. Stabile, ferma sulle sue posizioni con sospensioni belle rigide, ma non secche, regala fin da subito confidenza. Lo sterzo é preciso e ben tarato anche se vagamente troppo "elettrico". Le ruotone da 17 pollici, di serie, ricoperte dai 205/50 aiutano il pacchetto. E il dazio sulle buche o in città non pesa e si paga volentieri. Ad assecondare, ma non esaltare, il portamento vivace ci pensa il buon HDI mascherato (frutto dell'accordo PSA-Ford). Che, senza particolari picchi spinge bene e concilia spostamenti veloci con soste altrettanto veloci dal benzinaio (mai meno di 16 km/l di media, anche andando allegri). Nota di merito.

FILTRATA Certo qualche altro cavallino, sono 109, farebbe piacere e soprattutto, in autostrada, manca parecchio la sesta marcia. Peccato. Anche perché il cambietto dal pomello corto e ricoperto di pelle regala innesti secchi e goderecci per rapidità sopra la media. Il filtro Fap e il Dsc elevano qualità dell'aria per tutti e sicurezza per chi guida.

REGOLATA I fari allo Xeno illuminano bene la strada, anche con i soli anabbaglianti, mentre abbiamo molto apprezzato il regolatore di velocità. Che nei lunghi tratti consente di non far addormentare il piede sui 130 fissi. Il bracciolone centrale, con doppio scomparto è tanto fisso quanto capiente.

QUALITATIVA Encomio pure al ripostiglio chiudibile con sportello, subito dietro il cambio, dove alloggiare la bottiglia d'acqua mentre si viaggia. O il palmare per nasconderlo dagli sguardi cattivi quando si prende il caffè all'autogrill. Le plastiche e le finiture, dalla plancia ai pannelli porta passando per il bagagliaio, non lasciano spazio a rimpianti. E se non emozionano, vedi il tastino di chiusura serrature manuale e demodé, danno l'idea di poter durare anni. Come la garanzia, che arriva a cinque.

SPAZI APERTI Anche alla voce abitabilità tutto bene. Non solo davanti, lo spazio non manca neppure nella panchetta posteriore, con le gambe lunghe che non devono rannicchiarsi. E non accade su tutte le compatte. Pure quando si apre il portellone si rimane impressionati dagli spazi aperti. La 3 vista da fuori inganna, complice il taglio del montante posteriore rovesciato. Sembra una compatta, ma é quasi una... sportback. Una vera all-rounder e un'ottima scusa per chi vuole evitare una familiare.

OLTRE LE APPARENZE Tutto perfetto quindi? Sì, quasi. Quando ci sono tante luci e poche ombre il successo dovrebbe essere assicurato. Ma il dubbio rimane dopo aver parcheggiato. Girando lo sguardo indietro al momento di salutarla il cuore non batte forte. E pure i passeggeri occasionali, pur apprezzando il passaggio, non hanno mai regalato commenti particolari. La ragione non sempre vince sull'emozione.